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Per i tre operai della Fiat

Per i tre operai della Fiat

(25 Agosto 2010) Enzo Apicella
Melfi. La Fiat licenzia tre operai, il giudice del lavoro li reintegra, la Fiat li invita a rimanere a casa!

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IL flirt

(28 Settembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in medioevosociale-pietro.blogspot.com

Mentre l'Italia del lavoro diventa un campo di macerie, il segretario della CGIL è in pieno flirt con la Presidente della Confindustria con la quale scambia baci e sorrisi e si accinge a restituire quanto resta dei diritti mentre il Parlamento, con la finta opposizione del PD sta per demolire per sempre lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori ed in particolare l'art.18. Mentre flirta con la Marcegaglia, dopo l'incontro di Genova preceduto da una intensa diplomazia sotterranea del PD che vorrebbe accreditarsi partito che tutelerà "con serietà" gli interessi confindustriali, Epifani finge di non vedere la sofferenza di circa sei milioni di precari condannati a meschine retribuzioni inferiori oltre il quaranta per cento dei minimi contrattuali e presenta le sue credenziali alla Confindustria: una perdita secca di circa 5 mila euro l'anno dei lavoratori dovuta a diversi fattori (parametri per i rinnovi contrattuali, fiscal drag, niente scala mobile), perdita maggiore di quella denunziata dal centro studi della CGIL se si tiene conto dei salari di fatto nella piccola e media azienda, negli studi professionali, nell'agricoltura, nel piccolo commercio. Vedete come siamo stati bravi a contenere il costo del lavoro!
L'obiettivo che si è proposto la Confindustria è la sterilizzazione del ccnl attraverso deroghe. La strada è stata indicata con violenza da Marchionne il quale vorrebbe produrre in Europa a costi inferiori di tutti gli altri. Ma la deroga avrebbe effetti devastanti in tutto il Mezzogiorno d'Italia dove non esiste contrattazione articolata per settori o per territori e l'unico punto di riferimento legale è il contratto nazionale. Introduce un principio di derogabilità dai minimi nazionali che non costituiranno più un punto di riferimento. Non ho dubbi che l'ottimismo ed i larghi sorrisi di Guglielmo Epifani e di Emma Marcegaglia sono segno di una intesa già raggiunta. Questa intesa demolirà la regola che ancora mantiene un certo ordine ed una certa legalità nei posti di lavoro. Poi non ci sarà più niente. Il salario sarà quello imposto dal datore di lavoro e dipenderà dal suo buon cuore e dalle sue convenienze.
L'Italia è un paese anomalo da tanti punti di vista. Ha un Parlamento tutto di destra con una opposizione che pur avendo un esteso elettorato popolare rappresenta interessi padronali al pari del centro-destra; ha sindacati che a differenza di altri sindacati europei
non danno e non garantiscono niente ai lavoratori ma tolgono diritti conquistati o garantiti dalla legge.
L'età pensionabile è stata innalzata ad oltre i settanta anni con una truffaldina trovata inserita in una finanziaria. Questa trovata è stata una idea geniale del governo ma è stata concordata con le tre confederazioni che hanno fatto finta di non vedere come peraltro hanno fatto in tante altre occasioni del genere. A differenza di Sacconi che si limita a parlare genericamente di "complicità sindacali", Tremonti ha voluto informare il mondo intero di quanto sono fessi ed autolesionisti i sindacati italiani!
Non ho dubbi che la vicenda dei licenziamenti dei professori "precari" non troverà soluzioni nonostante il patetico appello del Presidente della repubblica, il pianto di tanti insegnanti privati del loro lavoro perduto magari dopo venti anni, le agitazioni, gli stiliti e quant'altro. La CGIL tranne che in Sicilia non ha alzato un dito in loro favore derubricando la questione in una mera vertenza di categoria. Ma la devastazione gelminiana della scuola italiana è una questione generale che riguarda il welfare, la libertà e la democrazia degli italiani. La CGIL avrebbe dovuto organizzare uno sciopero generale per la scuola come hanno fatto i sindacati francesi. Ma non lo ha fatto e non lo farà. Lo stesso atteggiamento mantiene per la sanità che oramai è diventata uno strumento per il finanziamento delle cliniche private e con una crescente insolente privatizzazione della attività dei medici. Con i soldi pubblici del servizio sanitario si sono costituiti imperi economici in tante regioni d'Italia. Imperi che attraverso i loro giornali spesso scandalistici
ed aggressivi condizionano la politica italiana.
In sostanza diritti, salari, scuola, sanità e pensioni sono in un tritacarne. Inoltre crescono le distanze sociali e le ingiustizie di un Paese che registra centinaia di migliaia di mutilati del lavoro, migliaia di morti, e che ha un sistema penitenziario nel quale si suicidano o vengono suicidati diecine e diecine di detenuti all'anno.
Considero eversiva per la Costituzione e l'equilibrio democratico del Paese l'azione del PD e delle Confederazioni Sindacali. La dialettica politica e sindacale è stata da sempre garanzia di equilibrio e di coesione sociale. Ora che tutto il Parlamento e tutto il Sindacato si spostano a destra non c'è più equilibrio in un paese in cui il risentimento sociale diventa acutissimo ma senza vie di sbocco.

Pietro Ancona
già sindacalista CGIL e membro CNEL

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