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    Roma, Bologna, Napoli: oggi l’assedio precario a Bankitalia

    (12 Ottobre 2011)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

    Roma, Bologna, Napoli: oggi l’assedio precario a Bankitalia

    foto: www.radiocittaperta.it

    12-10-2011/14:24 --- Questa mattina i celerini in assetto antisommossa hanno caricato i manifestanti che alle 11 si erano radunati davanti alla sede bolognese della Banca d’Italia, in via Cavour, per una manifestazione pubblica in vista del 15 ottobre. I manifestanti hanno trovato gli ingressi della Banca completamente blindati dai cordoni di Polizia e Carabinieri.
    Quando le prime file si sono avvicinate, a volto scoperto e a mani alzate, è partita una carica sia frontale che laterale. Alla fine si contano almeno due feriti, una studentessa di 23 anni quella più grave. Passati alcuni minuti, i manifestanti hanno tentato di nuovo di avvicinarsi alla Banca ed è partita una nuova pesante carica, più decisa della precedente.
    Prima di lasciare la piazza, dalle fila dei manifestanti è partito un lancio di uova e di petardi. Poi gli attivisti dei sindacati di base, dei movimenti studenteschi e dei collettivi di lavoratori precari sono partiti in corteo, percorrendo via Castiglione, fino alla svolta in vicolo Monticelli: a questo punto un folto gruppo di manifestanti è penetrata all’interno della sede dell'Unep (Ufficio notificazioni esecuzioni e protesti).
    All'Unep, i manifestanti hanno sfondato la porta dell'ufficio notifiche utilizzando un palo di metallo come ariete. Hanno portato via alcuni fascicoli, altri sono stati strappati e buttati per terra. All’esterno dell’edificio è stato poi appeso uno striscione che recitava: «Diritto all'insolvenza».

    Anche a Napoli, nell'ambito delle iniziative di avvicinamento alla giornata internazionale di mobilitazione del 15 ottobre, i Draghi Ribelli hanno contestato la Banca d'Italia. Già lo scorso 6 Settembre, durante il corteo dello Sciopero Generale del Sindacalismo di Base, la sede della Banca d'Italia napoletana era stata oggetto di contestazioni a cui era seguito l'arresto del giovane precario Vincenzo Martinelli.
    Questa mattina, però, mentre i “Draghi Ribelli” inalberavano striscioni e cartelli di protesta contro questa istituzione economica e finanziaria un'altro gruppo di attivisti è penetrato nella vicina sede centrale della Banca Nazionale del Lavoro bloccando tutte le attività nell'intero edificio.
    Dopo circa mezza ora di occupazione i manifestanti hanno lasciato la BNL e si sono diretti in corteo verso Piazza Municipio continuando la loro azione di denuncia e di controinformazione contro il complesso delle politiche economiche e sociali che i poteri forti nazionali e continentali stanno scaricando sui ceti popolari, sui lavoratori e l'intero universo della precarietà.

    A Roma la contestazione, l’assedio alla Banca d’Italia in occasione di una iniziativa presenziata dal Presidente Napolitano e da Mario Draghi andrà in scena a partire dalle 15. Centinaia di attivisti di Roma Bene Comune, dei centri sociali, dei sindacati di base e dei collettivi studenteschi e di precari – che si sono auto denominati nei giorni scorsi “Draghi Ribelli” si sono dati appuntamento a quell’ora sotto la scalinata del Palazzo delle Esposizioni in Via Nazionale, con l’intenzione di rimandare al mittente la ormai famigerata lettera inviata agli inizi di agosto al Premier Berlusconi da parte di Trichet e di Draghi stesso a nome della Banca centrale europea. Una lettera che distrugge giustizia sociale e democrazia nel nostro paese e nel resto d'Europa e che quindi viene considerata dai movimenti sociali e sindacali indipendenti irricevibile.
    Nel manifesto di presentazione dell'iniziativa di oggi, i “draghi ribelli” spiegano che scenderanno in piazza "contro la dittatura finanziaria delle banche e della speculazione globale che usano la crisi per attaccare e smantellare i servizi pubblici, il welfare, la formazione, per cancellare diritti e appropriarsi dei beni comuni" e che per questo numerose persone parteciperanno "ad un evento pubblico di proposta e di protesta che individui nella Banca d'Italia e nella Bce le istituzioni di una nuova governance globale che impone decisioni al di fuori di qualsiasi legittimità democratica".
    Un blitz che avviene in contemporanea con il convegno internazionale "L'Italia e l'economia mondiale, 1861-2011", con la presenza all’interno di Palazzo Koch del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del presidente della Banca d'Italia Mario Draghi. E proprio al capo dello Stato i "draghi ribelli" hanno rivolto un appello, una lettera pubblica in cui si chiede di rifocalizzare l'attenzione sui giovani. Una lettera che vorrebbero consegnare nelle mani del presidente della Repubblica: "La questione generazionale è semplice - scrivono a Napolitano - c'è una generazione esclusa dai diritti e dal benessere, che oggi campa grazie al welfare familiare, e sulla quale si sta scaricando tutto il peso della crisi. La questione non si risolve togliendo i diritti a chi li aveva conquistati, i genitori, ma riconoscendo diritti a chi non li ha, i figli, e per far questo ci vogliono risorse, altrimenti le parole girano a vuoto".
    "Ora ci chiediamo, e chiediamo anche a lei presidente, come è possibile invertire la tendenza e promuovere delle politiche pubbliche - proseguono - a sostegno delle giovani generazioni prendendo sul serio le letterine estive di Trichet e Draghi?". "Con troppa solerzia, caro presidente - aggiungono - l'abbiamo vista affidarsi alle indicazioni di Trichet e Draghi. Questo non significa unire l'Italia e neanche sostenere le giovani generazioni. Bisognerebbe avere il coraggio, dopo il disastro del ventennio berlusconiano e della seconda Repubblica, di costruirne una terza di Repubblica, fondata sui beni comuni e non sugli interessi privati. È giunto il momento di scegliere da che parte stare, dalla parte della rendita o da quella della vita. La invitiamo a riflettere, perché questa generazione tradita non si arrenderà alla rassegnazione, ma da Tunisi a New York ha imparato ad alzare la testa".

    Radio Città Aperta - Roma

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