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Il tetto del debito

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(29 Luglio 2011) Enzo Apicella

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Per dire No al debito e No al governo Monti

Il 17 dicembre tutte e tutti a Roma

(23 Novembre 2011)

Il movimento Noi No Debito, che ha tenuto la sua prima assemblea a Roma il 1° ottobre, chiama tutte e tutti coloro che sono intenzionati a rifiutare i diktat della Banca europea, della finanza internazionale, delle multinazionali e del grande padronato, a una grande assemblea a Roma il 17 dicembre.
E’ caduto il governo Berlusconi e questo è sicuramente anche frutto della nostra mobilitazione di questi anni. Ma è stato sostituito da un governo che ha adottato come suo programma fondamentale la lettera diktat della Bce. Cioè quel programma economico di strutturazione selvaggia che in nome del pagamento del debito propone di tagliare lo stato sociale e i diritti, di ridurre il salario legandolo sempre di più alla produttività, di privatizzare i beni comuni. E non vuol dire niente sostenere che la politica della Bce verrà mitigata dall’“equità”. Non si può rendere giusta una politica che parta dal presupposto che bisogna sacrificare tutto pur di pagare il debito, che bisogna rassicurare i mercati, cioè la speculazione finanziaria, che bisogna rendere ancora più vincolanti le politiche liberiste che hanno portato alla crisi.
Il nostro movimento è iniziato già prima della caduta del governo Berlusconi, dichiarando esplicitamente che un vero cambiamento sociale fondato sull’eguaglianza, sulla giustizia e la democrazia non può realizzarsi né con il centrodestra, né con il centrosinistra, perché entrambi adottano le politiche della Bce e del Fondo monetario internazionale. Abbiamo rivendicato la nascita di uno spazio politico pubblico nuovo e alternativo, abbiamo chiesto piena legittimità politica a questi cinque punti:

- non pagare il debito, far pagare la crisi alle banche, alla finanza internazionale e ai ricchi
- no alle spese militari e a tutte le spese di guerra
- giustizia per il mondo del lavoro, diritti per tutte e tutti, no alla flessibilità e alla precarietà
- beni comuni come alternativa alle privatizzazioni e al mercato selvaggio
- una democrazia reale in alternativa al populismo berlusconiano e alla tecnocrazia imposta dalla Bce

A partire da questi cinque punti stiamo costruendo un movimento politico e sociale, che ha come primo obiettivo quello di impedire che passino nel nostro paese le ricette neoliberali del capitalismo internazionale, che sempre più portano all’aggressione ai diritti e alla democrazia. La decisione dell’amministratore delegato della Fiat di cancellare i contratti e le libertà sindacali, il moderno fascismo aziendalistico che dalla Fiat si sta diffondendo in tutto il mondo del lavoro, dimostrano che dietro le ricette neoliberali c’è un sistema autoritario che mette in discussione i valori fondamentali della democrazia, della libertà e della Costituzione.
Per questo proponiamo la mobilitazione a tutte e a tutti coloro che, dopo aver lottato contro il governo Berlusconi e le sue politiche, non intendono ora accettare la tecnocrazia liberista del governo Monti. Vogliamo poter decidere del nostro futuro e quindi rivendichiamo un referendum per poter dire no ai vincoli della finanza internazionale e della Banca centrale europea.

Diamo appuntamento a tutte e a tutti a Roma
il 17 dicembre alle ore 10.00
per costruire l’opposizione
sociale e politica al governo delle banche

Promotori Appello

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