il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

Lazio: è un Natale amaro per molti operai

(26 Dicembre 2013)

stab

Stabilimento Findus a Cisterna di Latina

Redazione di Operai Contro

Hanno il sapore amaro del carbone più che del panettone di Natale i 12 mesi di questo 2013 per i lavoratori del basso Lazio. Qui il lavoro è stato, è, e sarà un grosso problema per migliaia di dipendenti di molte fabbriche pontine e ciociare in cassa, in mobilità, altre ancora in attesa di futuro.

Le oltre 4 mila tute blu della Fiat di Piedimonte San germano hanno lavorato a singhiozzo per tutto il 2013 e a gennaio si lavorerà solo 4 giorni sui 21 lavorativi, continua dunque la cassa integrazione che è già partita alla cartiera Reno De Medici di Villa Santa Lucia, a rotazione per i lavoratori del reparto allestimento.

Il 5 settembre l’annuncio della serrata alla Marangoni Tyre di Anagni. Ed ora, finito l’anno di cassa integrazione straordinaria, la produzione di pneumatici non riprenderà, a meno che non arrivi un partner.

Mentre all’Ilva di Patrica i 70 lavoratori potranno contare sul sostegno degli ammortizzatori sociali fino al mese di Maggio, poi si vedrà.

Il 2013 ha dimostrato che anche uno dei settori che ha opposto resistenza alla crisi in provincia di Frosinone quello farmaceutico ha le sue debolezze: l’azienda Biomedica Foscama di Ferentino ha annunciato l’avvio delle procedure di mobilità per 30 dipendenti, su un totale di 92 unità.

Mentre la direzione dell’Ideal Standard ha detto di avere fiducia nel nuovo investitore per lo stabilimento di Orcenico. In questo modo la multinazionale concentrerebbe il suo interesse esclusivamente suoi siti di Tri-chiana e di Roccasecca, e li rilancerebbe definitivamente. La speranza è che succeda presto e che bastino i 6 mesi di cassa integrazione in deroga per concludere l’operazione. Altrimenti gli scenari che si aprirebbero sarebbero foschi.

Natale amaro anche per i lavoratori ex Videocon che con il 2013 ha chiuso definitivamente i battenti. Anche se avranno una strada privilegiata nei nuovi posti di lavoro che verranno creati grazie ai 90 milioni di euro previsti dall’accordo di Programma con cui finanziare 152 progetti nell’area tra Ceprano ed Anagni. Con la firma dell’accordo di programma il 2 agosto scorso si aprono nuove possibilità per l’area nord della provincia di Frosinone.

Natale sotto tono anche nel pontino.

Dopo lunghi tira e molla si è arrivati ad un accordo alla Findus di Cisterna: l’uscita volontaria di 57 lavoratori mentre l’azienda si impegna a rilanciare lo stabilimento.

Alla Plasmon scendono a 116 gli esuberi nei siti di Latina, Milano e Ozzano. L’8 settembre scorso l’annuncio di 204 unità da tagliare.

Alla SCM di Latina, invece, i lavoratori sono in assemblea permanete dentro la fabbrica da maggio scorso al grido “giù le mani dalla Scm”. Concetto ribadito qualche giorno fa dopo l’annuncio dell’affitto del sito pontino da parte di un gruppo finanziario.

Mentre i numeri raccontano di una crescente disoccupazione, giovanile e non, in provincia di Frosinone e Latina.

operaicontro.it

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Ultime notizie del dossier «Lavoratori di troppo»

Ultime notizie dell'autore «Operai contro-aslo»

4738