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(14 Gennaio 2014)

chidisprem

Il rapporto che, da qualche mese, lega la fabbrica occupata e autogestita RiMaflow di Trezzano sul Naviglio (Mi) e l'associazione di produttori e coltivatori calabresi SOS Rosarno si fa sempre più stretto e intenso.
Dalla logistica per rifornire tanti e più Gruppi d'Acquisto Solidale di Milano e hinterland allo spendersi insieme per i diritti degli ultimi e divulgare il vistruoso e percorribile obbiettivo dell'alimentarsi a tutti i "costi", tutti tranne quelli che generano sfruttamento e schiavitù.

l'11 gennaio 2014 entrambe le realtà insieme sono scese in piazza o meglio "in angolo di marciapiede" e nello specifico quello di Viale Umbria a Milano davanti all'IperCoop, uno dei tanti colossi della grande distribuzione organizzata (GDO) di questo paese.
Si il giorno 11 gernnaio 2014, a quattro anni dalla rivolta dei braccianti calabresi che dopo l'ennesimo sopruso si ribellarono al caporalato e alla schiavitù dei campi di lavoro e ricevettero in tutta risposta i linciaggi, la caccia all'uomo e la deportazione di stato nelle tendopoli.
Ecco da dove nasce la GIORNATA DI SOSTEGNO ALLA RESISTENZA CONTADINA E BRACCIANTILE lanciata da SOS Rosarno e noi di RiMaflow insieme ad altre realtà a ROMA, LIVORNO, FIRENZE E BOLOGNA, non potevamo mancare per ricordare a chi dell'eticità dei propri prodotti e dei propri rapporti commerciali con produttori e allevatotri ne fa una bandiera come la COOP.
I prezzi parlano e siccome nessuno ha ancora pensato di fare revisionismo nella matematica nulla di più chiaro traspare dall'eticità tanto proclamata, arance pagate a 0.45 euro al kg ai produttori e venduta nei banchi del supermercato a 1.99 euro mentre SOS Rosarno vende le proprie arance a 1.25 garantendo contratti di lavoro regolari e dignitosi e un prezzo trasparente in tutte le sue componenti permettendo un prezzo comunque più basso al consumatore rispetto alla GDO.
Un'iniziativa apprezzata dalla gente che ha assaporato e poi sottoscritto la bonta e la dignità degli agrumi scegliendo in molti casi di non acquistare i prodotti COOP, almeno per un giorno.
E' quindi possibile quanto necessario praticare "l'indipendenza" alimentare da chi, anche su questo terreno, non persegue che profitti a proprio vantaggio schiacciando e uccidendo tutto il tessuto agricolo e rurale sfruttando manodopera immigrata costantemente sotto il ricatto dell'espulsione e dei lager di stato.

Come fabbrica occupata e autogestita abbiamo anche noi fondato un G.A.S. chiamato FUORIMERCATO così come letteralmente siamo oggi, espulsi dal lavoro e dai diritti perchè troppo onerosi e "dignitosi" a discapito di popolazioni ancora da spremere fino all'ultima goccia ma noi diciamo oggi ancora più forte "SPREMI GLI AGRUMI NON I BRACCIANTI !!!"

Per un giorno la COOP l'abbiamo spremuta noi !!!

RiMaflow - Milano

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