il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Stato e istituzioni    (Visualizza la Mappa del sito )

Primavera

Primavera

(8 Febbraio 2011) Enzo Apicella
4 bambini Rom muoiono nell'incendio della loro roulotte causato forse da una stufetta

Tutte le vignette di Enzo Apicella

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

APPUNTAMENTI
(Stato e istituzioni)

SITI WEB
(La tolleranza zero)

L’Europa e i Migranti. Il caso della nuova legislazione Britannica

(25 Febbraio 2014)

institutefor

Quanto segue è la traduzione di un articolo pubblicato in data 7 febbraio 2014 dall’Institute for Race relations (IRR) di Londra, fondato nel 1958, in pieno processo di smantellamento dell’Impero britannico e della genesi delle nuove relazioni politico-diplomatiche tra il Regno Unito ed i Paesi decolonizzati; sin dagli anni ’70 impegnato in battaglie civili sui temi dell’antirazzismo, deve la sua influenza alla cospicua presenza di accademici ed esperti in materie giuridiche tra le sue fila, che contribuisce a rendere l’Institute un raro esempio di Think-Thank di sinistra nel mondo Occidentale. Il pezzo si riferisce al nuovo Disegno di Legge in materia di emigrazione, passando in rassegna le pesanti conseguenze che questo porterà alle condizioni di vita dei migranti, denunciando le degenerazioni autoritarie del sistema politico e giudiziario del Paese, che di tale provvedimento sono la premessa. Il Disegno in questione, approvato dalla Camera dei Comuni in data 30 gennaio, è attualmente in discussione alla Camera dei Lord.
L’Autrice, Frances Webber, oltre a vantare una lunga esperienza legale e grande competenza giuridica quale avvocato in cause riguardanti temi dell’emigrazione, diritto di Asilo, Diritti umani, è attualmente Vice presidente del Consiglio di Amministrazione del IRR



Il Disegno di legge sulla Immigrazione passa alla Camera dei Comuni.

L’Iter di un ennesimo Disegno di legge punitivo, che nega protezione legale agli immigrati, che porterà maggiori disagi abitativi con aumento degli homeless, disagi sanitari ed impoverimento, sembra godere di un appoggio ”tri-partisan”.
La Legge Immigrazione ha completato il suo passaggio alla Camera dei Comuni lo scorso 30 gennaio. La sua terza lettura avrebbe dovuto costituire per i Parlamentari l’ultima occasione per considerare gli effetti devastanti della rimozione del diritto al ricorso in caso di decisioni errate su casi di immigrazione, l’enorme accrescimento dei poteri dell’ Esecutivo, senza le cui decisioni i magistrati, in determinate circostanze, non potranno concedere il beneficio della cauzione, o prendere in considerazione appelli in altra sede, la trasformazione dei proprietari di appartamenti in agenti anti-immigrazione, la negazione di ogni forma di protezione agli immigrati privi di documenti. E le motivazioni dell’opposizione al Progetto di legge, in primo luogo in merito alla abolizione del diritto di ricorso, alla esclusione dei migranti privi di documenti dal mercato degli affitti, all’attribuzione di compiti di polizia ai proprietari di case ed alla estensione delle cure mediche a pagamento, sono state depositate presso il Comitato per gli scrutini parlamentari da associazioni professionali e per la beneficenza abitativa, e da diversi esperti.
D’altra parte, il livello di attenzione concesso ad una materia tanto delicata, dibattuta e studiata, è stato semplicemente ridicolo, quanto patetico è stato il livello di opposizione parlamentare. Un piccolo gruppo di parlamentari, con Jeremy Corbyn , Caroline Lucas e Sarah Theather (membri della Camera dei Comuni, rispettivamente del Labour Party, del Partito Verde britannico e Liberale, NDT), ha combattuto una lotta ostinata, quanto inutile per accendere l’attenzione dei propri compagni di Partito. Invece, la terza lettura del Progetto è stata una lotta tra diverse anime del Partito Conservatore, sul più duro dei provvedimenti da adottare, e su quale dei “capri espiatori” dovessero convergere le attenzioni dei legislatori, i criminali stranieri, i sospetti terroristi, o i Bulgari e i Romeni “scrocconi”. Provvedimenti che relegheranno gli immigrati in una condizione di perenne illegalità, privi di strumenti legali contro provvedimenti illegittimi ed esclusi da diritti fondamentali, come il diritto all’accoglienza e l’accesso alle cure mediche, come è stato fatto notare.

Il sistema dei Ricorsi fatto a pezzi.

La Legge fa piazza pulita del diritto di Appello contro ogni sentenza, fatta eccezione per i casi di negazione del Diritto di Asilo, protezione umanitaria o negazione di Diritti umani. Non sarà più possibile appellarsi contro decisioni errate in caso di rigetto di richiesta di un Visto, o di mancata concessione di permesso di lavoro, studio, residenza, di espulsione o deportazione di supposti immigrati clandestini. Tale diritto sarà sostituito da un “vigoroso” processo di revisione interno alla amministrazione. Tale processo, che nella normativa attuale precede ogni tipo di procedura di ricorso, a tutt’oggi ha inciso per meno della metà dei casi in cui il Ministero degli Interni abbia rifiutato permessi di lavoro, studio, residenza, e per meno di un terzo dei casi dei provvedimenti di espulsione, in seguito portati in Appello. E non contribuisce a creare un clima di fiducia la notizia che il Ministero degli Interni ricompensi con buoni-acquisto ed altri incentivi i propri funzionari, qualora il Ministero ottenga sentenza favorevole in casi di ricorso.
La stessa Theresa May (deputata del Partito Conservatore; segretario di Stato per gli affari interni, NDT) nel marzo 2013 doveva ammettere che la Agenzia per le Frontiere britannica è una “Ente travagliato”, dalle prestazioni inadeguate, e che avrebbe richiesto diversi anni per essere riorganizzato. Ma la abolizione del Diritto di ricorso, nel contesto dei tagli alla assistenza legale che negano fondi pubblici a chi non risiede legalmente nel Paese da almeno un anno (con poche eccezioni), dei mutamenti delle relative procedure giudiziarie, che comprendoni un forte incremento delle spese legali e la negazione di fondi pubblici per la preparazione e la redazione delle cause, “blinderà” ogni provvedimento del Ministero degli Interni in materia di Immigrazione. La Commissione Parlamentare Congiunta per i Diritti Umani ha espresso le proprie preoccupazioni, nella sua Relazione sul Disegno di legge (Paragrafo 39), sulla incompatibilità dei provvedimenti in questione con la salvaguardia del diritto costituzionale di agibilità effettiva della Giustizia. Ma solo un manipolo di coraggiosi parlamentari ha presentato un emendamento che richiede di stralciare la parte relativa al diritto di Ricorso.

Più Potere Esecutivo, rafforzato ed intrusivo.

Il Disegno riconosce al Ministero un potere totale di Veto sulla concessione del rilascio su cauzione dei migranti sottoposti a procedura di espulsione, sottraendo la materia al Giudice competente, ed il divieto per i Giudici di accogliere ulteriori richieste di cauzione, nonché un diritto di veto senza precedenti sul Giudice che voglia considerare nuovi elementi come causa di Ricorso.
Il Provvedimento attribuirà nuovi poteri al personale degli Interni nell’adottare misure volte alla identificazione di tutti i viaggiatori in arrivo, che potrebbero preannunciare l’introduzione indiscriminata del controllo di impronte digitali, un dilatazione considerevole delle facoltà di investigazione, di sequestro e trattenimento di documenti e del ricorso alla coercizione poliziesca- a dispetto delle preoccupazioni, ben documentate, recentemente espresse dal Coroner (nel Diritto penale britannico, magistrato inquirente in caso di morti sospette, NDT) nell’Inchiesta di Jimmy Mubenga (cittadino Angolano, deceduto nell’ottobre 2010 all’aeroporto londinese di Heathrow, nelle ultime fasi della sua deportazione dal Regno Unito mentre si trovava bloccato sul pavimento dell’aereo da tre agenti. Uno dei più discussi e scandalosi casi di “morte sospetta” di migrante espulso dal Paese, NDT) ,in merito alla diffusione di fenomeni di razzismo, all’uso di pericolose tecniche di restrizione fisica, alla introduzione di ricompense per chi opera con la logica dell’”espulsione ad ogni costo”. La estensione del ricorso all’uso della forza fa seguito alla battaglia legale contro il rifiuto del Ministero degli Interni di abolire le misure coercitive nei casi di espulsione di donne incinte e minori. Un intero capitolo di Disposizioni è dedicato alle indagini su casi di matrimoni sospetti, stabilendo il divieto di matrimonio, nel caso che la coppia manchi di sottoporsi ad interrogatorio e di fornire documenti agli inquirenti.

“Capri espiatori” 1): i criminali stranieri.


La lunga campagna contro lo Human Rights Act, segnatamente contro la possibilità che i “Criminali stranieri” facciano affidamento sulla legislazione a protezione della vita famigliare per evitare la deportazione, ha spinto la stampa di destra sulla strada di una campagna di sfacciata intimidazione nei confronti della Magistratura per l’Immigrazione, nella forma della pubblicazione dei nomi dei Giudici indegni che favoriscono questo tipo di Ricorsi. La maggior parte di tali ricorsi saranno d’ora in poi respinti, anche quelli relativi a soggetti che commettono reati occasionali, o a minori, che risiedano nel Paese da molti anni, in spregio alla esigenza di dare priorità ai superiori interessi dei minori coinvolti.
Che il Provvedimento privilegi le preoccupazioni della Destra è dimostrato dal fatto che il Disegno di legge inibisce la possibilità, per gli immigrati che ricorrano contro provvedimenti di espulsione per motivi famigliari e personali, di presentare ricorso finché si trovino sul suolo del Regno Unito. Inoltre, il Disegno impone ai Giudici chiamati a decidere in questi casi una serie di definizioni di ciò che è “di pubblico interesse”- che comprende il mantenimento dei controlli sull’immigrazione, la conoscenza della lingua inglese e la possibilità di sostentamento economico da parte dei migranti (cioè, come rendere difficile la vita a chi presta assistenza gratuitamente ai propri famigliari residenti nel Paese), e l’enfasi su quanto sia del massimo interesse pubblico l’esigenza di deportare i Criminali stranieri (tale è il termine utilizzato nel Disegno). La clausola è stata in parte progettata per anticipare gli effetti del terzo emendamento di Dominic Rabaa (deputato Conservatore, NDT), che negava il diritto al ricorso, congiuntamente, “ai criminali ed ai terroristi”, e che, così formulato, non avrebbe goduto dell’appoggio del Governo, perché avrebbe violato la Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo e la Convenzione sui Diritti del Bambino. La clausola, presentata da 97 deputati conservatori , è stata battuta da una coalizione Liberale-Laburista.

“Capri Espiatori” 2) Sospetti terroristi.

Una nuova clausola è stata inserita nel Disegno, in tempo limite per la terza lettura; questa prevede la perdita della cittadinanza britannica per i cittadini naturalizzati o non aventi altra cittadinanza ,e loro riduzione allo stato di apolidi, nei casi in cui, ad avviso del Ministero degli Interni, la condotta dei suddetti cittadini “crei grave pregiudizio agli interessi vitali del Regno Unito”. La clausola è stata formulata come una replica alla Corte Suprema, che nell’ottobre 2013 ha sentenziato che Hilar Abdul Razzaq Alì Al-Jedda non poteva essere privato della cittadinanza, perché ciò avrebbe fatto di lui un apolide, avendo questi perduto la cittadinanza iraqena, al momento della concessione di quella britannica. La nuova Clausola permetterà al Segretario di Stato di tener conto della condotta del cittadino nel periodo precedente all’approvazione del l’Atto, e nonostante sia richiesta una autorizzazione per via giudiziaria, questa deve essere concessa, salvo nei casi di decisioni “evidentemente viziate”. In antitesi alla Convenzione sulla Riduzione allo stato di Apolidia, la clausola si attiene strettamente ai propri obiettivi, stringendo la morsa sui cittadini naturalizzati, ed è stata approvata a clamorosa maggioranza –un sacrificio umano che accontenta i deputati Conservatori indocili. (anche se, teoricamente, appellarsi contro la deprivazione della cittadinanza è ancora possibile, tale diritto è, nei fatti, svuotato di senso, dovendo il cittadino presentare ricorso dall’Estero, senza alcun sostegno finanziario pubblico, ed in tali condizioni dover poi confidare negli esiti un processo che prevede l’esclusione del soggetto e che, spesso, si basa su prove quasi interamente sottoposte a vincolo di segretezza).

“Capri espiatori” 3) gli “immigrati illegali”.

Gran parte delle disposizioni del Disegno di legge sono pensate per “rendere più difficile vivere illegalmente nel Regno Unito”, nelle parole di Theresa May (Hansard, 30 gennaio 2014, col.1029). Il significato reale di queste parole è: “rendere la vita difficile agli immigrati privi di permesso, fino al punto da costringerli all’espatrio”. Se da un lato agli immigrati verrà negato il diritto di ricorrere in sede giudiziaria, dall’altro non avranno dove andare, visto che gli oneri dei controlli sulla immigrazione cadranno sui proprietari di case (che avranno lo spauracchio di una multa di 3000L. per ogni clandestino affittuario), cosi che questi non affitteranno mai una casa a chi non sia in grado di dimostrare i propri diritti a risiedere nel Paese. (Il fatto che i proprietari, probabilmente, non si preoccuperanno tanto di svolgere controlli ma, più semplicemente, nel mercato degli affitti, negheranno di affittare abitazioni a chiunque mostri un aspetto o un accento stranieri, è stato forse uno dei motivi che hanno spinto Laburisti e Liberali a chiedere di iniziare con un esperimento-pilota, prima di estendere il provvedimento a tutto il territorio nazionale). L’esecuzione per procura delle attività di polizia dell’immigrazione è già una prassi consolidata negli ambienti di lavoro, dove ad essere colpite con multe destinate a raddoppiare fino a L. 20.000 per lavoratore, sono le piccole imprese BME- venditori di kebab, take away, piccoli esercizi commerciali, manicure- su cui grava il peso del sistema penale. Identico lo scenario nel campo dell’istruzione superiore dove, secondo i dati della London Metropolitan University, erano i piccoli istituti che insegnavano studi aziendali e lingua inglese ad essere penalizzati da politiche inefficienti rivolte agli studenti. Con l’estensione delle sanzioni agli affitti di abitazioni, possiamo aspettarci che il peso di controlli anti-immigrazione e multe ricadrà sulle spalle di proprietari di case appartenenti a minoranze etniche. Chi risiederà nel Paese senza Permesso non potrà possedere o gestire un conto in banca o richiedere una patente di guida; e, come ci è stato detto, dovrà pagarsi le cure ospedaliere, perfino (anche se ciò non compare nel testo del Disegno) gli interventi di urgenza.(In tale contesto è, poi, ironico che i cittadini stranieri giochino un ruolo chiave, fornendo fino all’11% del personale delle strutture sanitarie). Tali clausole si applicheranno a chiunque non abbia permesso di residenza nel Paese, compresi i richiedenti asilo, la cui domanda non sia stata accettata e che si trovino impossibilitati a fare ritorno nel proprio paese, perché questo si trova in stato di guerra, o soggetto a catastrofe naturale, o a causa di malattia o gravidanza, e compresi lavoratori o studenti i o residenti temporanei per motivi famigliari, il cui permesso di soggiorno sia scaduto ed il prolungamento dello stesso erroneamente rifiutato, una volta che il rifiuto sia stato ufficialmente confermato.
La combinazione di tali misure rappresenta la garanzia che i “sans papiérs” sprofonderanno nei bassifondi della società, in condizioni Dickensiane, se i fornitori di servizi diverranno forze di polizia. Non si tratterà della formazione di una sottoclasse, ma di una classe fuorilegge.

“Capri espiatori” 4): Romeni e Bulgari.

Questa categoria di “Capri espiatori” è stata oggetto di un gran numero di emendamenti al Disegno, tesi a procrastinare ed inasprire le restrizioni all’ingresso per motivi di lavoro, attraverso il controllo sulle quote di ingressi, e l’adozione di misure per prevenire l’accesso da Paesi membri poveri. Ma, nei fatti, nessuno degli emendamenti è stato discusso, in parte perché gli emendamenti May e Raab avevano esaurito i tempi del dibattito parlamentare, ma anche a causa dell’evidente imbarazzo suscitato dalla, piccola , ridicola “marea di migranti” da quei Paesi.

La mercificazione dell’emigrazione legale.

Gli immigrati regolari saranno semplicemente obbligati a pagare di più per stare qui. Pagheranno il NHS (Servizio Sanitario Nazionale, NDT) con le loro tasse (la maggior parte degli immigrati lavora), pagheranno per le cure mediche, direttamente o attraverso un prelievo, al momento dell’ammissione nel paese e su base annuale. Le cure mediche a pagamento, precedentemente previste unicamente per i visitatori, saranno estese a chiunque non sia titolare dello status di residente fisso. Infine, il Disegno favorisce l’aumento del canone per il riconoscimento del visto e di altri documenti per i migranti. Canoni proporzionali al valore di mercato del visto, piuttosto che unicamente a copertura dei costi amministrativi, possono già essere addebitati, e l’ammontare attuale delle tasse è già proibitivo: un visto che consenta a un partner o a un bambino di venire nel Regno Unito, ha già un costo di 850 L., oltre 1000 L. per una richiesta di permesso di residenza, e 1900 L. per anziano non autosufficiente. Il messaggio che l’ospitalità in Gran Bretagna è strettamente proporzionale al portafogli è, come si dice, forte e chiaro.

Traduzione e cura di Leonardo Donghi

4167