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(4 Aprile 2011) Enzo Apicella

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I ROM, L'EMERGENZA SOCIALE E LA SOCIETA' DELLA SALUTE.

NOTE A MARGINE DELLA POLITICA SECURITARIA DELLA AMMINISTRAZIONE FILIPPESCHI

(13 Ottobre 2014)

romergenzasociale

Maggio 2014: corteo per il ripristino dello scuolabus al campo rom della Bigattiera (foto corrieremigrazioni.it)

Premessa: le città sottile nel dimenticatoio securitario

Il comune di Pisa
, in un’ottica di inclusione sociale ed abitativa della comunità Rom presente sul territorio, avviò nell’ormai lontano 2002 il progetto denominato “Città Sottili”. Per attuarlo fu pensato ad una commistione tra pubblico e soggetti del privato sociale che trovava espressione nella Società della Salute consorzio pubblico di comuni e Azienda USL 5 per la programmazione delle politiche socio assistenziali, socio sanitarie del territorio provinciale.

A distanza di tanti anni sul piano lavorativo non possiamo che prendere atto di come le cooperative siano diventate lo strumento con cui abbassare il costo del lavoro (precarizzandolo) e esternalizzare i servizi. Le premesse di un decennio fa sono state disattese, in questi anni abbiamo perso decine di posti di lavoro e le cooperative hanno di volta in volta concertato i tagli agli organici e ai servizi con i lavoratori e le lavoratrici in un ruolo di supina accettazione.

La costruzione di percorsi di cittadinanza per chi si trova in situazione di forte esclusione sociali e dimorano in situazioni abitative in stato di forte degrado? Solo parzialmente raggiunto l'obiettivo basti vedere l'aumento dei senza casa, italiani e non, di quanti senza reddito, casa e lavoro sono ai margini della società e colpiti da politiche securitarie( (le ordinanze del sindaco vanno in questa direzione) e dai tagli ai progetti sociali e di riduzione del danno che sono già costati tanti posti di lavoro (o riduzione di ore\salario) nelle cooperative

Gli obiettivi quali il superamento dell’assistenzialismo e dello stesso concetto di campo Rom, la cancellazione dei quartieri ghetti si scontra con la criminalizzazione del dissenso e la miseria crescente che ha bisogno di individuare obiettivi contro i quali agitare la paura popolare

In dieci anni molte cose sono cambiate e sarebbe bene domandarsi che fine abbia fatto quel programma (deciso da sds e comune di Pisa) riassumibile con alcune parole d’ordine: casa – legalità – istruzione – lavoro – salute.

Nel merito delle questioni

Da subito il programma mostro le prime falle, inclusione ed esclusione dal progetto. Fu fatto tra il 2001 e il 2002 un censimento, che sottolineò la forte presenza di comunità Rom provenienti dalla ex Jugoslavia, questi stanziati per la maggior parte nella zona di Coltano.

Questi furono tutti inseriti, ma non si tenne conto di quelle comunità che erano appena giunte o stavano arrivando in città e che provenivano dai nuovi stati comunitari, primi fra tutti i Romeni. Possiamo subito notare come la risposta istituzionale alla questione Rom o come spesso si sente dire “il problema Rom” si basa principalmente su una strategia di contenimento numerico. Ecco che nasce la questione Rom dentro il progetto e Rom fuori progetto. Comunque dal censimento sopra citato, effettuato tra il campo autorizzato di Coltano, il campo tollerato di via Maggiore di Oratoio e gli altri insediamenti a Calambrone, emerge una presenza massiccia del gruppo Rom macedone, unito molto spesso da legami di parentela, un nutrito gruppo proveniente dalla Bosnia facente capo alla stessa famiglia ed infine da un cospicuo gruppo di origine kosovara, molto vicina per cultura e per legami parentali a quella macedone.

Per attuare il programma di “Città Sottili” nascono: il progetto Angliunipé che ha fatto e che dovrebbe e comunque nei suoi limiti fa accompagnamento e mediazione; ed il progetto Amen Bask Da che si sarebbe dovuto occupare e si occupa tutt’ora di minori e scuola. Questi due progetti sono seguiti da soggetti del privato sociale.

Nel 2003 si chiudono gli insediamenti di Calambrone ed hanno inizio gli inserimenti abitativi di alcune famiglie.

Il programma prosegue con interventi di accompagnamenti negli inserimenti abitativi e nei percorsi di istruzione e di diritto al gioco (per quanto riguarda i minori) sino al 2005. Qui abbiamo una prima svolta, quando si pensa di costruire un villaggio, con abitazioni in muratura nella zona di Coltano dove si trova il campo rom. L’edificazione delle abitazioni sarà completata tra il 2009 e il 2010 e vedrà la partecipazione attiva dei destintari delle case, che si adoperano con il loro lavoro, ed il finanziamento regionale. (I soldi, risultano elargiti dal comune, ma provengono da finanziamenti regionali che a loro volta derivano, in parte, da finanziamenti europei).

I fondi Europei e il Comune

Rispetto ai finanziamenti c’è da dire che dal 2011 la Comunità Europea elargisce soldi agli stati membri con l’obbligatorietà di destinarli a progetti di inclusione sociale delle comunità Rom, nel caso del Comune di Pisa e del Comune di Sesto Fiorentino, la Comunità europea parla nel 2012 di non attuazione dei programmi e soprattutto accusa le amministrazioni di non aver speso per l’inclusione i soldi ricevuti, questa notizia emerge in un incontro a Strasburgo nel Gennaio 2012 presenti alcuni amministratori locali. E' troppo chiedere alla Sds e alle amministrazioni locali che ne fanno parte di dirci come stanno le cose e se\ come sono stati spesi i soldi??

Nel frattempo in questi anni gli accompagnamenti abitativi sono terminati, rimangono solo alcune famiglie che abitano in Via G. D’Annunzio all’ex-ittico e poche altre famiglie che usufruiscono di un aiuto economico per il pagamento dell’affitto (come altre famiglie di diversi etnie, come tanti cittadini italiani il che dovrebbe confutare quel luogo comune razzista secondo il quale gli immigrati sono pagati per delinquere).

In Coltano hanno trovato alloggio 17 famiglie, una di queste ha subito uno sgombero e vive in una istallazione portata dalla Società della Salute sempre a Coltano, mentre coloro che non sono rientrate nell’assegnazione degli alloggi sono stati spostati alla Bigattiera (ex campeggio della Polizia dello Stato dove per anni l'amministrazione comunale ha negato la presenza di famiglie), in quello che è stato definito come struttura in transizione e voci di corridoio sempre più insistenti dicono dovrebbe essere sgomberato entro primavera senza prima preoccuparsi di trovare una soluzione abitativa alternativa e dignitosa per le famiglie che vi abitano. La situazione del campo di via Maggiore di Oratoio è rimasta sostanzialmente invariata, anzi negli anni ha visto il ritorno di quelle famiglie il cui inserimento abitativo non ha avuto successo.

Attualmente l’accompagnamento abitativo non esiste più, ormai da alcuni anni. Il Campo in via Maggiore di Oratoio si trova in una situazione igienico sanitaria al limite, il villaggio di Coltano denota carenze strutturali, e la sua ubicazione (considerata la soppressione del bus Livorno – Pisa via Aurelia) tiene ai margini della società i suoi abitanti. Di inserimenti lavorativi non si parla più, solo due Rom lavorano all’interno di cooperative sociali e si occupano dell’accompagnamento su pulmini comunali dei bambini rom, altri operano in aziende della zona ...
La mancanza di lavoro con conseguente impossibilità di pagare utenze ed affitto, più alcuni reati hanno potato alla cessazione delle concessioni abitative nel villaggio di Coltano, si attendono a breve possibili sgomberi.

Il servizio scuolabus è ovviamente a carico delle famiglie, (su modello ISEE), ma sono presenti alcuni casi, e nell’ultimo anno sono aumentati, di famiglie morose (molte le famiglie italiane). La morosità non riguarda solo il servizio scuolabus, alcune famiglie pur essendo in pari con i pagamenti del servizio, non usufruiscono dello scuolabus perché hanno contratto debiti con la SEPI. (multe etc. che la SEPI non può, a detta sua, neppure rateizzare).

E la situazione ormai riguarda non solo rom ma anche quanti fino ad oggi vivevano dignitosamente con un salario e un reddito che consentiva pagamenti regolari del mutuo, delle rate della macchina e anche dei servizi erogati dal Comune. In ogni città sono sempre piu’ numerose le rinunce al servizio scuolabus

La situazione lavorativa nel campo di Oratoio è notevolmente migliore rispetto a quella di Coltano. Sono numerose le famiglie che hanno almeno un componente del nucleo con regolare lavoro (AVR, TNT, Cooperativa Arca etc).

Per quanto riguarda il servizio sui minori, soprattutto nel campo dell’istruzione, i risultati non sono negativi, sebbene si sia ancora lontanissimi da una certa autonomia (le famiglie continuano a mandare i figli a scuola per non avere noie con le istituzioni, ma la scuola è lontana dall’essere vista come una opportunità). Pessimi, o quasi, i rapporti tra scuole e famiglie, qui l’autonomia di entrambe le parti è praticamente assente, come la comunicazione e la collaborazione. Rari sono i casi contrari.

Positivo è che da quest’anno non esistono solo i pulmini per i rom, per l’accompagnamento scolastico, ma per quanto riguarda i ragazzini e le ragazzine del comprensorio Galilei, il trasporto è con tutti gli altri aventi diritto (italiani, filippini, albanesi etc) l’unico vero passo tangibile per l’integrazione contro la segregazione.

Nell’ambito sanitario, la situazione non è buona, glia accompagnamenti alle famiglie sono quasi del tutto sospesi, ma possiamo dire che un buon lavoro è stato fatto sulla cura dei minori e del diritto alla salute di quest’ultimi.

Dal punto di vista dei finanziamenti, il progetto è stato finanziato, con scadenza triennale nel 2013, dovrebbe essere rifinanziato nel 2016, ma la situazione della Società della Salute non rende chiare le cose. Noi chiediamo certezza sulle cifre stanziate e soprattutto sul loro utilizzo incluso un incremento da parte delle cooperative del personale impiegato per creare occupazione in ambito sociale

La Bigattiera..

Chiudiamo sulla spinosa questione bigattiera ( dove operano anche i volontari della PA): difficile è capire le scelte dell' l’amministrazione comunale Gli interventi di scolarizzazione sono stati sospesi per volere della Società della Salute già a primavera 2011, così come furono sospesi altri interventi poi ripresi nella primavera scorsa. Il servizio scuolabus non esiste, per volontà dell’amministrazione comunale negando a tanti bambini\e il diritto di istruzione (poi escono titoli roboanti sui giornali con denunce a carico dei genitori che non mandano i loro figli a scuola).

Non esistono sussidi alle famiglie che non siano detrazioni in busta paga (“sconti” d’imposta) per i figli o assegni per il nucleo familiare; una oculata politica di sussidi dovrebbe riguardare tutti i casi sociali che sono in costante aumento sul territorio pisano

Infine per quanto riguarda i finanziamenti, parte sono elargiti dal comune, parte dalla regione, ma quasi tutti, compresi quelli regionali e comunali vengono da soldi della Comunità Europea.

Allora come sono spesi questi soldi? Quanta occupazione creano e quanta potrebbero creare? Quali sono gli interventi sociali per rom e non solo? Di questo vogliamo parlare con Sds , Comune e cooperative

Cobas cooperative sociali/cobas lavoro privato

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