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Paese Basco: l’arresto di Arnaldo Otegi è un macigno sul processo di pace

(27 Maggio 2005)

Apprendiamo con estrema preoccupazione e sconcerto dell’arresto del portavoce della Sinistra Indipendentista basca Arnaldo Otegi, operato poche ore fa dall’Audiencia Nacional di Madrid. L’arresto del leader politico basco rappresenta una inaccettabile provocazione che rischia di minare alle fondamenta l’avvio di un processo di risoluzione negoziata del conflitto tra Spagna ed Euskal Herria chiesto a gran voce sia dal popolo basco che da quello spagnolo.

E’ quanto mai assurdo che nel momento in cui si creano le condizioni minime per l’avvio di una trattativa che rimuova la violenza dallo scenario politico basco, la magistratura spagnola, su input dell’esecutivo socialista, ordini la detenzione del principale rappresentante di una delle parti in causa. E’ come se alla vigilia dell’inizio dei colloqui tra governo britannico e Sinn Fein alcuni anni fa, Tony Blair avesse ordinato l’arresto del leader repubblicano Gerry Adams.

Oltretutto l’incriminazione di Arnaldo Otegi e di altre decine di dirigenti della sinistra basca è la conseguenza di un teorema politico che nulla ha a che fare con la giustizia e con lo stato di diritto. Un teorema secondo il quale chiunque abbia avuto o abbia responsabilità politiche di direzione del movimento indipendentista debba essere considerato automaticamente responsabile di reati di terrorismo.

Né la dittatura di Franco, né gli squadroni della morte, né la messa fuori legge da parte di Aznar di organizzazioni politiche e sociali, né la chiusura di giornali e radio, hanno finora eliminato dal panorama politico basco la sinistra indipendentista, come dimostra il risultato elettorale ottenuto alle ultime elezioni regionali dal Partito Comunista delle Terre Basche.

Il conflitto che oppone il popolo basco agli Stati Spagnolo e Francese, che tanti lutti e sofferenze ha generato da entrambe le parti, è un conflitto di natura politica che può essere disinnescato e risolto esclusivamente in forma politica, attraverso una trattativa e una negoziazione che non escluda nessuna delle parti.

Chiediamo quindi la liberazione immediata di Arnaldo Otegi come segno di buona volontà da parte di un governo Zapatero che, coraggiosamente, solo alcuni giorni fa aveva sollecitato e ottenuto un mandato delle Cortes di Madrid per avviare una trattativa per risolvere pacificamente il conflitto.

E’ evidente che le trattative si compiono tra “nemici” e che per ottenere un qualche risultato occorre che ognuna delle parti conceda qualcosa agli avversari. Abrogare quel mostro giuridico che è la “Legge sui Partiti” e cominciare l’avvicinamento ad Euskal Herria dei 720 prigionieri politici baschi dispersi in ogni angolo dello Stato Spagnolo e dello Stato Francese (in aperta violazione della stessa legge di Madrid) aiuterebbe non poco ad abbassare la tensione e a permettere a tutte le forze in campo di fare un passo indietro e sedersi finalmente attorno al tavolo del negoziato.

Facciamo appello alle forze politiche e sociali affinché esprimano la piena solidarietà alla sinistra indipendentista basca e si adoperino affinché il governo Zapatero cessi immediatamente ogni azione repressiva nei confronti dei dirigenti politici e sindacali baschi.

Roma, 26 maggio 2005

Mauro Bulgarelli – deputato dei Verdi al Parlamento Italiano

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