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Pro mutuo mori

Pro mutuo mori

(19 Settembre 2009) Enzo Apicella
In un attentato a Kabul, sono colpiti due blindati italiani, uccidendo 6 parà della Folgore

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    A proposito dei "caduti di Nassyria"

    (13 Novembre 2006)

    Oggi le istituzioni commemorano con solennità i soldati italiani morti in Iraq a Nassyria, dove si trovavano in operazioni di guerra, lì inviati dal nostro governo, in palese violazione dell’art. 11 Cost., a sostegno ideologico-politico, militare ed organizzativo dell’illegittima occupazione di quel paese da parte dell’esercito USA e della Gran Bretagna.

    Ricordare i morti è sempre un giusto atto di umanità, perché ne conserva la memoria: si dice infatti che uno muore veramente quando di lui scompare ogni traccia nel ricordo dei posteri.

    Ma, la commemorazione, da parte delle istituzioni, dei soldati italiani morti a Nassyria, come precedentemente la celebrazione anche dei mercenari italiani caduti in Iraq, è un’operazione politica ed ideologica di giustificazione - esaltazione di quell’’illegittimo intervento ed anche degli altri che l’Italia, in difesa degli interessi di dominio del suo apparato economico capitalistico e militare, ha compiuto: dalla criminale guerra contro la Iugoslavia, alla spedizione di truppe in Afghanistan ed oggi in Libano: operazione, quest’ultima che, (con gli accordi militari del nostro governo con quello reazionario e razzista d’Israele, con gli ultimi recenti accordi NATO – Israele per il controllo del Mediterraneo sud orientale, con le continue, manifeste violazioni di Israele dell’ultima risoluzione ONU, con il controllo dello spazio aereo del Libano, senza che alcuna reazione vi sia da parte delle forze UNIFIL 2), si qualifica ogni giorno di più nella sua vera essenza di appoggio delle forze di destra oggi parzialmente dominanti in Libano e contro la gloriosa Resistenza popolare, che ha sconfitto militarmente Israele.

    Non a caso il governo attuale, per affermare la continuità della nostra politica estera nella difesa degli essenziali interessi economici di dominio nelle aree strategiche ritenute “sensibili”, ha dichiarato che tutti gli interventi militari, da quello contro la Iugoslavia sino agli ultimi in Afghanista ed Iraq, sono stati legittimi, essendosi svolti nel rispetto dell’art. 11 Cost. E la stessa grave posizione ha assunto l’odierno Presidente della Repubblica.

    In passato venivano commemorati dalle autorità politico militari i soldati morti nelle spedizioni di attacco alla Etiopia, Libia, Somalia, ed i soldati mandati a morire per combattere contro la resistenza popolare iugoslava e greca.

    I democratici ed in primo luogo i comunisti non si sono associati in passato e non debbono associarsi oggi alle commemorazioni della azioni di guerra condotte per affossare i diritti di altri popoli, e devono riaffermare e rilanciare i valori dell’internazionalismo.

    Luigi Ficarra - Padova

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