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(23 Dicembre 2010) Enzo Apicella
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Scuola: Mala tempora currunt!

(28 Dicembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

Scuola: Mala tempora currunt!

foto: www.radiocittaperta.it

28-12-2010/12:41 --- Il decreto Milleproroghe, varato dal governo poco prima di Natale, ha nelle sue pieghe mille sorprese. Tra queste il fatto che nessun punteggio aggiuntivo verrà assegnato agli studenti che hanno ottenuto un voto eccellente alla maturità e che sono interessati all'accesso alle facoltà universitarie più ambite; la norma era stata introdotta quattro anni fa e prevedeva la possibilità di assegnare 25 punti nei test di accesso all'università ed ora è stata cancellata.
Intanto arriva l’annuncio del Ministro Gelmini di voler procedere alla sperimentazione in alcune provincie di procedure di valutazione delle scuole e di premialità dei docenti “migliori”. Si tratta di progetti che, guarda caso, sono stati elaborati dalle Fondazioni, Agnelli, San Paolo e Treelle e i cui risultati verranno monitorati da un Comitato tecnico scientifico in cui spiccano esponenti della Confindustria e del pensiero aziendalista.
Uno dei progetti, elaborato dalle Fondazioni San Paolo e Treelle, si propone di premiare i docenti migliori, la sperimentazione riguarderà tutte le scuole di Torino e Napoli e la valutazione farà riferimento al curriculum e a risultati di indagini riguardanti l’apprezzamento dei docenti da parte dei genitori e degli studenti attraverso indicatori.
In sintesi, l’azione della scuola viene ricondotta esclusivamente all’adeguamento ai test Invalsi, che sono in realtà strumenti di valutazione di competenze specifiche, inoltre la valutazione della professionalità degli insegnanti si inchina alla “soddisfazione del cliente”, riducendo l’istruzione pubblica ad una qualsiasi merce.
E a sistemare per le feste il mondo della scuola ci pensa anche Bruxelles, saranno infatti diverse migliaia le insegnanti e le unità di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario di sesso femminile a rimanere bloccate, fino a quattro anni, a causa dei nuovi requisiti necessari per accedere alla pensione: alla prevista introduzione per tutti i dipendenti pubblici, dal 1° gennaio 2011, della quota minima '96', derivante da almeno un'età anagrafica di 60 anni e 36 di contributi, introdotte con la riforma del 2007, le dipendenti del comparto scuola dovranno fare i conti con la direttiva europea che dal 2012 allineerà - a 65 anni - le pensioni di vecchiaia delle donne a quelle degli uomini.

Grazia Orsati, Radio Città Aperta

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