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(23 Gennaio 2012) Enzo Apicella

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DIRITTI DEI LAVORATORI

Prima risposta: Oggi manifestazione del KKE - Domani nuovo sciopero generale del PAME

(9 Febbraio 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in it.kke.gr

Dichiarazione della Segretaria generale del KKE Aleka Papariga sui recenti sviluppi politici

06/02/2012

Invitiamo i lavoratori ad aderire alla manifestazione di massa del ΚΚΕ oggi in piazza Omonia. Domani tutto il paese deve essere paralizzato per lo sciopero annunciato. Non c'è altra soluzione, abbiamo solo una scelta: spaventarli per ostacolarli. Dobbiamo fare tutto il possibile attraverso l'escalation delle nostre mobilitazioni, in modo che non passi l'accordo per il prestito e il nuovo memorandum, in modo da rovesciare il governo attraverso la volontà, l'attività e l'intervento organizzato del popolo. Questo sarà un primo passo.

Non ci limitiamo a questo e non subordiniamo tutto alle elezioni. La cosa importante è che il popolo prenda consapevolezza attraverso la lotta che il rovesciamento di un governo non è sufficiente. Il sistema politico borghese ha forze di riserva, quelle che oggi appaiono come forze anti-memorandum. In realtà sono ostili al memorandum come lo era ND. Ciò che è importante è rovesciare la classe al potere, perché in tal caso si può parlare non solo di governo del popolo, ma di potere popolare. Tutte le proposte di trattative eroiche e militanti che oggi vengono presentate, non portano da nessuna altra parte che in un circolo vizioso. Quello che è importante per il popolo è prendere in mano l'economia del paese, vale a dire i mezzi di produzione, i monopoli e le imprese. Ogni altra soluzione darebbe respiro al sistema politico borghese.

Sarà una rottura, in realtà un periodo amaro, senza vantaggi per il popolo, ma la cosa importante che esso abbia l'ultima parola. Da oggi, la proposta alternativa all'attuale linea politica non può che essere il potere operaio e popolare, e nessun altro progetto occasionale e slegato dal popolo. Senza il potere popolare non è possibile uscire dal circolo vizioso della crisi, naturalmente insieme al disimpegno dall'UE e la cancellazione unilaterale del debito.

Niente più negoziazione. Anche se cancellassero il 100% del debito, questo sarebbe pagato dalle tasche del popolo e il popolo lo rimborserebbe con sudore, lavoro duro e sacrifici. Non c'è altra soluzione. Ci piacerebbe molto ci fosse una soluzione intermedia, ma poiché non esiste la soluzione deve essere radicale.

Sulla questione della 13° e della 14° mensilità, stanno prendendo in giro il popolo. La loro proposta alternativa è: taglio di 5 o 6 mensilità l'anno, abolizione dei contratti collettivi e del salario minimo, imposizione sui lavoratori di tasse insopportabili, in cambio di salvaguardare la tredicesima e la quattordicesima. I salari, in questo modo, verranno ridotti. Attendono oggi per fare queste affermazioni e il popolo deve dimostrare di non essere così ingenuo, che non possono deriderlo. Questo è in sé un passo avanti di grande importanza".

Il Primo Ministro sta preparando in fretta, per renderlo pubblico, un elenco di cosa accadrà al paese se tornassimo alla dracma. Esiste un tale pericolo? E' un pericolo?

"L'UE è un'alleanza predatoria. Nonostante siano alleati per il sostegno al sistema capitalistico, al tempo stesso sono feroci rivali, che si contendono i maggiori benefici della crisi e della ripresa. Si tratta di misure che possono prendere tra loro, e il popolo non deve parteggiare nella rivalità tra gli stati membri dell'UE. Non sarà solo la Germania a decidere, ma anche gli altri prenderanno delle decisioni. Il popolo non deve cadere nella trappola delle loro rivalità, deve superarle e porre la propria soluzione alternativa riguardante la questione del potere. Diversamente, non ci sono soluzioni. Ci sarà sempre qualche timore se stare o uscire dalla zona euro. Niente potrebbe essere peggio per il popolo che avere paura e scegliere così una delle due alternative che i suoi sfruttatori gli pongono di fronte".

Dichiarazione dell'Ufficio Stampa del CC del KKE su deliberazioni-accordi tra governo e Troika.

06/02/2012

Ora il popolo deve avere voce in capitolo. Tutti alle manifestazioni del KKE alle 18.00 ad Atene e Salonicco.

Il KKE invita i lavoratori e gli strati popolari poveri a unire ad esso le loro voci. Così che il NO popolare al ricatto e al memorandum della miseria e del fallimento sia ascoltato forte e chiaro dai partiti della plutocrazia e dalla loro alleanza predatoria dell'UE. Abbasso il loro governo.

Tutti, lunedì 6 febbraio 18.00, in piazza Omonia ad Atene e alla statua di Venizelos a Salonicco.

E' il momento dell'azione popolare, di manifestare e di lottare. E' il tempo del contrattacco popolare.

Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Partito Comunista di Grecia (KKE)

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