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    Napolitano ha smantellato la scala mobile, è favorevole alle truppe in Iraq e ha voluto i lager Cpt

    Intervista rilasciata da Marco Ferrando ad Affariitaliani.it

    (13 Maggio 2006)

    "In una sinistra italiana in cui i socialdemocratici di ieri diventano i liberali di oggi e in cui i comunisti di ieri diventano i socialdemocratici di oggi, c'è indubbiamente la possibilità di ricoprire le più ambite cariche istituzionali. Mi chiedo però dove sia finito il comunismo". Marco Ferrando, leader della minoranza trotzkista Progetto Comunista di Rifondazione, intervistato da Affari, analizza la situazione della sinistra italiana, senza risparmiare critiche al nuovo capo dello Stato e al presidente della Camera.

    "L'occupazione di queste cariche - spiega Ferrando - ha una logica, ma non ha niente a che vedere con una prospettiva anti-capitalistica o con una minaccia per il sistema. Napolitano è colui che già quando era dirigente del Partito Comunista Italiano era impegnato più di ogni altro, al fianco di Luciano Lama negli '80, nello smantellamento delle vecchie conquiste sociali del movimento operaio. Penso ad esempio al suo intervento per l'abolizione della scala mobile".

    Ma è solo l'inizio dell'affondo. "Negli anni '90 Napolitano è stato, in veste di ministro dell'Interno del governo Prodi tra il '96 e il '98, l'artefice di una politica sull'immigrazione che ha decretato l'istituzione dei Centri di Permanenza Temporanea per gli immigrati, che oggi giustamente Rifondazione Comunista denuncia come lager discriminatori ma che allora votò per disciplina all'interno della maggioranza".

    "In questi anni - rincara la dose l'esponente trotzkista - Napolitano è stato tra i principali sostenitori della necessità della continuità della presenza militare italiana in Iraq contro un'ipotesi di ritiro immediato e incondizionato delle truppe. Infine, è noto che Fassino abbia individuato una sorta di programma di riferimento per un futuro presidente della Repubblica dei Ds, fosse D'Alema nell'ipotesi iniziale o Napolitano oggi, che è di apertura al negoziato istituzionale con le destre per il completamento della transizione alla Seconda Repubblica. Davvero non vedo quale insidia e bandiera rossa rechi Napolitano con sé".

    "Quanto a Bertinotti - sottolinea Ferrando - ovviamente scoprendo i Ds uno spazio a sinistra, l'ex segretario di Rifondazione ha completato la svolta di governo del partito e ha ottenuto una carica onorifica compensativa di questa capitolazione all'esecutivo di Centrosinistra e ai poteri forti che lo sorreggono. Quindi ognuno occupa una casella che gli è propria, ma il comunismo lasciamolo ad altri".

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