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Addio compagne

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(23 Febbraio 2010) Enzo Apicella
Il logo della campagna di tesseramento del prc 2010 è una scarpa col tacco a spillo

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(Memoria e progetto)

22 militanti comunisti escono dal PRC di Pisa

Lettera aperta alle compagne e ai compagni di Rifondazione Comunista

(21 Dicembre 2007)

Noi sottoscritti, iscritti a Rifondazione Comunista nella federazione di Pisa, dichiariamo conclusa la nostra esperienza all'interno del partito. L'involuzione che Rifondazione ha avuto, a partire dal congresso di Venezia del 2005, è giunta oggi ad un livello di gravità che ci costringe a maturare tale decisione.

L'anno scorso, la maggioranza del Prc ha sostenuto la necessità un accordo di governo con Prodi, affermando che in tale occasione ci sarebbero state le condizioni per una "grande riforma" del Paese, ossia un'inversione radicale delle politiche di guerra e di neoliberismo portate avanti in Italia negli ultimi anni. Fin dal principio, è risultato evidente come tale obiettivo fosse illusorio, in quanto la classe dirigente di centrosinistra è rimasta ancorata ad una politica economica di liberismo "temperato" e ad una politica estera di multilateralismo interventista, già in voga negli anni '90. Inoltre, i movimenti sociali attivi nel Paese non sono riusciti ad esprimersi con una forza ed un radicamento tali da condizionare in maniera rilevante l'indirizzo del governo; al contrario, la nuova stagione di centrosinistra ha rilanciato la concertazione tra le parti sociali.

Rifondazione allora, anziché ammettere il fallimento della propria strategia, ha ripiegato su una linea di "riduzione del danno". Tale orientamento è riuscito, in alcuni casi, a temperare le politiche dell'esecutivo di centrosinistra, finendo però per portare il sostegno della sinistra dell'Unione anche a politiche militariste come la guerra in Afghanistan o a manovre finanziarie che hanno prodotto grandi vantaggi per le imprese. Chi, come Franco Turigliatto, si è opposto ad avallare la politica estera dell'Unione, difendendo invece le posizioni storiche pacifiste del Prc, è stato addirittura espulso dal partito.

La deriva governista di Rifondazione ha indebolito i movimenti, portando ad una spaccatura del fronte dell'opposizione sociale che abbiamo avuto in Italia negli ultimi anni, e ha rinvigorito la maggioranza dell'Unione, che ha spinto sull'acceleratore nell'affermare la propria egemonia nella coalizione. I recenti provvedimenti del governo in materia di riforma delle pensioni, conferma sostanziale della legge 30, ossessione securitaria e corsa al riarmo hanno segnato la sconfitta inequivocabile di ogni politica di minimizzazione dei danni.

Anziché trarre le somme di una linea sbagliata ed uscire dall'esecutivo, il Prc ha continuato a sostenere Prodi e, anzi, ha avviato una strategia di consolidamento della sinistra di governo nella nuova formazione "La sinistra, l'arcobaleno". Tale strategia costituisce l'archiviazione definitiva del progetto per cui Rifondazione è nata nel '91: rilanciare una soggettività comunista in Italia. La nuova sinistra "senza aggettivi", infatti, non si pone in un'ottica di superamento del capitalismo ma si basa su una strategia riformista che oggi, per altro, non ha spazi politici nel contesto della globalizzazione e della competizione internazionale tra le classi dominanti. Non è un caso se, a fianco di Bertinotti, oggi viaggino persone come Mussi, Folena e Occhetto, che nel '91 liquidarono il Pci.

Sul bilancio della politica di Rifondazione, visto il suo fallimento, sarebbe stato necessario un congresso straordinario del partito. Negata tale possibilità, avremmo voluto confrontarci con tutti i militanti del Prc almeno in occasione del suo congresso ordinario, inizialmente fissato per l'inizio del 2008. La decisione di rinviare il congresso all'autunno, fatto mai avvenuto nella storia di Rifondazione, rappresenta la volontà antidemocratica del suo gruppo dirigente di non voler affrontare un serio esame del percorso intrapreso e l'intenzione di perseguire sulla stessa strategia governista e moderata.

Giunti a questo punto, a noi non resta che prendere atto dell'irreversibilità del processo involutivo del Prc e scegliere di percorrere altre strade. Alcuni di noi faranno attività politica nell'associazione Sinistra Critica; altri saranno comunque impegnati nella ricostruzione di una sinistra anticapitalista in Italia e continueranno a coordinarsi tra i vari territori locali per proseguire l'opposizione di sinistra al Pd, che in tutta la provincia di Pisa sta venendo sempre meno con l'ingresso del Prc nell'Arcobaleno. L'intenzione di tutti noi non è quella di abbandonare la militanza, bensì di recuperare e far rivivere il progetto originario della rifondazione comunista.

Virgilio Barachini, Silvano Bracaloni, Mirco Brini, Alfonso Chiarini, Renzo Del Rosso, Adriana Depuro, Giacomo Di Lillo, Nilo Di Modica, Giovanni Esposito, Eva Filidei, Marco Gesi, Andrea Grella, Daniele Ippolito, Daniele Mori, Alessio Paolini, Andrea Pazzagli, Angela Recce, Maurizio Ribechini, Jonathan Rossellini, Andrea Tessitori, Antonella Turchi, Iacopo Vivarelli

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