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(12 Settembre 2009) Enzo Apicella

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Paese Basco: l’esclusione della sinistra indipendentista consegna il parlamento a democristiani e socialisti

(2 Marzo 2009)

02-03-2009/11:00 --- Si sono tenute ieri nelle tre province basche della CAV le elezioni per il rinnovo del parlamento regionale. In campo due schieramenti: da una parte il centrista PNV (Partito Nazionalista Basco) che governa la comunità autonoma dalla fine del franchismo; dall’altra il PSE (Partito Socialista di Euskadi) che aspirava a togliere il primato ai nazionalisti. Sullo sfondo uno stato d’assedio permanente e un regime di apartheid politica contro la sinistra indipendentista, dal 2003 fuorilegge secondo un teorema tutto politico che equipara tutto ciò che si muove in quella galassia al gruppo armato ETA. Dalle elezioni di ieri era stata esclusa, con una decisione del giudice spagnolo Baltazar Garzon, la sinistra basca che aveva presentato ben due liste per cercare di aggirare il divieto. Sia Askatasuna che D3M (Democrazia Tre Milioni) sono state bandite, le loro sedi chiuse, i loro conti bancari sequestrati, la loro propaganda elettorale criminalizzata. Nonostante la persecuzione la sinistra patriottica ha deciso di chiedere ai suoi simpatizzanti di andare comunque a votare, infilando nelle urne la scheda con il simbolo di D3M. Alla fine i voti che il Ministero dell’Interno considera nulli ma che in realtà rappresentano una scelta netta a favore della sinistra indipendentista sono stati 101 mila, quasi il 9%, che avrebbero consegnato a D3M ben 7 seggi nel parlamento di Gasteiz. Naturalmente quei seggi saranno ‘piratati’ dalle altre formazioni politiche, fornendo un dato pesantemente falsato. Nel parlamento uscente la sinistra basca poteva contare su ben 9 seggi, conquistati a sorpresa nel 2005 dal Partito Comunista delle Terre Basche (Ehak) anch’esso sciolto l’anno scorso da Madrid per contiguità con il movimento politico Batasuna. Durante la giornata di ieri l’area sociale della sinistra patriottica non ha rinunciato alla partecipazione attiva alle elezioni, subendo una sistematica repressione da parte dei quasi 5000 agenti mobilitati dai Ministeri degli Interni basco e spagnolo....

http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=677&Itemid=9

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

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