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Antonio Canova al G8

(10 Luglio 2009)

Ho letto che Berlusconi ha regalato ai suoi ospiti del G8 una strenna del peso di 24 chili, un volume che suppongo riproduca le opere del nostro Antonio Canova ricoperto da una copertina di marmo e realizzato come un miracoloso oggetto da Mille e Una Notte con carta "fatta a mano" broccati di seta e fili d'oro. Trattasi di oggetto di grande pacchianeria e volgarità costosissimo ed esibizionista di una prodigalità del tutto sproporzionata consegnato in mezzo alle macerie di una città in cui i cittadini sono riparati da tende e non hanno alcuna prospettiva di un recupero di condizioni "normali" di esistenza. Il fatto che riproduca opere di Canova non lo riscatta dal cattivo gusto del suo committente.

Non so che altro sia stato regalato alle delegazioni estere ed ai giornalisti. Presumo oggetti ispirati alla stessa idea di megalome presentazione di sè, tutt'altro che sobri, tutt'altro che adeguati al clima, al momento, alle circostanze in cui si trova e si muove l'Italia di oggi.

Il racconto che i giornali fanno della esibizione dell'Italia al G8 lasciano senza parola. Ho letto di una tovaglia di tavola preziosissima lunga 17 metri e mezzo e larga 2,80 di fattura straordinaria che sarà esibita dalla Presidenza della Repubblica in occasione del pranzo di gala. Non credo che nessuno Stato al mondo tranne i sultanati di satrapi che riscuotono per se i proventi di tutto il loro Paese raggiungono livelli di esibizione di lusso e di raffinatezze come l'Italia del 2009 un paese in cui la stragrande maggioranza dei lavoratori guadagna attorno ai mille euro al mese ed in cui il welfare viene sforbiciato in continuazione a cominciare dalla sanità e dalla scuola per risparmiare soldi.

I grandi capi dell' oligarchia politica di questo disgraziato Paese che conta decine di migliaia di membri superstipendiati come nessuno al mondo fanno regali cafoneschi e chiedono la colletta per la ricostruzione dell'Abruzzo.

Non escludo che ognuno degli ospiti del G8 troverà nella sua stanza oltre ai tradizionali fiori di accoglienza anche un sostanzioso cadeaux immagino diverso da quello che hanno trovato le ragazze di Villa Certosa o di Palazzo Grazioli.

Da come la raccontano i giornali c'è un'aria di vacanza da ricconi, di spensieratezza e di agi che pervade ogni momento del G8. Le signore che si riuniscono con la moglie del sindaco di Roma per apprezzare un menù circondato da angoscianti misteri (la coda alla vaccinara c'era o no?). La moglie di Sarkuzy che arriverà in ritardo ( domanda tipo Moretti: se arrivo dopo mi si noterà di più?).

Certo l'Italia di questo g8 è in cima alla graduatoria della volgare munificenza per "arrivati" ( in siciliano: arrinanzati) ma credo che chi riceve non sia diverso da chi dà anche se probabilmente gli inglesi non avrebbero mai permesso a Brown di spendere in doni e pranzi la centesima parte di quanto sta spendendo Berlusconi.

In ogni caso, mentre le signore di studiano le rispettive toilettes ed i loro servizi segreti le informano dei vestiti delle altre per regolarsi sui propri, i mariti fanno il loro lavoro tutt'altro che benefico per il pianeta e per l'umanità. Ora hanno nel mirino Ahmanidejad al quale preparano un destino non diverso da quello di Saddam Hussein. Un destino tragico si sta preparando nella stranissima e surreale Versailles aquilana per il popolo iraniano che probabilmente sarà liberato dai suoi tirannici teocrati con un magnifico bombardamento al quale assisteremo in televisione mentre gustiamo un gelato o una birra e che sarà più spettacolare di quello di Bagdad.

Quale spettacolo è più eccitante dell'apocalissi che cala dal cielo e traccia fantasmagorie con il fosforo e l'ranio impoverito ed il napalm?

Quante opere d'arte, quanti Canova andranno distrutti dopo quelli che sono finiti in polvere a teheran?

Ma i pozzi di petrolio resteranno intatti e potranno continuare a nutrire l'Occidente e tenere alte le sue idealità di libertà e democrazia.

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/canova-regalo/1.html http://www.libero-news.it/adnkronos/view/150988

Pietro Ancona

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