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(20 Aprile 2012) Enzo Apicella

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(Verità e giustizia per Genova)

A Genova, l´estate prima dei processi del G8 regala ancora repressione

(2 Settembre 2003)

In un clima sempre più pesante di vera e propria caccia alle streghe, scatenata negli ultimi mesi a Genova da questura e stampa locale, l´ultima gravissima provocazione nei confronti di un compagno del centro sociale Inmensa: l´invito a cambiare "condotta di vita" a fronte della minaccia dell´applicazione dell´ art. 1 Legge 27/12/56 modificata dalla legge 3/8/88.

L´art. 1, già applicato in passato nei confronti dei compagni e nuovamente minacciato ( ancora recentemente nei confronti di una compagna di Pisa) prevede che, sulla base di elementi di fatto, i "soggetti" invitati a cambiare vita vengano puniti, se permangono gli elementi di pericolosità, con la sorveglianza speciale, il divieto di soggiorno in alcune città piuttosto che l´obbligo di soggiorno nel comune di residenza.

Per essere colpiti da questa pesantissima misura basta ben poco, per lo meno per quanto riguarda i compagni e per chiunque rifiuti le regole del vivere "normale". A Genova basta vivere per strada.

Si può anche essere incensurati. Nel caso del compagno di Genova, la sua pericolosità sociale sarebbe data da due denunce per le quali è già stato assolto, due per presidi-volantinaggi (all´indomani degli arresti di dicembre relativi al G8) prontamente definiti manifestazioni non autorizzate per le quali, comunque, non è ancora stato condannato, e, per finire in bellezza, un´indagine che sarebbe stata fatta nei suoi confronti per devastazione e saccheggio, dopo la quale non ha mai ricevuto nessun avviso e che farebbe pensare al g8, se non fosse che in quelle giornate il compagno in questione non ha partecipato alle manifestazioni.

Nessun elemento di fatto, dunque, ma lasciamo ad altri la pratica di gridare allo scandalo quando le leggi vengono applicate in modo carnevalesco, come se di per sé fossero buone! Come dire: ti denuncio o ti indago per un po´ di cose, anche se non erano reati e anche se non c´eri, intanto mi basta questo per poter ricorrere ad uno strumento ancora più pesante per farti pagare il tuo impegno.

Ma questa, come dicevamo, è solo l´ultima chicca, assieme all´ordinanza di sgombero inviata per raccomandata il 25 Agosto agli abitanti delle "Ripe Rosse" casa occupata da tempo nel Comune di Neurone.

Con la raccomandata il Sindaco diffida ad occupare la casa oltre il 15° giorno dalla data della notifica dell´ordinanza. Quindi a partire dal 9 Settembre la casa occupata Ripe Rosse può essere sgomberata.

Si possono poi elencare le multe per affissione non autorizzata riguardanti le locandine messe con lo schotc di fianco all´ingresso della sala dove si svolgeva l´assemblea contro la repressione del 19 luglio, quelle per affissione di volantini su Salonicco piazzate, sempre con lo schotc, in uno degli storici "angoli-bacheca" del centro storico, stracolmi di volantini di ogni tipo ( in questo caso ha funzionato una video-camera che evidentemente inquadra solo "certi" compagni, e le multe sono state consegnate a casa, dalla DIGOS, alle due del mattino!), fino ad arrivare alle decine di denunce per manifestazione non autorizzata, a volte con qualche aggravante tipo insulti o imbrattamento, alle quali facevamo riferimento sopra.

Come sappiamo in moltissimi di questi casi le eventuali condanne sono pecuniarie, centinaia di euro di ammenda, soldi che possono essere automaticamente succhiati dagli stipendi dei compagni o da quelli dei loro genitori in caso di convivenza e che ben presto stroncano le nostre misere finanze. Quindi: se non riesco a metterti in galera, ti faccio fare la fame, ti creo problemi per trovare lavoro, ma non ti permetto di vivere senza, e ti rovino i rapporti in casa, inoltre i vicini ti additeranno come delinquente.

A completare l´opera ci pensa la stampanazionale (vedi Panorama di questa settimana) e locale, in particolar modo il Corriere Mercantile che, dopo essersi distinto nel sostenere, già dai primi mesi dell´anno, la campagna di alleanza nazionale contro i presidi davanti al carcere di Marassi e per lo sgombero del centro sociale Inmensa, riprendeva, una ventina di giorni fa e con maggior livore, ad inventare ricercati colpevoli di devastazioni al g8 se non di attentati alla questura, fornendo addirittura età, sigle di nomi e mezzi di trasporto di compagni che, tuttaltro che ricercati, abitano a casa loro.

Questi sono i frutti dell´archiviazione dell´inchiesta sulla morte di Carlo e del fatto che, dopo più di due anni, nessuno degli sbirri colpevoli delle atrocità del g8 abbia pagato, se non con qualche trasferimento da qui a lì (magari in attesa di promozioni, come avvenne per i carabinieri torturatori in Somalia), mentre, ovviamente, i compagni, come tutti i proletari, prima finiscono in galera o sono colpiti da provvedimenti restrittivi della libertà personale, poi si vedrà....

La "nuova" questura genovese, spacciata come quella che avrebbe dovuto ristabilire il rapporto di fiducia con i cittadini, dopo un primo periodo di "controllo leggero" servito per alleviare la tensione dopo le brutalità di piazza, nelle caserme e negli ospedali (i carabinieri, poi, non si facevano proprio vedere durante le iniziative, anche se nella quotidianità della repressione di strada, ad esempio degli immigrati, non si facevano mancare niente...) ha da tempo comportamenti provocatori mai registrati in città negli ultimi anni. Fermi ed appostamenti fuori dal centro sociale, telefonate a casa dei compagni per chiedere informazioni sulle iniziative, "inviti" in questura, continua ricerca del contatto ravvicinato nella speranza di qualche reazione da reprimere.

Ma al di là di alcune particolarità, come sempre sappiamo che tutto ciò non dipende dalla simpatia, dall´intelligenza, dal grado di democraticità, dal carrierismo di uno sbirro piuttosto di un altro, di un capo della DIGOS o di un questore in particolare.

Nel nostro paese ed in Europa è in atto un percorso repressivo che attraverso gli organi istituzionali degli stati (polizia, magistratura e servizi) volge alla progressiva ed estesa criminalizzazione delle lotte con l'obiettivo dichiarato di isolare i soggetti e le organizzazioni che le portano avanti, inoltre questo percorso è intimamente collegato alle misure di limitazione del salario reale ed all'attacco alle condizioni di vita dei proletari soprattutto in presenza di una crisi strutturale del capitalismo.

Vengono criminalizzati tanto coloro che contestano i piazza i rappresentanti istituzionali (sono fiancheggiatori delle BR) che gli immigrati (sono terroristi islamici quelli che lottano contro leggi razziste e fasciste del governo).

Fra gli ultimi gli esempi del vertice di Salonicco (i compagni sono ancora in galera)ed i tentativi di eliminare i "problemi" con l´estensione delle liste nere di marca USA anche nei paesi del vecchio continente.

Particolare rilevanza assume l'utilizzo sempre più frequente dell'articolo 270 del codice penale inteso come strumento repressivo per instaurare un clima di isolamento che diventa rapidamente criminalizzazione politica-ideologica.

CONTRO LA REPRESSIONE NON SI TACE

Compagne e compagni genovesi contro la repressione

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