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Tensione in Fiat: silenzi e timori dopo il nuovo licenziamento

(9 Settembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.slaicobas.it

Mercoledì 08 Settembre 2010 20:54
www.primonumero.it

I sindacalisti metalmeccanici commentano con il contagocce il benservito al sorvegliante 47enne di Termoli per una questione di permessi sindacali. Se Uilm e Cisl mostrano cautela e invitano a "cercare il dialogo", la Fiom punta il dito contro "la mano pesante dell’azienda". Lo Slai Cobas invece non vuole commentare.

Termoli. Due licenziamenti in un mese e mezzo alla Fiat di Termoli. Nel mirino dell’azienda metalmeccanica di Rivolta del Re due sindacalisti: dopo Giovanni Musacchio, trentenne di Portocannone del direttivo provinciale Slai Cobas, anche Arcangelo Galasso, 47 anni termolese della Failms Cisal. L’operaio, con mansioni di sorvegliante, lavora in realtà per la Sirio, azienda tuttavia inglobata nel gruppo Fiat.

Il giorno dopo la lettera di benservito consegnatagli, le reazioni sono le più disparate tra i sindacati di categoria del Basso Molise, che mai come in questo particolare momento si trovano a fare i conti con il timore che si inneschi una catena di licenziamenti anche nello stabilimento del Nucleo termolese, che dà lavoro a circa tremila persone e che costituisce la principale realtà industriale del Molise. Dopo Melfi e Pomigliano, dunque, anche Termoli?

C’è chi, come Michele di Biase, segretario regionale della Fiom Cgil, ammette che «i tanti licenziamenti che registra la cronaca italiana in queste settimane hanno il sapore di pretesti: è un brutto momento quello che si sta attraversando, la Fiat ci sta andando con la mano pesante ed è inevitabile una certa preoccupazione».
E c’è chi esprime cautela e invita a non fare di tutt’erba un fascio, come Antonio Di Pardo, segretario regionale Uilm: «Prendiamo atto che le trasformazioni in corso impongono di uscire dagli schemi fino a ieri rigidi e fissi per cercare nuove soluzioni. Personalmente – precisa Di Pardo - quello che mi fa paura è che certi pensieri di cambiamento possano essere strumentalizzati e ingenerare soluzioni estreme che non portano da nessuna parte».

I sindacati, anche a livello locale, si interrogano sugli scenari presenti e futuri anche alla luce delle recentissime dichiarazioni di Federmeccanica, che ha annunciato di voler rescindere il contratto nazionale dei metalmecannici. Per Riccardo Mascolo, della Fim Cisl, la disdetta del contratto 2008 annunciata «era già nell’aria, perché evidentemente ci si vuole cautelare nei confronti di qualche altra organizzazione sindacale che minaccia di intraprendere iniziative legali». Di Pardo (Uilm) non è affatto sorpreso dalle dichiarazioni apparse sui giornali: «non mi meraviglia una rivisitazione del contratto nazionale, è una cosa che si intuiva da tempo. Siamo coscienti che una trasformazione ci doveva essere, e certamente ci sarà. Il nostro impegno deve andare nella direzione di salvaguardare il lavoro e i livelli occupazionali»

L’atmosfera è dubbiosa e densa di timori nei capannoni di Rivolta del Re dove si producono motori e cambi, e tuttavia, un po’ inspiegabilmente, nessuno vuole entrare nei dettagli del licenziamento di Galasso, quasi che si preferisse tacere a fronte di una decisione che deve ancora essere compresa nel suo insieme e nelle sue conseguenze.
«Una vicenda da approfondire, preferisco non commentarla» dice Andrea Di Paolo, del coordinamento provinciale Slai-Cobas. Di Pardo si mantiene in equilibrio tra le presunte ragioni del lavoratore e quelle dell’azienda, «che non è Fiat ma Sirio, e che dice che è stato utilizzato il monte ore di permessi sindacali in forma impropria. Mi sento solo di dire che questa è una fase delicata, e c’è il rischio di fare confusione».
Non si sbilancia nemmeno il responsabile del direttivo provinciale Fim Cisl Mascolo: «Certo è che proprio il mese scorso abbiamo assistito a un caso analogo di licenziamento di un sorvegliante alla Sato, sempre gruppo Fiat, a Foggia. Mi meraviglio come non ci si sia adoperati per evitare episodi analoghi».

«Sono fuori Termoli, ho appreso della notizia da Primonumero» rivela Michele Di Biase, Fiom Cgil «Non ho ancora tutti gli strumenti per giudicare, ma mi risulta difficile pensare che il lavoratore in questione abbia usato i permessi sindacali per scopi diversi da quelli previsti dalla legge che regolamenta la materia». Di Biase però, sintetizzando le paure di centinaia di dipendenti metalmeccanici, una cosa la dice: «Credo che Fiat stia strumentalizzando la crisi, c’è il rischio che rompa equilibri costruiti a fatica in quaranta o cinquant’anni di storia». Azzarda anche una valutazione sulla presunta violazione della privacy che starebbe dietro al licenziamento di Galasso: «Sarebbe una cosa gravissima, eppure oggi accade sempre più spesso che alcune aziende facciano pedinare i propri dipendenti. Non bisogna arrivare a questo. Siamo pronti a combattere contro la violazione delle regole democratiche».
Il clima è all’insegna della confusione, e anche se nessuno lo dice chiaramente, serpeggia fra gli operai la paura di perdere il lavoro con maggiore facilità rispetto a quello che accadeva fino a ieri.

(Pubblicato il 08/09/2010)

www.slaicobas.it

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