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(3 Febbraio 2012) Enzo Apicella

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Alcune considerazioni sulla giornata di sciopero degli autoferrotranvieri del 15 dicembre 2003

Comunicato del coordinamento nazionale sindacati di base

(19 Dicembre 2003)

Sembra utile una riflessione su quanto accaduto nella giornata del 15 dicembre con lo sciopero degli autoferro.

Il primo dato che emerge è quello della scesa in campo di una categoria che da tempo è in sofferenza ma che ancora non aveva espresso appieno la propria conflittualità. Questa scesa in campo è dovuta principalmente ad alcuni fattori:

1. Una ex categoria forte, sia sul piano contrattuale che normativo, si trova ad essere collocata, al pari delle altre categorie, dentro un tunnel fatto di bassi salari, pesanti condizioni di lavoro, precarizzazione ed incertezza del proprio futuro legate alla privatizzazione del settore.

2. La politica dei redditi e la concertazione inaugurata nel ‘93 hanno pesantemente ridotto la capacità contrattuale della categoria, gli ottimi integrativi di una volta sono ormai un lontano ricordo e i contratti sono al palo e comunque le piattaforme dei confederali non soddisfano la categoria.

3. I numerosi scioperi a sostegno della vertenza del secondo biennio non hanno sortito effetti proprio perché ingabbiati nelle norme della 146/90 e questo ha creato esasperazione e voglia di riaffermare potere contrattuale anche fuori dalle regole.

4. Va rilevata un’inaspettata “comprensione” da parte dei cittadini anche a forme di lotta inusuali e penalizzanti. La questione della compressione pressoché totale del diritto di sciopero sta diventando questione che si discute nel Paese uscendo dagli ambiti ristretti degli addetti ai lavori; noi riteniamo che questo sia un elemento fondamentale che dobbiamo saper gestire.

L’altro dato è quello legato alla cautela dei commenti dei vari leader sindacali confederali che, di fronte alla crescita della spontaneità e della voglia di lottare hanno cercato di non inimicarsi definitivamente la categoria. Questo dato è significativo soprattutto in prospettiva del prossimo accordo (venerdì probabilmente chiuderanno il contratto) che non assicurerà che in minima parte quanto richiesto dalla categoria.

Tra l’altro va segnalato che il mantenimento dello sciopero del 15 dicembre da parte di CGIL CISL UIL, pur in presenza di nuovi appuntamenti di trattativa, è probabilmente dovuto alla necessità di “spompare” la categoria prima dell’accordo per cercare di ammorbidire le proteste sul bidone che si apprestano a firmare (gli scioperi oggi costano anche per categorie che li hanno sempre fatti!) i confederali sperano che i pochi spiccioli che verranno strappati siano considerati comunque un risarcimento delle lotte effettuate.

Si prospetta una chiusura “bidone”

ABBIAMO GIA’ DATO ORA CHIEDIAMO QUELLO CHE CI SPETTA: TUTTI I 106 EURO IN PAGA BASE SENZA NESSUNO SCONTO, NESSUNA UNA TANTUM, MA TUTTO L’ARRETRATO COMPRENSIVO NON SOLO DEI 106 EURO MOLTIPLICATI PER X 24 MESI, MA ANCHE DELLE MENSILITA’ QUALI TREDICESIMA, QUATTORDICESIMA, TFR, E LE CORRISPETTIVE QUOTE PREVIDENZIALI!

PRETENDIAMO UN REFERENDUM VINCOLANTE!

PREPARIAMOCI A CONTINUARE LA LOTTA IN OGNI MOMENTO CON IL SINDACALISMO DI BASE!


Italia 17 dicembre 2003

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