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Ferrovie. Mozione in Regione Lazio per reintegro del capotreno Giuliani

(9 Maggio 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.dirittidistorti.it

Una mozione a firma di Ivano Peduzzi (Fds), Luigi Nieri (Sel), Colagrossi Giovanni Loreto (Idv), Tonino D'Annibale (Pd) è stata presentata questa mattina in Regione Lazio per chiedere il reintegro del capotreno Sandro Giuliani, licenziato lo scorso 21 gennaio. «Il licenziamento del capotreno Sandro Giuliani da parte di Trenitalia è ingiustificato», così in una nota i consiglieri promotori della mozione che impegna il presidente della giunta regionale a chiedere all'Azienda Trenitalia l'immediato reintegro del lavoratore licenziato.

«Nonostante dalla lettera di licenziamento non si evinca quale sia il motivo che abbia prodotto tale decisione - si legge nella mozione - e nonostante nella missiva non sia specificata la violazione dei punti del Contratto collettivo nazionale del lavoro delle Attività Ferroviarie, che giustificano il licenziamento per giusta causa, a Sandro Giuliani vengono addebitati presunti comportamenti che violano gli articoli riguardanti, fra l'altro, la procedura per la chiusura delle porte e la postazione del capotreno sui treni composti da mezzi leggeri e condotti da un solo macchinista.

Considerato che la violazione contestatagli è riferita ai treni non affidati al capotreno (inesistenti per il servizio viaggiatori) e che il lavoratore ha sempre operato nel rispetto delle norme ferroviarie nazionali e del Decreto legislativo in materia di sicurezza sul lavoro, anche al fine di evitare »una delle principali cause di rischio« segnalata dalla stessa Trenitalia, mettendo al corrente l'azienda del suo operato senza che ciò producesse alcun intervento da parte della stessa; tenuto conto che ad oggi il Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori non ha ricevuto un'indicazione aziendale in merito alla procedura da adottare per evitare tale rischio nonostante le sollecitazioni e che una lettera del Segretario Nazionale del sindacato Fast Ferrovie afferma che il lavoratore è stato licenziato “perché applicava il regolamento”; riteniamo che la stessa Azienda abbia adottato un comportamento palesemente discriminatorio nei confronti del capotreno.

Per di più - conclude la mozione - tale lavoratore, con 29 anni di esperienza, era una valida risorsa per il buon espletamento di un servizio dove si verificano spesso contestazioni da parte dell'utenza. Va infine sottolineato che tali procedure sono sempre state adottate, come testimoniano le centinaia di firme apposte da capitreno e macchinisti e che, quindi, non c'è motivo per il licenziamento».

9-5-11

DirittiDistorti

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