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“napolitano te la consegnamo noi la laurea”: scontri e cariche a bologna

(30 Gennaio 2012)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.radiocittaperta.it

“napolitano te la consegnamo noi la laurea”: scontri e cariche a bologna

foto: www.radiocittaperta.it

A ROMA IL COMITATO NO DEBITO SARA’ IN PIAZZA NEL POMERIGGIO DAVANTI ALLA COMMISSIONE EUROPEA

30/1/2012 -
Due presidi di protesta hanno accolto oggi il Presidente Napolitano a Bologna, in occasione del conferimento della laurea ad honorem in “Relazioni Internazionali”. In una città blindata dalle forze dell’ordine che anche in questo caso non hanno mancato di proteggere una zona rossa chiusa al “paese reale”, studenti universitari e attivisti sociali hanno contestato le scelte del Presidente della Repubblica a sostegno delle misure antisociali e della vulnerazione costituzionale rappresentate dal governo Monti. Attorno alle 11,50 il corteo degli studenti e del Comitato No Debito di Bologna è arrivato allo scontro con la polizia all'altezza di via de’ Poeti, dove i manifestanti, nel tentativo di forzare il cordone della polizia, sono stati caricati: diversi i contusi, tra cui anche un giornalista di Repubblica.

Lo striscione d’apertura del corteo degli studenti recitava «Profumo d'austerity, Napolitano te le consegniamo noi la laurea», ed era sorretto dai manifestanti che portavano scudi di cartone a forma di pergamena di laurea. In precedenza il corteo era stato bloccato in via Guerrazzi, all'incrocio con Santo Stefano, e dopo la lettura di un comunicato era tornato indietro al grido di «Ora diventeremo ingovernabili». Gli studenti hanno poi imboccato strada Maggiore in direzione centro, per poi entrare nel Quadrilatero. “La venuta del “reggente Giorgio” a Bologna non ci è gradita” si affermava nel volantino distribuito dagli attivisti del Comitato No Debito, che aggiungeva “la retorica sull’unità nazionale e sulla necessità che tutti stringano la cinghia non può che risultare indigesta alle migliaia di lavoratori, disoccupati, studenti, pensionati che dell’ultimo anno trascorso non avranno che un ricordo: non certo quello dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità di’Italia, ma semmai quello di una crisi globale che sembra abolire ogni prospettiva per un futuro diverso da quello, all’insegna dell’austerità e dei sacrifici, che ci promette il nuovo governo. [...] Scendiamo in piazza per ricordare al Presidente che la democrazia non vive di retorica e di incontri ottocenteschi tra baroni e inservienti, ma cresce e si rafforza nella quotidiana battaglia in difesa dei diritti e del futuro di chi viene sistematicamente escluso. Negli ultimi mesi il debito da sovrano si è fatto dittatore. Un grande movimento popolare e democratico gli si oppone, e lancia una campagna di mobilitazione per creare le basi di una società diversa”.

Nel pomeriggio il Comitato No Debito scenderà in piazza anche a Roma, nel giorno del summit dei leader dell’Unione Europea a Bruxelles, in un Belgio tra l’altro paralizzato dal primo sciopero generale in oltre 18 anni. Anche i belgi protestano infatti contro le misure antipopolari decise dal governo di Elio Di Rupo: i lavoratori delle ferrovie hanno incrociato le braccia già ieri sera, molte scuole ed uffici pubblici sono chiusi, garantiti solo i servizi essenziali negli ospedali, ferma la circolazione di bus e metro e chiuso l'aeroporto di Charleroi. Disagi, con l'annullamento di alcuni voli, anche all'aeroporto di Bruxelles. Per protestare contro il nuovo Trattato economico che imporrà nuove politiche antipopolari di taglio dei salari, delle pensioni, dei servizi pubblici, a Roma il Comitato No Debito scenderà in piazza con un sit in alle ore 16 davanti alla sede della Commissione Europea in Via IV Novembre al grido di “Noi vogliamo decidere, non i governi”. Il Comitato No debito di Roma proseguirà anche questo pomeriggio la raccolta delle firme per i referendum popolari sul nuovo Trattato europeo e sulle modifiche dell’articolo 81.

Radio Città Aperta - Roma

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