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63° anniversario

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(15 Maggio 2011) Enzo Apicella
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(Palestina occupata)

L’occupazione demolisce 18 case nel Negev

(17 Maggio 2013)

An-Nasira (Nazareth) – InfoPal. Giovedì 16 maggio, le ruspe delle autorità di occupazione, accompagnate da un grande dispiegamento di forze di polizia e unità speciali, hanno demolito 18 case nel villaggio di Atir, nel Negev, (sud dei territori del’48). Decine di camion hanno trasportato i detriti e le macerie delle abitazioni abbattute mentre il membro arabo del Knesset, Talab Abu Arar, ha reso noto che le case demolite appartengono alla tribù di Abu al-Qai’an.

Abu Arar ha rivelato che circa 500 poliziotti delle unità speciali hanno assalito gli accampamenti della tribù, proteggendo le ruspe che hanno abbattuto le case. Ha aggiunto che le forze israeliane hanno stretto un cordone di sicurezza intorno agli edifici, impedendo agli abitanti di avvicinarsi.

Il membro arabo del Knesset ha ritenuto che Israele “sta replicando lo stesso approccio che applicò con gli arabi durante la Nakba, lasciando i palestinesi senza dimora e senza soluzioni”. Ha aggiunto che “ciò avrà un impatto negativo su Israele”, avvertendo che “il peggioramento delle condizioni nel Negev porterà allo scoppio di un’intifada, perché la pressione genera l’esplosione”.

Abu Arar ha osservato che l’ultima operazione israeliana ha lasciato una quarantina di persone senzatetto, donne e bambini compresi, aggiungendo che le persone in questione, tra cui due bambini disabili, ora dormiranno per terra, sotto al cielo aperto. Ha riferito che gli israeliani hanno anche distrutto due stalle per pecore, appartenenti alla stessa tribù, e sradicato circa 600 alberi di ulivo, i cui resti sono stati trasportati via.

Dal canto suo, lo Shaykh Osama al-’Uqabi, responsabile del Movimento islamico nel Negev, ha definito la mossa israeliana “un crimine contro l’umanità .. Ciò che ha subito la famiglia di Abu al-Qai’an è un’altra testimonianza della sofferenza che gli israeliani infliggono al nostro popolo indifeso nel Negev”.

Infine, al-’Uqabi ha dichiarato: “Noi continueremo a sostenere il nostro popolo e rafforzare la sua fermezza di fronte alle ingiustizie subite giorno e notte. Ma siamo certi che alla fine, i nostri diritti trionferanno contro le oppressioni. Dunque non abbiamo un’altra scelta se non quella di rimanere e resistere”.

InfoPal

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