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Primavera

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(8 Febbraio 2011) Enzo Apicella
4 bambini Rom muoiono nell'incendio della loro roulotte causato forse da una stufetta

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L'Impero Bianco

(8 Marzo 2015)

Ieri il presidente Usa Obama si è recato a Selma per ricordare sullo storico ponte di Martin Luter King la prima manifestazione collettiva dei neri d'America contro la segregazione e per la parità dei diritti. Si è lamentato del fatto che nonostante sia passato mezzo secolo la questione dei diritti dei neri non solo è sempre aperta ma continua a sanguinare. Almeno due-tre volte l'anno un branco di assassini in divisa si avventa su un nero isolato e lo crivella di piombo inventandosi inverosimili accuse verso la vittima che non può più difendersi. Ho fatto caso che nei casi di omicidi di afroamericani non è mai un solo poliziotto a partecipare all'impresa ma si tratta sempre di un branco. Segno per me questo di premeditazione e di programmazione del delitto. Sono convinto che gli omicidi dei neri facciamo parte di un programma di controllo violento della popolazione afroamericana e che siano distribuiti tra i vari States.Questi omicidi non cesseranno perchè sono un pezzo del potere che la grande borghesia delle multinazionali esercita sulla popolazione di una nazione di trecentomilioni di abitanti che non è nazione e mai lo sarà fino a quando non ci sarà una rivoluzione radicale che cambi i rapporti tra le classi sociali. I quattro milioni di carcerati USA sono quasi tutti neri e questo non è certo indice di una maggiore propensione a delinquere antropologicamente connessa al colore della pelle quanto di una repressione organizzata che trasforma in reato anche il semplice attraversamento di una strada.
La leggenda americana nasconde accuratamente il genocidio dei pellirossa e racconta la guerra di indipendenza durata quattro anni dal 1860 al 1964 come guerra per l'abolizione della schiavitù e per la creazione di una America di uomini liberi. In effetti le cose non sono state come ci vengono raccontate. La guerra è stata crudelissima ed ha prodotto un nuovo rapporto tra gli States dell'Unione ma non ha cambiato molto la situazione degli afroamericani. E' vero che un nero a New York ha meno difficoltà a trovare un posto in cui urinare di un nero della Alabama. E' vero che nel Nord non ci sono stati i riti stragisti del KKK con croce in fiamme e cappuccio bianco. Ma la condizione generale dei neri non è cambiata sostanzialmente a nche se dentro le comunità afro si sono aperte delle finestre da una delle quali è uscito il Presidente Obama. Azzardo a dire che c'erano schiavi per i quali la libertà dal collare non ha migllorato la loro condizioni e si sono trovati nella necessità di cercarsi un pezzo di pane spesso senza trovarlo.

Il razzismo imperiale

Fate un esame anche superficiale di tutte le guerre e sono proprio tante fatte dagli USA dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. La seconda guerra mondiale è stata l'ultima guerra nella quale i soldati americani hanno combattuto con soldati di pelle bianca come la loro: i tedeschi ed i loro alleati. Dopo di allora tutte le guerre a cominciare da quella di Corea per finire alle otto o dieci in corso oggi nel mondo dallo Iraq all'Afghanistan alla Siria alla Libia allo Yemen sono state tutte guerre contro popolazioni di colore diverso da quello dei bianchi d'America.
C'è certamente una connessione tra l'aggressione alle popolazioni musulmane di colore olivastro o nero e gli omicidi di neri che si susseguono in america. La cultura generale del Paese è che bisogna combattere il terrorismo e questo viene identificato negli islamici dei quali nessuno è di colore bianco. In questa cultura generale del paese alimentata da un sistema massmediatico pervasivo ed impregnato dal pensiero unico liberista travano ricetto gli omicidi dei poliziotti e le condanne a morte dei tribunali che non rivedono un processo e non liberano un nero dalla orrenda morte di Stato neppure se le prove a suo favore sono schiaccianti.
Non è possibile immaginare una America giusta con tutti i suoi cittadini a cominciare dai neri senza un cambiamento radicale della sua politica mondiale. Uccidere come hanno fatto gli USA da dieci a venti milioni di cittadini islamici in un'area che è un quinto del pianeta è il contesto nel quale il poliziotto di Ferguson ritiene di non pensarci due volte prima di premere il grilletto ed uccidere.

Pietro Ancona

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