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Alitalia: revocati diritti sindacali al Sult

(11 Agosto 2005)

Alitalia ha approfittato del periodo di vacanze, quando per i lavoratori è quasi impossibile mettere in piedi delle proteste.

Giovedì 4 agosto, una lettera a firma del presidente e amministratore delegato Giancarlo Cimoli è stata recapitata ai sindacalisti del Sult e dell'Avia - organizzazioni che da sole, nel settore degli assitenti di volo, raggiungono il 60% degli iscritti - con una notizia-choc: per noi non esistete più, il vostro ruolo di rappresentanza è revocato.

Con la stessa efficienza, i capi del personale delle diverse sedi hanno subito smontato le bacheche di organizzazione, mentre ai delegati veniva indirizzata una missiva con la cancellazione dei permessi sindacali.

Questo perchè lo scorso 25 febbraio, Alitalia ha siglato con alcuni sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpav) l'accordo applicativo del contratto firmato il 18 settembre 2004.

Sult e Avia, mentre avevano sottoscritto l'intesa dell'autunno dello scorso anno, sono state contrarie a quella di febbraio, e non l'hanno siglata.

L'azienda si è dunque appellata alla normativa che individua come rappresentative solo le organizzazioni firmatarie di contratti, e in base a questa ha tolto loro i diritti sindacali.

Il Sult ritiene violati i diritti costituzionali, con una decisione di una gravità inaudita, togliendo i diritti sindacali a organizzazioni che da sole rappresentano la maggioranza, e che oltretutto sono firmatarie del contratto, quello del 18 settembre appunto.

Il Sult aveva siglato il contratto di settembre, che presupponeva degli incontri a breve per gli accordi applicativi.

Ma Cimoli avrebbe rinviato all'infinito, firmando poi con le sole organizzazioni di minoranza un'intesa che, nei contenuti, non soddisfa Sult e Avia: "Abbiamo accettato i sacrifici, l'azienda sta subendo una difficile fase di transizione, ma l'applicazione del contratto a nostro parere non restituisce in termini di riposi e di tutele normative i forti sacrifici che i lavoratori sono chiamati a sopportare sul piano della produttività", spiega Tomaselli del Sult.

Il Sult annuncia battaglia. Teoricamente, fino al 5 settembre, vige il cosiddetto periodo di franchigia, fissato dalla Commissione di garanzia a tutela delle vacanze.

Ma l'organizzazione non esclude di agire lo stesso, perché vengono violati diritti costituzionali, e in questi casi la stessa legge 246, al comma 7 - articolo 2, prevede che si possa applicare la moratoria di franchigia in modo diverso.

Subito assemblee con i lavoratori e volantinaggi alla clientela, steward e hostess dovrebbero sfoggiare già dai prossimi giorni delle speciali coccarde che segnalano lo stato di agitazione.

E, alla fine, si arriverà probabilmente allo sciopero.

Il Manifesto (9 agosto) www.ilmanifesto.it

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