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Ventiquattro ore senza di noi

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(1 Marzo 2010) Enzo Apicella
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(L'unico straniero è il capitalismo)

Sulla manifestazione nazionale del 27 ottobre

(29 Ottobre 2018)

manifestazione si cobas 27 ottobre

Immagine ripresa dalla pagina fb Si Cobas Lavoratori Autorganizzati

Sabato 27 ottobre si è tenuta la manifestazione nazionale indetta dal SI Cobas contro le politiche antioperaie e reazionarie del governo Salvini-Di Maio. Essa è stata preceduta dallo sciopero generale proclamato da diversi sindacati conflittuali per il giorno precedente, che ha visto significative adesioni nei magazzini e nei trasporti.

Alla manifestazione - che fra i suoi obiettivi si poneva la costruzione di un fronte unico anticapitalista - hanno partecipato operai della logistica, in netta maggioranza immigrati, lavoratori di altri settori, disoccupati, il movimento dei senza casa, studenti proletari. Circa quindicimila i partecipanti, che hanno rotto con il clima di attesa passiva e con la loro unità di sfruttati di tutti i paesi hanno puntato al cuore della politica governativa: il razzismo istituzionale che serve a dividere la classe lavoratrice a beneficio dell’aumento dello sfruttamento capitalistico.

E’ stata una manifestazione ben preparata e ben riuscita, con adesioni significative, politicamente viva e con contenuti schiettamente di classe e internazionalisti, che si collega a quella del 24 febbraio scorso, ma con un livello di partecipazione maggiore. A dimostrazione che i sindacati che praticano una linea di lotta e unità possono solo rafforzarsi e crescere.

Le invettive lanciate contro Salvini e Di Maio hanno dimostrato che i settori più combattivi del proletariato hanno ben compreso la natura di classe e la funzione del governo “social-populista”, smascherando la demagogia degli imbroglioni a cinque stelle e leghisti.

Il processo di organizzazione e di lotta del settore della logistica, che si sviluppa in un settore caratterizzato da contratti da fame, precariato, dispersione dei lavoratori, attacchi feroci dei padroni e dei crumiri, ha oggi un’importanza ancora maggiore.

La sindacalizzazione degli operai, soprattutto immigrati, per difendere i loro diritti e affermare la loro unità e organizzazione per la lotta, è un elemento che si scontra direttamente con i progetti della classe dominante che vuole mettere sempre più in concorrenza e contrapposizione i proletari nativi e immigrati, così come si scontra con le politiche opportuniste e collaborazioniste di tutti i tipi.

Va evidenziato un aspetto della manifestazione: come è stato sottolineato nel comizio conclusivo, essa ha segnato il passaggio dalla lotta contro i proprietari delle singole aziende, alla lotta politica contro lo Stato dei padroni e il loro governo che ha emanato il “Decreto sicurezza”, dietro pressione dell’associazione dei padroni della logistica, per colpire le lotte dei facchini (l’infame decreto, peggiorando una legge anticomunista voluta da De Gasperi e Scelba nel 1948, estende ai blocchi stradali la reclusione da uno a sei anni e prevede l’espulsione in caso di condanna di lavoratori stranieri).

Contro le teorie che sostengono la sua graduale sparizione o sostituzione dalle imprese multinazionali o dagli organismi sovranazionali, lo Stato borghese continua ad essere lo strumento del capitale per la difesa degli interessi degli sfruttatori, il controllo e la repressone della classe sfruttata.

Di qui la necessità di manifestazioni come quella del 27 ottobre, della lotta unitaria dei lavoratori e delle loro avanguardie contro le strutture statali di cui i capitalisti si avvalgono per imporre il loro dominio.

Senza dubbio la lotta contro il “Decreto sicurezza” andrà intensificata nelle prossime settimane, sviluppando la più ampia unità di azione con tutti i lavoratori e i delegati sindacali che vogliono lottare contro la politica antioperaia del governo Salvini-Di Maio e l’attacco al diritto di sciopero e di manifestazione. Richiamiamo proprio quest’ultimo diritto per unirci alla denuncia del foglio di via che ha impedito ai 5 operai licenziati politici FCA di partecipare al corteo: una misura fascista voluta dal governo “del cambiamento” contro la lotta proletaria!

Non solo l'unione dei proletari di un singolo settore, ma l'azione comune di tutta la classe degli operai è assolutamente indispensabile per respingere le misure antioperaie e non lasciarsi schiacciare in nome del massimo profitto, per avanzare nella lotta per la completa emancipazione dei lavoratori da qualsiasi sfruttamento.

28 ottobre 2018

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

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