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Ventiquattro ore senza di noi

Ventiquattro ore senza di noi

(1 Marzo 2010) Enzo Apicella
Sciopero generale dei lavoratori migranti

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L'UNICA LOTTA POSSIBILE

(8 Dicembre 2018)

comitato immigrati in italia

Prima di tutto voglio precisare che la maggioranza degli immigrati presenti sul territorio italiano sono LAVORATORI.

La maggior parte di questi lavoratori non sono braccianti, non hanno un permesso di soggiorno per motivi umanitari o asilo politico o altri tipi di protezione, non vivono nei centri di accoglienza e pertanto si sa molto poco delle loro condizioni di vita.

Attualmente nelle scuole e università italiane ci sono circa 830000 studenti stranieri e più della metà sono nati in Italia. Questi cittadini "non italiani" dovranno aspettare di compiere la maggiore età per richiedere l'ottenimento della cittadinanza italiana o sperare che nel frattempo venga concessa ai loro genitori.

I lavoratori immigrati svolgono per la maggior parte lavoro di assistenza domiciliare, lavoro domestico, lavoro operaio, lavoro nel settore dei servizi e lavoro autonomo.

Pensate alle migliaia e migliaia di negozi affittati ai commercianti immigrati. Questi negozi sarebbero rimasti vuoti, senza l'attività imprenditoriale immigrata, e i loro proprietari non avrebbero avuto un'entrata economica sicura ogni mese che magari rappresenta un importante fonte di sostentamento.

Pensate inoltre alle centinaia di migliaia di appartamenti affittati ai cittadini stranieri e alle loro famiglie. Anche in questo caso avremmo avuto un cimitero di case vuote e non avremmo avuto consumi di energia, gas, e un'altra infinità di beni o servizi acquistati da famiglie straniere.

Pensate infine all'attuale situazione demografica italiana. Siamo il SECONDO PAESE PIU' VECCHIO DEL MONDO con 168,7 anziani ogni 100 giovani e secondo dati ISTAT all'Italia serviranno da qui al 2065 circa 18 milioni di immigrati per poter mantenere inalterato il livello della popolazione.

Tutti questi numeri e dati servono a far capire che l'Italia, e anche il resto dell'Europa, ha seriamente bisogno di lavoratori immigrati. L'unico inconveniente però, è che li vuole senza diritti. Vuole che arrivino dalla finestra (facendo finta di non vederli) ma non dalla porta. Vuole che facciano figli ma non vuole riconoscerli come cittadini italiani. Vuole che partecipino al mantenimento dei servizi pubblici ma non gli permette di votare alle elezioni amministrative. Vuole che paghino i contributi previdenziali ma non è disposta a firmare accordi bilaterali con i paesi d'origine. Vuole che lascino i loro migliori anni lavorando ore e ore, contribuendo con il loro sforzo quotidiano alla generazione del PIL ITALIANO, per poi negargli l'unico diritto, che li ripagherebbe del loro contributo, e cioè la CITTADINANZA ITALIANA.

Noi immigrati, e soprattutto i nostri figli, abbiamo bisogno di parità di trattamento. Abbiamo bisogno di poter partecipare alla vita politica di questo paese per il semplice fatto che vi contribuiamo economicamente col nostro lavoro e con il nostro vivere quotidiano.

Non abbiamo bisogno di accoglienza perché siamo lavoratori e pertanto costretti a vendere ogni giorno la nostra forza lavoro per poter garantire una vita dignitosa alle nostre famiglie.
Abbiamo però bisogno di presentarci sul mercato del lavoro al pari dei nostri "concorrenti " italiani. E finché non saremo in grado di organizzarci per pretendere UNA VERA PARITA' DI TRATTAMENTO , QUINDI UGUALI DIRITTI PER TUTTI A COMINCIARE DALLO IUS SOLI, qualsiasi nostra lotta o rivendicazione rimarrà soltanto l'ennesima sconfitta di tutti i lavoratori.

P.s. soltanto costruendo una vera unità tra lavoratori, IMMIGRATI e ITALIANI, sarà possibile trovare un'unica piattaforma di lotta contro i monopoli e le politiche neoliberali, senza che ci tocchi aspettare lo scoppio di qualche guerra (ultima opzione per il sistema capitalista di risolvere le sue crisi) in cui ci tocchi fare da carne da cannone!!!

Zaria Galiano - Comitato Immigrati in Italia

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