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Marino/S. Maria delle Mole. A BiblioPop contro la violenza sulle donne e a sostegno del popolo cileno

Il 25 novembre non solo come ricorrenza. E, soprattutto, come momento internazionale.

(3 Dicembre 2019)

Sabato 30, a S. Maria delle Mole, presso BiblioPop, un appuntamento coronato da successo di partecipazione, che ha visto coniugare un evento contro la violenza sulle donne con il sostegno alle manifestazioni di giustizia sociale in corso in Cile.

bibliopop

Migliaia di iniziative in Italia che, ruotando attorno al 25 novembre (giornata internazionale contro la violenza sulle donne), hanno visto una moltitudine di coinvolgimenti di milioni di persone. Marino ha fatto la sua piccola parte. Certo ricordando che, non si esaurisce col 25 novembre, o, nel nostro caso comunale, con le numerose iniziative prima e dopo di questa data. Ma sabato 30, a BiblioPop c’è stato un accento particolare. Infatti, nella ex chiesetta di S. Maria delle Mole, l’associazione Acab e il circolo ANAIC Italia/Cuba “Gino Done’”, grazie alle artiste Liliana Garcia Sosa e Maria Cristina Moglia, hanno proposto al pubblico accorso una intervista a Liliana Sosa contro la violenza sulle donne e specificatamente (prendendo spunto da una tragica storia vera) contro la violenza che in queste settimane viene perpetrata in Cile. Le parole iniziali dell’assessore Barbara Cerro – che con la presenza in sala anche del consigliere comunale Franca Silvani hanno mostrato la presenza istituzionale - che ha motivato l’iniziativa voluta dal Comune e concordata con Acab e Italia Cuba, sono state il giusto timbro per una pluralità di intenti a cui gli intervenuti non solo hanno assistito, ma hanno anche partecipato con proprie valutazioni e domande. La performance ha avuto tre momenti: Una spiegazione iniziale di tutta l’iniziativa, dell’opera a cui ci si riferisce per una parziale rappresentazione di monologhi e dialoghi (Operazione Condor: il volo di Laura). Un successivo momento di video proiezione di filmati originali autoprodotti con un apposito collage, assemblate sapientemente dalla regia di Giorgia Galli. Per finire con un terzo momento di vera e propria intervista sempre a cura della dirigente del circolo Italia Cuba. Maria Cristina Moglia e Liliana Garcia Sosa, per la veridicità del testo, per la maestria interpretativa dovuta anche alle voci eccezionali regalate alla platea, hanno creato autentico pathos, sfociato in commozione e pianto da parte di molti dei presenti. Oltre a questo, naturalmente, come dal contributo, dal pubblico un intervenuto ha sottolineato la denuncia dei misfatti, così come l’incredibile - e parimenti condannata dagli intervenuti in sala – presa di posizione blanda del Governo Italiano che “giustifica” quanto sta accadendo. Soprattutto in relazione alla vera e propria strage degli apparati della vista (con proiettili di gomma sparati negli occhi dei manifestanti) che la polizia sta attuando contro il movimento di lotta sociale che è esploso in tutto il Cile. Per non dire delle ragazze denudate in pubblico, oppure fatte sparire, spesso violentate. Da cui un ulteriore video che si è potuto vedere di denuncia collettiva messo in atto da artiste e donne dei collettivi che su una canzone propria delle forze di polizia che canta della “protezione” da abusi che i poliziotti fanno a salvaguardia delle donne; appunto, questo canto con ballo in piazza delle donne, rivolge contro i poliziotti stessi, proprio la loro canzone denunciando che sono loro che attuano violenza e fanno abusi. Al termine della serata di impegno e lotta, non c’è stato un semplice andar via come quando si assiste ad uno “spettacolo”. Al contrario, molti cittadini, molte donne, sono rimaste a scambiare opinioni e dialogare con le due artiste. In precedenza, visto il pomeriggio clemente meteorologicamente parlando, il presidente di Acab Sergio Santinelli e il segretario del PCI Stefano Enderle, nel parco Maura Carrozza di BiblioPop, hanno ridipinto, ravvivandola, la panchina rossa, che già negli anni precedenti era stata posta a monito della violenza contro le donne.

Inviato da Maurizio Aversa

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