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NIDI MODENA: RINNOVARE PRIVATIZZANDO?

(12 Maggio 2020)

simbolo potere al popolo

Non è da oggi che definiamo il Partito Democratico l'organizzazione politica di governo che meglio della destra interpreta i pensiero neoliberista. E l'ulteriore privatizzazione di altri due nidi, non solo ne rappresenta la conferma ma la continuità di un percorso smantellatore dello Stato Sociale attuato da anni in questa città, regione, nazione. Una privatizzazione attuata per ragione di bilancio e quindi di mercato che nulla ha a che fare con il rilancio di un nuovo modello educativo.

Non riusciamo a comprendere come sia possibile assistere al solito teatrino del “rinnovo educativo” dei servizi, senza il privatizzare. Il che significa, riduzione delle retribuzioni e dei diritti del personale, a discapito della qualità del servizio. I cittadini, è bene ricordarlo, non sono costi ne numeri, ma persone con vite e diritti sociali.

Qui non si tratta solo di consegnare ulteriori due nidi ad una Fondazione come “Cresciamo” che controlla già 10 scuole d'infanzia modenesi più altre 30 circa private convenzionate, ma denunciare un azione politica chiara che, se da una parte firma accordi di collaborazione e confronto con le organizzazioni sociali e sindacali, unilateralmente mira ad attuare lo smembramento degli enti locali, abdicando al ruolo politico svolto verso la tutela dei suoi cittadini.

Condividiamo l’idea che si guardi al futuro perché oggi ci troviamo difronte a una società molto più complessa che in passato, ma non è possibile lasciare al profitto l'arbitrio delle decisioni politiche. Pegno il soccombere della nostra umanità e futura stabilità socio culturale.

Noi, al contrario, dobbiamo rilanciare un sistema di Welfare adeguato ai bisogni dei cittadini a partire dalle eccellenza riconosciute anche a livello internazionale, dei nostri nidi e scuole dell’infanzia. Con questa nuova privatizzazione, invece, si procederà ad un ulteriore e progressivo decadimento dei servizi pubblici e spingerà ancor più le famiglie e gli insegnati, da troppo tempo mal retribuiti, a rivolgersi principalmente ai servizi privati a “pagamento”. Provocando un ulteriore divisione sociale che sin a partire dalla scuola d'infanzia agisce ed agirà ulteriormente, solo in ragione del dominio del più forte o del più ricco sul resto dei meno agiati. Una pericolosa divisione sociale che noi abbiamo il dovere di prevenire e contrastare.

Se si vuole davvero rilanciare una nuova politica educativa, lo si faccia a partire con il confronto con chi da anni ha operato in questo settore e la si smetta di vederli solo come insegnanti che non si vogliono adeguare a flessibilità di orario e/o nel metodo educativo. La scuola pubblica è da sempre una buona scuola ed è denigrante vedere in prima linea come principali accusatori, quelle classi politiche e dirigenziali che hanno operato solo tagliando fondi e formazione. Abdicando oltremodo al ruolo politico d'indirizzo, oggi ridotto solo al “non gestire” e all'erogazione di finanziamenti verso i privati.

Potere al Popolo Modena

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