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CRA e RSA: LE MORTI INUTILI E I CONTAGIATI DIMENTICATI

(24 Novembre 2020)

Potere al Popolo, martedì 24 novembre alle ore 18.00, sarà al presidio in piazza Grande a Modena.

simbolo potere al popolo

Pur riconoscendo l'importanza del confronto costruttivo sul tema dell’assistenza agli anziani, malati psichici e disabili, proposto al Comitato regionale familiari e operatori “Libro Verde” il 25/11 in Regione ER e concordi nel gesto simbolico di accendere una candela in ricordo delle vittime della pandemia nelle CRA e RSA, non possiamo esimerci dal dovere ricordare ciò che non è stato fatto per evitare tanto dolore e abbandono. Una superficialità delle istituzioni sanitarie delle CRA e RSA che sin dalla prima fase della pandemia non ha tenuto conto del pericolo per i loro accuditi. E ancor più grave, nulla ha fatto realmente per impedire che quelle morti, fossero d'insegnamento affinché nessun altro, compreso il personale sanitario, potesse essere contaminato e a volte ucciso dal virus.

Il ritardo e quindi la superficialità con sui si è affrontato questa nuova fase espansiva del virus non è giustificabile solo con la convocazione di un “Tavolo Permanente”, richiesto e accettato dalla Vice Presidente Elly Schelin e l’Assessore alla Sanità Raffaele Donini ma affonda le sue radici da oltre un trentennio di smantellamento della Sanità pubblica che ha evidenziato tutti i suoi limiti a cui oggi si è costretti a riparare.

Anche perché, difronte ad una situazione in cui il contagio tra ospiti e personale delle strutture per anziani è in costante peggioramento, non è più rinviabile il potenziamento di un Presidio Sanitario Ausiliario completo di personale Medico-Sanitario e un sistema di controllo e separazione del pericolo contagio che tenga in considerazione della necessità per i pazienti e i familiari di poter comunicare con i propri cari. Va superata la sensazione di abbandono e solitudine che gli anziani vivono attualmente e i mezzi tecnici e tecnologici oggi lo permettono, basta avere la volontà politica d'investire e in tempi brevi in tal senso.

E' facile rivendicare “Autonomia differenziata” come spot elettorale o rivendicazione nei confronti dello Stato Centrale ma, in realtà la Sanità Pubblica è amministrata autonomamente dalle Regioni da molti anni e non sembra sia stata gestita sino ad oggi al meglio.

Il rispetto per i ricoverati, i lavoratori e i familiari di entrambi deve passare, come giustamente proposto dal Comitato regionale familiari “Libro Verde”, attraverso l'istituzione di “Organismi di Rappresentanza” dei Familiari degli Ospiti delle CRA, ma anche dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria. E senza alcuna distinzione di sigle operative. E' necessario costruire un ruolo d'interfaccia serio che miri a risolvere il problema e non a dimostrare e proteggere che la nostra regione appaia meglio di quelle amministrate dal Centro Destra.

Perchè è inaccettabile che in questa regione non si sia per nulla discusso sulla gestione dei centri residenziali per disabili sia pubblici che privati accreditati o gestiti da cooperative.

Troppe sono le domande a cui questa Giunta Regionale non ha mai risposto:

Quale è il rapporto contrattuale dei suoi dipendenti? Quale il volume d'ore riparametrato tra gli operatori, oss , infermieri, medici, fisioterapisti, animatori, addetti alle pulizie? E quale il numero di accuditi pro capite considerato affidabile? Qual'è il livello sicurezza rispettato ed è stata garantito per entrambi?

In che modo e da chi è stato sostituito il personale sanitario che si è contagiato? E come è stato a sua volta assistito, non solo medicalmente ma anche economicamente?

Non può esistere un servizio sanitario efficiente senza la stabilizzazione degli operatori interinali che svolgono da anni e con impegno, il loro lavoro. Devono essere assunti direttamente dall'Azienda perché migliori sono le condizioni di lavoro, anche contrattuale, maggiore sarà la qualità ed efficienza. Un efficienza che potrà tradursi, se attuata, anche ad un beneficio indiretto sulle attuali strutture ospedaliere e diretto sulla qualità di vita dell’anziano.

La verità è che la carenza del personale sia medico che infermieristico, oltre a non fornire un'assistenza adeguata agli ospiti, alza e i numeri lo dimostrano, il rischio contagio e la sconfitta del virus anche fuori dalle strutture sanitarie stesse. Per questo il Servizio Sanitario Nazionale non può e non deve sottrarsi al potenziamento di questi importanti servizi alla persona. Lo dobbiamo a noi stessi ma anche a soprattutto a quelle persone, lavoratori e accuditi, che sono parte attiva di questa società e di questo paese.

Potere al Popolo Modena

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