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(28 Febbraio 2012) Enzo Apicella

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Le mani sulla Valsusa

(9 Dicembre 2005)

Parlano del TAV come di un’opera necessaria: unirà Lisbona a Kiev, ridurrà di oltre 2 ore il viaggio da Torino a Lione, snellirà il traffico su ruota. Mentono.

La nuova linea ferroviaria è perfettamente inutile e non risponde a bisogni reali. I calcoli del traffico di merci tra Italia e Francia sono sovrastimati e irrealistici, un potenziamento della linea è già in corso e nessuna promessa tecnica potrà essere mantenuta.

Il vero affare è il tunnel. L’opera costerà, nei vent’anni previsti per la sua realizzazione, oltre 20 miliardi di euro. L’equivalente di quattro ponti sullo Stretto, molto più del ben più lungo Gottardo. Soldi pubblici. Soldi di tutti, che il governo stanzia (per il 63% del totale) con una facilità sconcertante. Soldi che finiranno principalmente a due ditte. La prima è la Rocksoil, di proprietà della famiglia del ministro Lunardi. La seconda è la Cmc, cooperativa “di sinistra”. E’ evidente: il grande affare è bipartisan. Per questo il centrosinistra non muove un dito.

Per gli interessi di questi speculatori l’intera valle sarà sottoposta ad altissimo rischio cancro.
I detriti della montagna perforata finiranno nella più grande cava d’amianto d’Europa, a Balangero. Detriti radioattivi, giacché il cuore dei monti contiene uranio. Gli abitanti delle valli hanno già assistito al raddoppio della ferrovia, alla crescita dell’autostrada ricavata nel letto della Dora (e per la quale attendono ancora i rimborsi dell’esproprio), all’edificazione dei nuovi argini, ancora non finiti, alle gallerie autostradali sul fronte di frana. Hanno subito l’alluvione del 2000. Hanno visto sorgere l’elettrodotto di Venaus e la centrale elettrica di Pont Ventoux. Ora l’Alpetunnel di Lunardi, Berlusconi e dell’Unione. Basta per dire basta?

Il sostegno alla causa della Valsusa, specie in questi giorni di inconcepibile repressione poliziesca, non si traduce nell’appoggio alla battaglia persa di qualche fanatico ambientalista. E’ solidarietà ad una causa per cento ragioni ragionevole e oltremodo giusta: il diritto dei cittadini alla salute, alla vita, alla difesa del proprio patrimonio storico, ambientale, economico. Diritti che nessuna carica può sloggiare.

Contro la disinformazione, la burocrazia dei tecnocrati, la nuova Tangentopoli piemontese, gli accordi bipartisan sulla pelle delle persone. Contro il TAV.

7 dicembre 2005

Collettivo comunista AgitProp
Laboratorio politico Jacob
via Mario Pagano, 38 - Foggia

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