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FARC-EP: con Uribe non ci sara’ interscambio umanitario!

(12 Gennaio 2006)

Il principale ostacolo per l’accordo umanitario è l’assenza di volontà politica da parte dell’attuale Presidente della Colombia. Che per oltre tre anni Uribe si sia giocato il tutto per tutto per la liberazione militare dei prigionieri, non è un segreto per nessuno; sforzo, questo, in cui ha impiegato tutto il potere bellico dello Stato e le migliaia di milioni di dollari elargiti dal governo degli Stati Uniti, senza risultati favorevoli. E’ stata precisamente la sua insensatezza a forzare il deplorevole esito sulle montagne di Urrao, dove morirono il Governatore di Antioquia e l’ex Ministro della Difesa Echeverri Mejía, tra gli altri.

Sappiamo che, nella sua smania di sfruttare per fini elettorali un’iniziativa dei paesi facilitatori di un accordo di scambio, che ancora non conosciamo, ha buttato in un precipizio un intero sforzo diplomatico. Lamentiamo questo comportamento precipitato e la legge rezza del Presidente, ed al contempo diamo un riconoscimento ai buoni contributi dei governi di Francia, Svizzera e Spagna. Il problema di Uribe-candidato è che pretende di manipolare tutti con sofismi e false umiltà. Affermare, come ha fatto a Vista Hermosa, che le coltivazioni illegali di La Macarena appartengono alle FARC e dichiarare guerra alla popolazione civile attraverso i media, è un gesto riprovevole che mira esclusivamente a distogliere, con inoccultabili fini elettoralistici, l’attenzione del paese dal fragoroso fallimento della sua politica di Sicurezza Democratica.

Da anni perseguiamo un accordo umanitario di scambio affinché i detenuti in potere delle parti escano dalle carceri e dalle montagne e tornino dalla loro gente, ma né con Pastrana né con Uribe abbiamo trovato reciprocità. Gesto alcuno siamo riusciti a strappare al governo quando, per nostra volontà, abbiamo liberato oltre 300 militari e poliziotti prigionieri di guerra. Il signor Uribe, nonostante i melanconici risultati del Plan Patriota, sembra andare avanti ostinato nel riscatto a sangue e fuoco. Si dirige alle FARC come se si trattasse di una guerriglia sconfitta, frappone abissi squalificando l’avversario e colloca ostacoli con scogli insuperabili, quali l’estradizione di Simón e Sonia negli Stati Uniti.

E’ chiaro che con Uribe non ci sarà interscambio umanitario. Il paese ha bisogno di un Presidente con volontà politica, non solo per lo scambio ma anche per pattare con l’insorgenza, e con la partecipazione del popolo, la soluzione del conflitto sulla base di cambiamenti strutturali sul piano sociale, economico, politico e di altro tipo che beneficino le maggioranze.

Montagne della Colombia, 29 dicembre del 2005.

Segretariato dello Stato Maggiore centrale delle FARC-EP

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