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Contro l'esclusione dalle liste di Marco Ferrando

La decisione presa dalla Segreteria Nazionale è inaccettabile nel merito e nel metodo

(26 Febbraio 2006)

Il Comitato Politico della Federazione di FERMO

riunito in data Venerdì 24 febbraio, esprime la propria disapprovazione per l’esclusione del compagno Marco Ferrando, membro della Direzione Nazionale del partito, dalla candidatura già votata dal CPN in riunione plenaria il 20 e 21 gennaio 2006.
La decisione presa dalla Segreteria Nazionale è inaccettabile nel merito e nel metodo.

Nel merito:

Le accuse rivolte a Ferrando di criticare la natura dello Stato di Israele, di sottolineare il carattere vuoto della strategia dei “due popoli due stati” e soprattutto di rivendicare il diritto di rivolta e resistenza della popolazione irakena contro le truppe di occupazione potrebbero essere rivolte a larghissima parte del partito, sono presenti ampiamente nel dibattito interno e nel patrimonio culturale di Rifondazione così come nei movimenti di lotta di questi anni. E’ grave che si ceda alle richieste esterne di escludere Ferrando espresse dal quotidiano Libero, da Mieli, Fini, D’Alema, Fassino, sacrificando la sovranità del nostro partito in fatto di candidature.Tanto più inaccettabili risultano le accuse a Ferrando quando provengono da forze promotrici di missioni militari e di guerra nell’ultimo decennio contro cui Rifondazione si è sempre battuta. Va inoltre sottolineato come le posizioni espresse da Ferrando siano le posizioni che Progetto Comunista esprime da sempre, pubblicamente, negli organismi dirigenti, nei Circoli, negli stessi Congressi di partito senza mai nascondere nulla dei propri convincimenti, e che quindi tali posizioni sono da sempre a conoscenza da parte di tutti gli iscritti a partire dai massimi dirigenti, quindi ben prima della scelta di candidare Marco Ferrando.

Nel metodo:

La procedura per escludere Ferrando è stata palesemente irregolare. La metodologia inedita di consultazione telefonica e via e-mail dei componenti del CPN è stata antistatutaria e priva di legittimità, come è stato riconosciuto con una votazione di sei contrari più un astenuto dal Collegio Nazionale di garanzia, perché ha leso il diritto di una discussione reale ed approfondita dagli esiti non scontati, non ha consentito all’accusato di spiegare e difendersi, si è semplificata in un referendum pro o contro Ferrando.Il dispositivo approvato in quella stessa sede con 4 favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto, che assegna alla Segreteria la possibilità, in caso di urgenza, di prendere decisioni provvisorie da ratificare però in una riunione formale del CPN ,rappresenta un escamotage non accettabile che in ogni caso per essere vincolante dovrà vedere il CPN esprimersi entro il 6 Marzo, cioè in tempo utile prima della data di deposito delle liste, in assenza del cui pronunciamento Marco Ferrando rimane a tutti gli effetti il candidato capolista del PRC al Senato in Abruzzo.

Per questi motivi il CPF di Fermo ,deprecando il comportamento messo in atto dalla Segreteria Nazionale , chiede la convocazione immediata del CPN e la riconferma della candidatura di Marco Ferrando.

APPROVATO CON 17 VOTI A FAVORE, 4 CONTRARI, 1 ASTENUTO

Il Comitato Politico della Federazione di FERMO

Fonte

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