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Verona: Zanotto un 'Pilato' che piace al vaticano e alle banche

(29 Ottobre 2006)

Le affermazioni di Zanotto che equiparano le sfilate gay con i razzisti (vedi articolo del Corriere di Verona qui sotto - ndr) sono pericolose e aprono a all'intolleranza.
Ho scritto al Sindaco e ai media la lettera che segue.
Chiedo a quante /i non si riconoscono in tali affermazioni di mandare lettere di protesta in modo da far sapere a Zanotto che scegliere da che parte stare non è cosa di poco conto.

Zanotto afferma nel 'Corriere di Verona ' del 24 ottobre: "Verona non è città di destra, non marcia con i razzisti, manemmeno nelle sfilate gay"

Sindaco? Può dirsi sindaco un individuo che alimenta i fantasmi degli opposti estremismi senza minimamente conoscere il reale tessuto sociale della città che 'laicamente dovrebbe rappresentare'?

Forse il suo pensiero e le sue conclusioni superficiali stanno scritte nelle relazioni di investimento di qualche banca , o nelle raccomamandazioni della CEI, entrambi multinazionali che per investire hanno bisogno della 'tranquillità sociale' e soprattutto del 'silenzio operoso' che a casa mia si chiama 'omertà'.

Mentre Zanotto si definisce moderato i suoi vigili sfasciano appartamenti e sbattono in strada centinaia di persone straniere, immigrate, povere, precarie, con la sola colpa di vivere in case al limite della decenza pagando affitti stratosferici per permettere alla 'silente e tranquilla 'speculazione edilizia di prendere il loro posto.

Zanotto rappresentante del vaticano per il comune di Verona, mette sullo stesso piano i 'le marce razziste' e le 'sfilate gay' con l'intento di chiamare fuori se e la città da qualsiasi scelta di appartenenza democratica, e con l'obiettivo di definire 'opposti estremismi' una precisa e crescente cultura razzista ed omofoba ' e una rivendicazione di pari cittadinanza di soggetti gay, lesbici e transessuali.

Non marciare con i razzisti mi sembra il minimo..ci si aspetta quantomeno una presa di distanza dalle manifestazioni xenofobe, omofobe e razziste che costellano la nostra città...cosa mai avvenuta da parte di Zanotto legittimando di fatto una connivenza con questi episodi quotidiani.

Il sindaco con questa affermazione pilatesca ribadisce che le raccomandazioni dell'Unione Europea in tema di non discriminazione sono superate , che la carta dei Diritti Umani non vale per tutte per tutti, disconosce il suo ruolo di rappresentante delle Istituzioni pubbliche e laiche datogli dalla Costituzione Italiana fondata sulla resistenza e sull'antifascismo.

Questo suo bisogno di schierarsi con la parte 'dormiente ' della città non servirà a lavare i danni della sua amministrazione caratterizzata dall'immobilismo sbloccato solo da interventi economici di svendita dei beni pubblici a banche.

Soprattutto non cadrà la denuncia politica nei suoi confronti di sindaco razzista ed omofobo incapace di riaffermare il principio del diritto di cittadinanza all'interno dell'amministrazione. Le mozioni del 95 antigay -antilesbiche, sono ancora li, e sono davanti agli occhi di tutte e di tutti i violenti e disumani di sgomberi effettuati da questo centrosinistra che per amore del potere rinuncia ad affermare il rispetto dei diritti aprendo la strada ad una destra che oltre a fare le 'marce' detta la politica della città.

Spero che Rifondazione, Verdi, Comunisti Italiani e Ds (di sinistra) abbiano capito a sufficenza come gira, e per le prossime amministrative osino qualcosina di più del solito 'tavolo moderato'smarcandosi in modo netto, layco e rumoroso dalla marmellata nauseabonda politically correct e dalla papolatria imperante di questa città di destra, prevalentemente razzista, amorfa e noiosa.

da il Corriere di Verona

Verona non è una città di destra e mi fa piacere che questa considerazione appartenga ad un osservatore esterno, attento e autorevole come Tim Parks. Sta invece nel rifiuto degli opposti estremi la solidità della comunità veronese, non facile agli entusiasmi, ma sempre pronta a farsi carico con discrezione e attenzione dei problemi degli ultimi, dei meno fortunati.

Verona, insomma, è una città non chiassosa dove, come sottolinea lo stesso Parks, emergono con più evidenza i comportamenti estremi che vengono poi enfatizzati dai media nazionali ma che appunto si evidenziano solo perché la maggioranza della comunità è silenziosa, operosa, discreta.

Verona, quindi, non si riconosce né nelle manifestazioni razziste, né tantomeno nelle sfilate gay e neppure in quanti hanno fischiato i rappresentanti del Governo al termine della Messa di Benedetto XVI al Bentegodi.

Ma, e qui dissento dallo scrittore inglese, ciò che spicca della comunità veronese è la grande operosità che ha consentito di far progredire Verona fino al punto di farla diventare una città metropolitana: Università, Aeroporto, Fiera, Veronamercato, Quadrante Europa, l'acquisizione della Passalacqua e il futuro Polo finanziario testimoniano lungimiranza, capacità di fare squadra e di creare occasioni di sviluppo e di lavoro per il benessere dell'intera città. Tutto ciò testimonia un grande dinamismo e una grande coesione nel

perseguire quegli obiettivi che portano al progresso sociale. Verona, quindi, chiede alla classe politica continuità non nel senso di schieramento politico ma nel progresso e nello sviluppo, superando l'inconcludenza e la mancanza di progettualità coraggiose.

È per questo che nel 2002 la comunità veronese ha scelto questa amministrazione dando prova di saper discriminare tra continuità politica e proposte concrete.

Del resto, è qui contesto l'affermazione di Parks sull'asserita impossibilità di prendere decisioni importanti, questa amministrazione si è caratterizzata per scelte di grande coraggio e lungimiranza.

Stiamo lavorando perché altre istituzioni seguano questo esempio essendo la loro partecipazione essenziale per il buon esito dei progetti e delle scelte.


PAOLO ZANOTTO Sindaco di Verona

Roberto Aere

Fonte

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