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(Ora e sempre Resistenza)

28.10: Marciti su Foggia

(1 Novembre 2006)

Introduzione: consuntivo

Forza Nuova ha sfilato.
Sessanta attivisti giunti da tutto il Meridione (!) hanno commemorato l'anniversario della Marcia su Roma impiegando mezz'ora a percorrere i 500 metri scarsi che separano la stazione dalla villa comunale.
Poi - in un clima surreale, senza auto in una arteria fondamentale e la città deserta - si sono sparpagliati attorno alla fontana ed hanno sventolato i loro immondi vessilli. Avevano l'autorizzazione di digos e Ufficio Annona a sostare fino alle 19. Ma alle 6 meno cinque hanno deciso che la città aveva visto abbastanza. E si sono volatilizzati. Come in un episodio di Bulgakov gli ambulanti immigrati e gli anziani perdigiorno, gli unici a badare all'anomalo carnevale dauno, sono rimasti a stropicciarsi gli occhi: erano uomini o fantasmi quelli che hanno costretto la città a rimanere paralizzata per due ore, che l'hanno riempita di polizia in assetto antisommossa, che hanno urlato slogan d'altri mondi, e poi sono scomparsi nel nulla e mai più riapparsi? Mistero doloroso.

Terzultimo capitolo: apologia di fascismo

Inni al duce, saluti romani, bandiere col volto di Mussolini in strada il 28 ottobre, anniversario della Marcia. Di questo oltraggio alla memoria dobbiamo ringraziare tanto la Questura quanto il Comune di Foggia. Ed è oltremodo frustrante sapere che qualsiasi cosa si dirà, tanto ai nostri "tutori" quanto ai nostri governanti, cadrà nel vuoto della loro completa assenza di biografia politica e di spessore. Perché il nostro spirito aperto ci porta spesso a battere i pugni sul tavolo e a difendere le nostre ragioni con la convinzione che l'interlocutore possa capire ciò che diciamo. In realtà non è così. Inutile sarà specificare alla "sinistra" giunta Ciliberti che il fascismo, nella sua dimensione storico-politica, è il mostro contro il quale insorsero a rinconquistare la libertà i soli italiani meritevoli di encomio; inutile aggiungere all'amministrazione Ciliberti che il fascismo, con tutte le sue manifestazioni collaterali tollerate e benvolute anche da sedicenti "democratici" e "liberali", è considerato reato dalla Carta Costituzionale. Inutile specificare che far sfilare dei topi di fogna di tal risma altro non è che vilipendio della Storia d'Italia e della Resistenza. Rimarrebbero storditi dal suono delle parole il fila: ma non potrebbero avere reazioni. Sono democristiani vuoti, buoni a firmare concessioni edilizie e a mettersi al servizio della malavita per mantenere il miserabile potere che detengono. Non hanno storia né faccia né dignità. Il fatto che abbiano concesso - come prima città in Italia - il centro cittadino a dei neofascisti senza neppure comprendere cosa stavano facendo è la logica conseguenza della loro nullità.
In questo molto simili alle forze dell'ordine, questore in testa, che tanto hanno insistito per imporre alla città il supplizio della sfilata senza interromperla neppure dinanzi all'esplicito manifestarsi - nei cori e nelle bandiere - del reato di "apologia".
La nostra elefantiaca memoria ha aggiunto un nuovo file nell'archivio dell'infamia.

Penultimo capitolo: i fascisti

Francesco Niglio, segretario cittadino del movimento, alle 13:35 su Teleblu (rete locale) dichiarava che la data del 28/10 scelta per passeggiare in centro poteva considerarsi pura casualità [presto disponibile in audio il suo intervento]. FN Foggia sul sito lo smentiva: "Buon anniversario". A fine parata i fascisti rivendicavano: abbiamo sfilato il giorno della Marcia su Roma in una Regione, in una Provincia, in una Città governate dalla sinistra.
Dev'essere di grande orgoglio per un fascista dover ringraziare una maschera e una regola per gioire di una manifestazione da 60 individui! La maschera è quella da democristiani che indossano in pubblico e tolgono solo per le grandi occasioni (http://italy.indymedia.org/news/2006/09/1156483.php). La regola è quella (malinterpretata dalla "sinistra") della "libertà d'espressione" derivante dall'antifascismo.
Che senso ha atteggiarsi a ribelli in faccia ai vecchietti del viale quando altro non si è che una massa di luridi tollerati dalla malacoscienza di quelli che chiamano "nemici" (Ciliberti in primis) ma che in realtà sono alleati imprescindibili?

Ultimo capitolo: i compagni

Chi aveva una sede l'ha presidiata. Chi non l'aveva s'è aggregato. Tra gli altri (gli assenti) c'era chi non vede il problema perché non sa, chi lo ignora per viltà, chi sta a sinistra perché dall'altra parte i posti sono occupati, chi occulta dietro alla facciata libertaria l'essenza qualunquista; c'era (e c'è) la coltre di fango degli intellettuali inutili e dannosi, dei radicali biologici da salotto e conto in banca, degli attivisti impegnati a strappare una foto ad Epifani, dei militanti d'alto bordo, dei borghesi che raccolgono i soldi per "Il Manifesto", sfilano per i "poveri neri" sfruttati, mossi dalla più stomachevole filantropia aristocratica alla Romanov. C'erano e ci sono i contigui (http://www.agitproponline.com/materiali/materiali.asp?id=110). Ma, nonostante queste previste defezioni, la nostra giornata ha dimostrato quanto ancora il "movimento" possa dire sul tema antifascista. Lo Jacob è rimasto aperto per oltre dieci ore. Un centinaio di compagn* ha sostato, discusso, presidiato o ha semplicemente fatto capolino per dimostrare vicinanza. Compagn* a cui va il nostro saluto con la speranza che la giornata di sabato possa rappresentare un nuovo inizio.

Conclusioni

Questura, digos, Amministrazione comunale di centrosinistra, sinistri di dubbia origine hanno concorso affinché Foggia vivesse la sua giornata d'ordinaria vergogna. I primi sorvolando sui limiti formali presenti nella richiesta d'autorizzazione ed evitando di impedire, i secondi ignorando o avallandone la gravità. Noi, come Jacob, abbiamo seguito una linea autoreferenziale: se intenzione della città era vedere in faccia questi figuri nulla glielo avrebbe impedito, nulla avrebbe distolto l'attenzione. Così ci siamo dedicati a noi stessi. E i fascisti in piazza - come previsto (http://www.foggiaefoggia.com/news/dettaglio.asp?id=4364) - si sono dimostrati ridicoli. Adesso tutti hanno visto o hanno sentito. Nessuno ha più alibi.
A volte antifascismo è lottare per impedire; altre volte antifascismo è mettere in risalto, illuminare coni d'ombra.

Collettivo comunista AgitProp
Laboratorio politico Jacob
via Mario Pagano, 38 - Foggia
www.agitoproponline.com

Fonte

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