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(26 Ottobre 2012) Enzo Apicella
Una ricerca del ministero della Salute indica che a Taranto le morti per tumori sono nettamente al di sopra della media

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(Il saccheggio del territorio)

Regione Basilicata: non abbiamo ancora l’ADSL ma Vituzzo De Filippo ci tratta da Signori

(12 Aprile 2007)

Il surreale Vito De Filippo, demenziale successore di Bubbico (del quale ne sanno qualcosa i giornalisti della trasmissione "Report") alla presidenza della Regione Basilicata, non sa di cosa parla.
Eccovi il riporto ADN-KRONOS del 10 Aprile: “ Sviluppare i legami economici, culturali e storici tra l'Australia e la Regione Basilicata: e' stato il tema principale dell'incontro avvenuto oggi a Potenza tra il presidente della Regione, Vito De Filippo, e l'ambasciatore d'Australia in Italia, Peter Woolcott.
''In Australia, il 5 per cento della popolazione ha origini italiane e tantissimi sono i lucani'', ha ricordato l'ambasciatore, che ha sollecitato una riflessione su un eventuale utilizzo del gas liquefatto che potrebbe rappresentare per l'Italia un importante investimento.

Il presidente De Filippo ha illustrato gli scenari dell'economia lucana garantendo la disponibilita', da parte della Regione Basilicata, ad aprire un dialogo anche con l'Australia. ''In Basilicata - ha sottolineato De Filippo - c'e' il piu' grande giacimento d'Europa di gas. Ci sono grandi industrie come la Fiat, c'e' il petrolio, che rappresenta una fonte di ricchezza per il territorio lucano, cosi' come l'agricoltura e il turismo''.

L’ambasciatore dell’Australia?
Gas Liquefatto?
UUUUhhh.

Qualche precisazione.

Non c’è la Fiat, ma la FIAT-SATA: se si fosse chiamata solo FIAT, non avrebbe potuto più avere le sovvenzioni statali poi intascate dai padroni (anche con il placet politico-sindacal-confederal-corporativo locale).
Se vi capita procuratevi la cassetta della spettacolo di Ulderico Pesce (“Fiat…o sul collo) e poi ditemi se v’è piaciuta la storia che c’è dietro “grandi industrie come la FIAT”.
Vi risparmio i concetti di UTE e “doppia battuta”, incubo dei precari metalmeccanici, che ha prodotto la grande rivolta operaia a Melfi solo qualche anno fa (e le rivendicazioni ancora continuano).

C’è il petrolio, ma non è lucano, bensì delle multinazionali anglo-franco-statunitensi che hanno ottenuto le concessioni dei pozzi fino a quando si esaurirà la vena.
Siamo uno dei pochi posti dove esiste ancora il regime della concessione: anche i somari sanno che come minimo si fa fifty-fifty ( come massimo o invadi l’Iraq o nazionalizzi come sta facendo Chavez: sono due dottrine disgiunte e pare si possa scegliere).

La Regione Basilicata, grazie a Vituzzo, prende 50 cents per ogni barile estratto: una vergogna se pensiamo che Correa in Ecuador ha vinto le elezioni puntando sul fatto che 20 dollari per barile era una truffa.

In cambio, l’aria nel Valle dell’Agri comincia a fare schifo, il cielo è cupo, i tumori stanno colonizzando i paesi come tanti piccoli Bush.

I politici lucani come Vituzzo sono così luminosi che il Governo le scorie nucleari le voleva stoccare a Scanzano (prima sollevazione popolare) e l’ENEL voleva attivare una Centrale Termoelettrica nel mezzo del Parco del Pollino (seconda sollevazione popolare).

L’agricoltura è da decenni infestata dal caporalato, che non si estirpa perché non è solo una questione di illegalità.

In ultimo navighiamo tutti con il 56k: l’ADSL non lo conosceremo mai, perché Gentiloni ci sta per portare dalle bande telefoniche a quelle radiofoniche del Wi-Fi sottratte con indennizzo al Ministero della Difesa.
Vi rendente conto: lo Stato italiano che si autoindennizza, roba da Repubblica delle Banane.

Molti in Italia si lamentano che il Potere è in mano ai vecchi e che c’è bisogno di ricambio generazionale.

Non sono d’accordo.

Vituzzo ha poco più di quarant’anni ma già ragiona come un democristiano doc.

Il problema vero è quello di togliersi dalle palle questi avvoltoi del popolo, dando spazio a chi rispetta i territori, la salute della gente e a chi, al posto del profitto, vede la vastità dei bisogni e dei sogni delle lavoratrici e dei lavoratori.

Francesco Fumarola,
www.mercantedivenezia.org

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