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Consultazione sul protocollo del 23 luglio

(19 Settembre 2007)

Non è difficile capire come Cgil Cisl Uil abbiano organizzato la prossima consultazione non per permettere ai lavoratori di discutere e di decidere ma per incassare una sicura approvazione all'accordo da loro firmato col Governo.

Mille euro al mese .....

Il regolamento che Cgil Cisl Uil si sono scritti prevede infatti che nelle assemblee vada presentato l'accordo solo da chi lo va a difendere.

Ci verranno così a dire che le pensioni sono aumentate, che la precarietà è stata sconfitta e contenuta ecc. La stessa cosa che fanno i venditori nei mercati quanto pubblicizzano la loro merce pur di venderla, anche se scadente, senza alcuna possibilità di contraddittorio.

Sembra ora che sia stata vietato alle sinistre sindacali interne alla Cgil di distribuire volantini di critica all'accordo nei luoghi di lavoro.

Ma che democrazia è questa ???

In una democrazia normale, quando l'elettorato (in questo caso i lavoratori) viene chiamato ad esprimersi su un quesito (in questo caso se si è d'accordo o meno con quanto è stato firmato) vengono date garanzie affinchè i sostenitori delle diverse ragioni possano rivolgersi direttamente e liberamente a chi deve poi decidere cosa votare.

Si possono attaccare manifesti, si possono distribuire volantini, fare assemblee, ecc.

In questo caso, ciò che dovrebbe essere normale in una democrazia normale, viene invece impedito esplicitamente.

A parlare con i lavoratori possono andare solo quelli che difendono l'accordo, nei luoghi di lavoro non possono essere distribuiti volantini che illustrino le diverse ragioni, e le commissioni elettorali (quelle cioè che controllano la correttezza delle votazioni) sono gestite solo da chi è convinto che l'accordo è buono e sostiene che i lavoratori lo debbano approvare.

E, a chi trasgredisce, si lamenta, o fa pressioni perchè ai lavoratori arrivino anche le ragioni del NO già si paventano ricorsi alle commissioni di garanzia.

Come dire che il risultato è già scontato (alla bulgara).

Cgil Cisl Uil non sono infatti preoccupate del risultato finale (anzi già celebrano la vittoria), sono semmai preoccupate di una scarsa partecipazione dei lavoratori al voto che farebbe fare loro una figura peregrina di fronte a quel ceto politico verso il quale si sono fino a ieri vantati di essere gli unici, veri, autentici e riconosciuti rappresentanti del mondo del lavoro.

Preoccupazione non peregrina per una serie di motivi.

I lavoratori sono in primo luogo delusi. Dopo essere stati chiamati in piazza contro Berlusconi, si sono ora visti presentare un accordo che è peggio della controriforma Maroni, che è il risultato di una trattativa che non li ha mai coinvolti, di cui non conoscevano gli obiettivi, deformata e manipolata da informazioni che gli arrivavano solo tramite la televisione ed i giornali, da dichiarazioni sindacali che tuonavano e minacciavano rotture della trattativa la sera per ritornare ottimistiche la mattina dopo a seconda delle dichiarazioni di questo o quel ministro, senza capire nulla e senza uno straccio di assemblea che gli permettesse di essere informati e di discutere.

A questi lavoratori oggi viene presentato l'accordo come epocale, come salvifico, anzi, di più, come migliorativo, ma il buon senso li ha già portati a capire che questo accordo non risolve uno solo dei tanti problemi che speravano sarebbero stati discussi e risolti... anzi

Hanno però di fronte un'enorme apparato che solo oggi (ad accordo fatto) si ricorda di loro e che si prepara ad andare nelle fabbriche e nelle assemblee non per far capire l'accordo grazie al confronto tra le diverse valutazioni presenti ma come una grande e granitica macchina di propaganda che sa solo ripetere che senza questo accordo c'è solo la catastrofe.

Ci sarà quindi molta rabbia e delusione nelle fabbriche, sia per l'accordo e per il come si è arrivati a firmarlo (senza che i lavoratori contassero qualcosa), sia per una consultazione che appare più come una grande operazione di propaganda che non come occasione di discussione e di confronto, tale da salvare almeno la parvenza che il voto dei lavoratori possa cambiare qualcosa.

Non sarà una passeggiata quindi

Non lo sarà per la grande e potente macchina di propaganda messa in campo da Cgil Cisl Uil (che già pensa per altro di fare anche spot da passare in televisione) spaventata di vedersi sconfessata non già dal voto contrario dei lavoratori (visto il regolamento che hanno imposto) ma dalla loro scarsa partecipazione al voto

Non lo sarà tanto meno per chi sostiene le ragioni del No, che dovrà fare i conti con un atteggiamento ostile dei sostenitori del Si (che hanno il controllo di tutto il percorso di consultazione e che faranno qualsiasi cosa per impedirne la contaminazione da parte di chi sostiene un giudizio contrario) e con tanti (sindacati, Governo e Confindustria) che faranno ogni cosa per sostenere che le critiche all'accordo nascono da ragioni altre e strumentali. Ci diranno che vogliamo spaccare la Cgil, che vogliamo far cadere il Governo, che vogliamo spingere l'Italia fuori dall'Europa, ecc.

Ma le ragioni del NO, nonostante quanto detto prima, sono semplici e chiare e incrociano quanto già il buon senso dei lavoratori ha compreso di questo accordo, e sarà quindi impossibile per qualsiasi macchina burocratica impedirne l'espressione, se non con metodi repressivi (per altro già paventati come il deferimento alle commissioni di garanzia).

Anche se le regole della consultazione non ci aiutano, non temiamo quindi di sostenerle fino in fondo, sia perchè i NO possono essere tanti (se si da loro la possibilità di esprimersi) sia perchè dobbiamo rendere evidente che questo accordo rappresenta il crinale dietro al quale si apre necessariamente tutta la questione del sindacato che vogliamo, e, per noi della Cgil, l'inizio di una battaglia congressuale su documenti alternativi.

In questo è importante nella consultazione il ruolo delle sinistre sindacali in Cgil (LSCR e Rete28aprile). L'attacco alla Fiom da parte di Epifani, il suo mandare segnali alle aree programmatiche di stare nei ranghi sono atteggiamenti che si spiegano anche con la consapevolezza che con l'accordo del 23 luglio si sia di fatto aperto in Cgil lo scontro congressuale che di fatto già mette in discussione la linea dell'attuale segreteria nazionale.

Ma è importante anche il ruolo dei delegati RSU.

Sopratutto a loro ci rivolgiamo perchè favoriscano ed aiutino la circolazione nei luoghi di lavoro del materiale che spiega le ragioni del No, perchè difendino la leggittimità di una democrazia diffusa che permette ai lavoratori di conoscere tutte le valutazioni in campo.

15 settembre 2007

Coordinamento RSU

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