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DIRITTI DEI LAVORATORI

La disoccupazione in Italia e in Europa

(14 Settembre 2005)

L’Italia ha il tasso di occupazione più basso di tutta l’area dell’euro con quasi 6 punti percentuali in meno rispetto alla media dell’intera Unione a 25. E’ quanto emerge dagli ultimi dati diffusi oggi da Eurostat che segnalano inoltre un accentuato squilibrio in Italia tra il lavoro maschile e quello femminile.

L’ufficio statistico dell’Unione europea indica che nel 2004 lavorava in Italia il 57,6% della popolazione tra i 15 e i 64 anni, a fronte di una media del 63% nella zona euro e del 63,3% nell’Ue-25. Un dato che pone l’Italia all’ultimo posto tra i 12 paesi della zona euro, e al di sopra soltanto di Slovacchia (57%) Ungheria (56,8%), Malta (54,1%) e Polonia (51,7%) tra tutti i 25 stati dell’Unione. Eurostat fornisce anche i numeri dei due paesi candidati all’adesione Ue, Bulgaria e Romania: quest’ultima può vantare un tasso di occupazione pressochè uguale a quello italiano (57,7%).

Eurostat, tuttavia, evidenzia che nel 2004 i disoccupati italiani erano l’8% della popolazione attiva, un tasso inferiore alla media dell’Eurozona (8,9%), nonchè di molti altri paesi dell’area, come Spagna (11%), Grecia (10,5%), Francia (9,7%) e Germania (9,5%).

In Italia è inoltre forte, stando ai dati di Eurostat, lo squilibrio tra occupazione maschile e femminile: mentre gli uomini con un impiego sono il 70,1% del totale (di poco al di sotto della media di Eurolandia che è del 71,6%), le donne lavoratrici sono soltanto il 45,2%, quasi 10 punti percentuali sotto la media della zona euro (54,5%).

Per le donne italiane è più facile avere un contratto a tempo determinato: nel 2004 era la condizione del 14,5% delle lavoratrici contro il 9,9% degli uomini. Ed anche in questo caso il confronto con il resto dell’Europa mette a nudo una situazione atipica: nella media dei 25 paesi dell’Ue ha un contratto a termine il 14,4% delle donne e il 13,7% degli uomini.

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