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(23 Aprile 2011) Enzo Apicella

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Donostia: dichiarazione finale

della conferenza internazionale per i diritti dei popoli

(19 Dicembre 2002)

Riuniti a Donostia (San Sebastian), dal 6 all’8 di Dicembre del 2002, i membri di diversi popoli:

Considerando la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948), come strumento garante dei diritti e delle libertà fondamentali di tutte le persone,

Ricordando il proposito delle Nazioni Unite, come è raccolta nell’art. 1. 2 della sua Carta Costitutiva (1945), di “Sviluppare tra le nazioni relazioni amichevoli fondate sul rispetto del principio dell'eguaglianza dei diritti e dell'autodeterminazione dei popoli, e prendere altre misure atte a rafforzare la pace universale”;

Riconoscendo la Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla concessione dell’indipendenza ai Paesi e popoli colonizzati (risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale) (1960),

Ricordando che i Patti Internazionali dei Diritti Civili e Politici e dei Diritti Economici, Sociali e Culturali (1966) riconoscono il Diritto all’Autodeterminazione a tutti i Popoli senza distinzione o discriminazione alcuna verso loro stessi,

Riconoscendo la risoluzione 2625 (XXV) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (1970), e specialmente il comma riferito al principio della uguaglianza dei diritti e della libera autodeterminazione dei popoli,

Ricordando l’Atto Finale di Helsinki del 1975 dove si dichiara che “gli Stati partecipanti rispetteranno l’uguaglianza dei Diritti dei Popoli ed il proprio diritto all’autodeterminazione;

Riconoscendo la Carta di Algeri adottata il 4 di Luglio del 1976,

Tenendo presente la Relazione Generale n° 12, del Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, riferito all’art. 1 del Patto Internazionale dei Diritti Civile e Politici (21^ Sessione, A/39/40, 1984) dove si dichiara che il Diritto di Autodeterminazione è un diritto inalienabile di tutti i Popoli, e condizione necessaria per effettivo utilizzo del resto dei Diritti Umani,

Considerando la Carta Africana dei Diritti Umani e dei diritti dei Popoli del 1986,

Ricordando la Carta della Organizzazione delle Nazioni e Popoli non Rappresentati del 1991, e la Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli del 2001,

Considerando la Dichiarazione e Programma di azione di Vienna (1993) che sottolinea la universalità, l’interdipendenza, l’interrelazione e l’interconnessione di tutti i Diritti Umani (Doc. ONU A/CONF. 157/24 (part. I) a 20 (1993), (1993) 32 I.L.M. 1661 para. 5),

Tenendo presente anche la “Dichiarazione di Durban contro il Razzismo, la Discriminazione Razziale, la Xenofobia e le Forme Connesse di Intolleranza” (2001), che riafferma i principi di uguaglianza dei diritti, della libera determinazione dei Popoli, e che tutti gli esseri umani nascono uguali in dignità e diritti,

Considerando la Risoluzione 56/151 della Assemblea Generale delle Nazioni Unite (2001) che espone l’importanza dei principi di imparzialità e obiettività nella promozione e protezione dei Diritti Umani, incluso il Diritto di Autodeterminazione,

Ricordando la dichiarazione sulla diversità culturale approvata dall’UNESCO nella sua Conferenza Generale dell’anno 2001,

Ricordando la Risoluzione 2002/72 della Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (2002), che mette in rilievo che un ordine internazionale, democratico, e giusto richiede, inter alia, l’esercizio del Diritto di Autodeterminazione dei Popoli,

Allo stesso modo, constatando che

1. Il diritto all’uguaglianza di tutte le persone e dei popoli si deduce dai documenti precedentemente citati,
2. Il Diritto di Autodeterminazione è un diritto umano riconosciuto nei differenti strumenti internazionali,
3. La coesistenza dei differenti popoli è condizione necessaria per la preservazione e lo sviluppo delle culture, delle lingue e delle tradizioni spirituali, così come per la pace e la sicurezza mondiale e si erge in conditio sine qua non per il progresso delle civilizzazioni che formano l’eredità comune della umanità,
4. La diversità dei popoli, delle culture, delle lingue e delle tradizioni, così come si riconosce nella Dichiarazione di Durban, costituisce la genuina ricchezza della esistenza umana ed un prezioso viatico per la promozione della tolleranza, del pluralismo, del rispetto alla diversità e allo sviluppo delle società incluse,
5. I Diritti Umani non possono implementarsi in maniera integrale senza il riconoscimento del diritto alla identità nazionale, culturale e linguistica delle persone e dei popoli
6. I processi di assimilazione culturale e di identità forzata dei popoli hanno originato e originano violazioni dei Diritti Umani, che sono contrari alla Carta delle Nazioni Unite e compromettono la causa della pace e della cooperazione mondiale,
7. I meccanismi procedurali del Diritto di Autodeterminazione sono obsoleti e si applicano raramente,
8. Il riconoscimento del Diritto di Autodeterminazione dei popoli presuppone uno strumento efficace per la prevenzione e la risoluzione dei conflitti, in particolare, e nella promozione dei Diritti Umani in generale,

Per tutto questo dichiariamo che

1. Tutti i popoli hanno diritto di libera determinazione, ed in virtù di questo diritto stabiliscono liberamente la propria condizione politica, e provvedono allo stesso modo al suo sviluppo economico, sociale e culturale,
2. Tutti i popoli, come le persone, sono uguali in diritti ed in dignità, senza alcuna distinzione o discriminazione tra di loro,
3. Tutti i popoli e la propria gente hanno il diritto all’utilizzo pieno ed effettivo di tutti i Diritti Umani e delle Libertà Fondamentali,
4. Tutti i popoli hanno il diritto di conoscere, apprendere, preservare e sviluppare la propria cultura, lingua, costumi e tradizioni spirituali e a stabilire le condizioni giuridiche di un pluralismo compatibile con questo diritto,
5. Tutti i popoli hanno il diritto di vivere degnamente e a disporre delle ricchezze e risorse naturali del proprio territorio, così come gli si riconosca pienamente la proprietà, il controllo e la protezione del proprio patrimonio culturale ed intellettuale,
6. Tutti i popoli hanno il diritto di disporre, sviluppare, controllare ed utilizzare le proprie terre e territori compreso il totale ambiente delle terre, l’aria, le acque, le coste marittime, i ghiacciai la flora e la fauna ed il resto delle risorse che tradizionalmente ha posseduto, occupato o utilizzato in altra maniera,
7. Tutti i popoli hanno il diritto alla sicurezza, alla pace e alla protezione legale internazionale,
8. Tutti i popoli hanno il diritto alla smilitarizzazione del proprio territorio e a non permettere la produzione, lo stoccaggio, il trasporto e l’uso delle armi di distruzione di massa,
9. Tutti i popoli hanno il diritto dio organizzarsi e formare enti rappresentativi legittimi per l’insieme del proprio spazio territoriale,
10. Tutti i popoli hanno il diritto di partecipare, come tali, nella vita internazionale nell’ambito delle strutture intergovernative e delle organizzazioni internazionali non governative (ONG),

E facciamo un richiamo

1. Alla collaborazione e alla solidarietà tra i popoli del mondo per promuovere l’uguaglianza e per garantire la diversità e la pluralità culturale, patrimonio comune dell’umanità,
2. A imprimere, attraverso il dialogo permanente tra i popoli, stati ed istanze intergovernative, la creazione nelle Nazioni Unite ed in atre organizzazioni continentali, di un nuovo meccanismo effettivo e garantista che risolva le domande ed i conflitti relativi al Diritto di Autodeterminazione,
3. A che la comunità internazionale realizzi, con il diritto internazionale vigente riferito ai popoli con pieno diritto, alla libera determinazione,
4. A che i popoli utilizzino i processi di autodeterminazione per prevenire conflitti e per costruire un mondo più democratico, più libero e più giusto.

La dichiarazione finale in castigliano si trova su: http://www.udalbiltza.net/espainola/konferentzi/ask

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