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L'ultimo ramoscello

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(3 Aprile 2013) Enzo Apicella

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SITI WEB
(Il nuovo ordine mondiale è guerra)

Vicenza: no alla guerra - si alla estensione dell’art 18

volantino delle RdB CUB

(25 Gennaio 2003)

BUSH, BLAIR, BERLUSCONI stanno per iniziare la guerra contro l’IRAQ, una guerra che dietro la lotta al terrorismo ha come obbiettivo reale il controllo di un territorio ricco di petrolio.

La guerra oltre che colpire il popolo irakeno, popolo già stremato da 12 anni di embargo ONU, avrà ripercussioni mondiali in quanto instaurerà una economia di guerra.

La guerra come modello economico e nuovo modo di governare il mondo.
Le Lavoratrici, lavoratori sono contro la guerra senza se e senza ma, perché sono le vittime designate di ogni guerra: la guerra si paga con la restrizione di diritti, precarietà, disoccupazione, lutti e miseria.
Rispetto alle recenti guerre combattute in quell’area e nella ex Iugoslavia che videro anche l’appoggio di una parte delle sinistre, questa volta l’opposizione alla guerra è molto vasta negli schieramenti politici e sindacali ed è sicuramente maggioritaria tra le popolazioni degli stati che vogliono la guerra.

Un altro mondo è possibile e necessario
In questi ultimi anni un vasto movimento è cresciuto a livello mondiale e si è imposto contro la globalizzazione liberista e contro la guerra: nel nostro paese oltre alle innumerevoli iniziative vanno ricordati due momenti fondamentali: Genova 2001, Firenze 2002.
La prima contro la globalizzazione liberista, la precarietà; la seconda contro la guerra.
Gli stessi lavoratori hanno lottato e scioperato anche se su piattaforme diverse, organizzati dal sindacalismo di base e dalla CGIL contro le politiche antioperaie del governo di centrodestra e della confindustria e per il rinnovo dei contratti scaduti..
Governo che aiutato dagli errori del precedente di centro sinistra, che con la politica della concertazione insieme a CISL-CGIL-UIL aveva fatto accordi che avevano aperto la strada alla precarizzazione – pacchetto Treu -, ridotto diritti, introdotto la logica dell’inflazione programmata ecc, sta sferrando un attacco fortissimo contro i diritti, il potere d’acquisto degli stipendi, l’occupazione.

La firma del Patto per l’Italia tra Governo - Confindustria e CISL-UIL per la prima volta ha messo in discussione l’ART. 18 dello statuto dei lavoratori.

Estensione dei diritti, salari europei
Viviamo una economia che ha cambiato i luoghi di produzione e di lavoro: ormai il 90% dei dipendenti lavora in fabbriche, uffici, servizi piccoli e piccolissimi; lavora con contratti atipici, precari, (generalizzata invece la questione dei bassi stipendi); la stragrande maggioranza di questi è esclusa dalla applicazione dell’art 18.
ECCO PERCHE’ I SINDACATI DI BASE, LA FIOM-CGIL- RIFONDAZIONE COMUNISTA, I VERDI, LAVORO E SOCIETA’ CGIL, insieme ad altri, hanno voluto il referendum per estendere i diritti previsti dall’art 18 ( no ad essere licenziati senza giusta causa) a tutti i lavoratori, in tutti i luoghi di lavoro.
il Referendum mira a stabilire che se c’è un diritto, questo deve essere di tutti, altrimenti è un privilegio.
Difendere l’art 18 solo per chi c’è l’ha significa creare ulteriori fratture nel mondo del lavoro, significa abbandonare al ricatto del padrone la maggioranza dei lavoratori. Schierandosi per il No la difesa dei diritti diventa parola vuota.
La frammentazione sociale, la delusione, la apatia si vincono unificando il mondo del lavoro, estendendo diritti , ridistribuendo ricchezza, recuperando il potere d’acquisto dei salari; affermando che la dignità non va calpestata in nessun luogo.

Con questa piattaforma i lavoratori , i movimenti, le sinistre sindacali e politiche possono tornare a vincere

RdB CUB
Rappresentanze Sindacali di Base Confederazione Unitaria di Base
http://www.rdbcub.it
cubvi@goldnet.it

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