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(Imperialismo e guerra)

G.8 I M A G I N E !

(7 Luglio 2009)

I vertici dei padroni sono la ratifica spettacolare dei processi profondi, molecolari e quotidiani del loro sistema di comando; spesso insufficienti ed inutili formalizzazioni, e comunque non corrispondenti ai necessari vincoli di allargamento partecipativo del nuovo mondo pluripolare.
I controvertici, come in uno specchio, rimandano alla stessa insufficienza ed inutilita’ di ogni catalizzazione, esprimendosi a volte con le forme estetiche della contestazione concertata, a volte con le forme di un ricercato protagonismo mediatico, comunque non espressione di un radicamento sociale frutto dell’intervento di classe quotidiano.
Vogliamo dire che la forma del contrasto tra vertici e controvertici non garantisce la sostanza, l’efficacia ed il raggiungimento degli obiettivi contrapposti.

Contro i padroni del mondo
contro il mondo dei padroni.
IMAGINE
un mondo senza crisi
una societa’ senza classi
un lavoro senza sfruttamento un’umanita’ senza oppressioni

Nessuno ce li regalera’ , li conquisteremo con la lotta di classe

Lontani dalla societa’ della politica, della mediazione,
della strumentalizzazione elettorale, della spettacolarizzazione,
costruiamo nella quotidiana internita’ di classe
le prossime battaglie decisive.

Sdegnamo di nascondere le nostre intenzioni

SIAMO PER LA RIVOLUZIONE.

Lo sviluppo quanto la crisi trovano la loro esplicazione altalenante nei tempi storici del ciclo capitalistico.
Sia lo sviluppo che la crisi capitalistici sono processi, che abbisognano di accumulo e dislocazione di forze, virtualmente costretti in date, eventi e catalizzazioni per comodita’ di individuazione, studio ed intreccio connettivo.
L’attuale svolgersi della societa’ mediatica fa il resto, con la spettacolarizzazione dei “vertici”, specchi rovesciati dei tentativi, spesso unitili, di comprensione e soluzione delle crisi indissolubilmente legate ed ineliminabili dal processo storico-naturale di sviluppo capitalistico.
Vogliamo dire che l’attuale risposta alla crisi che intreccia “nuove regole globali” ad un “capitalismo di stato temperato” imposti dal “nuovo mondo pluripolare” in formazione, trovano nei G8 una sorta di spot-trailers del prossimo futuro, con i “grandi” burattini senza fili apparenti a presentarlo.

Uno spettacolo costoso, ed inutile!

Tutti i suoi protagonisti lo sanno, ma fanno finta di crederci, servendo i loro padroni ed il loro sistema, facendosi vedere operosi ed impegnati a risolvere i problemi dell’umanita’.
Di converso, anche le “contestazioni” dei controvertici hanno progressivamente acquistato lo stesso senso della sceneggiata ( ripetitiva quando non concertata ) tanto costosa quanto inutile.
Non sara’ qualche corteo, o qualche secchio di vernice, a frenare la crisi, ne’ tantomeno a criticare il capitalismo.
Glissiamo, per rispetto dell’altrui e della nostra dignita’, sulla penosa conduzione dell’ultima “campagna NO/G8”, dove le notorie esigenze di “protagonismo e rianimazione politica” trascurano perfino le contestazioni autoctone delle popolazioni abruzzesi.
Una valanghetta di “piccoli boyscout antagonisti” piu’ in macerie dei luoghi che, soli, vorrebbero attraversare, sta facendo tramontare la stagione dei “controvertici”.
Solo l’individuazione, la comprensione, l’analisi dei reali processi in corso puo’ produrre una critica ed un’azione diretta quotidiana nel solco delle lotte di classe.
Solo la ricostruzione dell’organizzazione autonoma anticapitalistica, al di la di ondivaghi “movimenti” spesso etero-diretti, puo’ porre le basi per lo scioglimento del nodo della crisi, e per la sua soluzione rivoluzionaria.

Luglio 2009

COMBAT - Roma

Fonte

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