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Pace, lavoro e libertà

Pace, lavoro e libertà

(16 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Manifestazione nazionale della FIOM

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valutazioni di un gruppo di operai bolognesi

(14 Maggio 2003)

Con la firma del contratto da parte di UILM e FIM si riapre, a livello sindacale, la spaccatura con la FIOM. I compromessi raggiunti dentro il movimento contro la guerra si infrangono contro il muro padronale. La stessa proposta referendaria divide l’intero arco della sinistra parlamentare. Se va apprezzato il tentativo di RIF Comunista di mobilitare il sindacato contro l’aumento della precarietà, non bisogna dimenticare che questo stesso partito firmò l’accettazione del lavoro interinale... Le logiche istituzionali “fanno sempre a cazzotti” con il punto di vista operaio... Ben diverso è il discorso per la Sinistra Giovanile che, in tutta tranquillità, sta organizzando i banchetti per il No al referendum, riuscendo ad essere più filo padronale dei DS stessi.

Gli operai contro tutti

Gli operai, che iniziano a contestare e ad agire contro i padroni e i ruffiani (CISL e UIL), vengono scaricati dalla CGIL come provocatori. E’ evidente che per fermare la strategia padronale, e il crumiraggio di CISL e UIL, non basta sfilare, prendere i fischietti e far ridere le persone ai lati delle strade. Gli operai devono colpire gli interessi dei padroni. I partiti in parlamento sonnecchiano, presi a contendersi la magistratura, lontani anni luce dai problemi che si affrontano in fabbrica. Gli operai partendo dalla loro situazione possono iniziare a far emergere una sinistra operaia che sappia rompere con il lassismo sindacale.

La guerra permanente

La guerra permanente dell’imperialismo provoca bombardamenti, genocidi in Iraq, Afghanistan, Palestina. Nella metropoli industriale porta ristrutturazioni, precarietà sociale, proletarizzazione dei ceti medi. La criminalizzazione che subiscono i partigiani “palestinesi”, attraverso l’ accusa di “terrorismo”, è la stessa che colpisce un operaio immigrato in Italia, quando diventa combattivo. Il nemico esterno per la borghesia imperialista, in questo caso, coincide con il nemico interno. Il proletariato metropolitano deve saper vedere che la borghesia che bombarda è la stessa che licenzia e precarizza. Sostenere la lotta dei popoli in medio oriente è importante, perché la loro resistenza aumenta la capacità di lottare degli operai nella metropoli.

Lavoro di merda, salario di merda

Gli orari aumentano, i salari reali diminuiscono e i contratti diventano sempre più precari. Chiunque, sia da destra o da sinistra, neghi questo è un bugiardo. Nelle officine è questa la realtà. Gli operai lottano in molti casi per non perdere il posto di lavoro, o per strappare un contratto più lungo. Sono un insulto i cartelloni pubblicitari che mostrano giovani felici con in bocca la parola flessibilità. Il sindacato, dopo aver favorito tutto questo, ora, corre ai ripari, ma gli operai non hanno bisogno di piagnistei, ma di ribaltare l’organizzazione del lavoro. La flessibilità, (produzione snella, magazzini vuoti), sottintende anche la mancanza di scorte e l’ efficacia di forme di sciopero mirate e veloci. La precarietà (tendenziale fine del posto fisso) porta a rompere con il mito del produttivismo e della fiducia nell’azienda, che si traduce in un aumento delle mutue e dei sabotaggi.

Per la resistenza operaia

Gli operai che scioperano, che scendono in piazza, iniziano a percepire i limiti di queste pratiche di lotta. Lo spezzettamento per aziende, per categorie, per sindacati è un limite, che frena le lotte e che permette ai bonzi sindacali di soffocare ogni ribellione. La passività che uccide, che regala vittorie al padrone, va combattuta costruendo ovunque una sinistra operaia diffusa che sappia, partendo dalla propria situazione produttiva e territoriale, darsi forme di lotta cha riescano ad andare al di là del momento contingente. Una sinistra operaia che sappia coniugare le differenze tra un operaio interinale e uno fisso, tra un italiano e un immigrato; che si sappia dare strumenti per lottare contro i padroni, cosciente del fatto che la lotta sarà lunga e sempre più aspra.

Un gruppo di operai

Fonte

  • Per contatti: COLLETTIVO ANTIMPERIALISTA tutti i martedì in via del Verrocchio 12/n Bologna dalle 21.30 cab@senzacensura.org

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