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Usciamo di casa

Usciamo di casa

(28 Settembre 2012) Enzo Apicella
Sciopero generale del Pubblico Impiego

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(Lotte operaie nella crisi)

La crisi la paghino i padroni, i ricchi, i borghesi, noi abbiamo già dato, adesso tocca a loro!

(10 Dicembre 2009)

LOR SIGNORI, dalle loro stanze del potere economico e politico, ieri ci hanno detto che la crisi c’è, l’altro ieri che era solo un fattore psicologico, oggi ci dicono che il peggio è superato, l’unica cosa che si capisce è che vogliono farla pagare a noi!

Noi la crisi la stiamo pagando, e molto duramente, in termini di disoccupazione, cassa integrazione, precarietà del poco lavoro che c’è, incertezza per il futuro. Lor signori aprono il giornale e vanno a vedere nelle pagine economiche per controllare se le loro azioni sono salite o meno. Noi, se ancora abbiamo i soldi per comprarlo, apriamo il giornale e guardiamo nelle pagine delle inserzioni se, per puro caso, c’è qualcuno che assume. SONO DUE PUNTI DI VISTA DIVERSI.

In mezzo, perlomeno pensano di essere collocati lì, ci stanno quelli che vivono le stesse nostre miserie, ma hanno sempre pensato che a loro non tocca, loro sono capaci, loro meritano, loro sono destinati a fare carriera, loro stanno sempre dalla parte del padrone e del governo che, passata la crisi, fra qualche mese, avranno di fronte un fulgido avvenire. Anche loro sul giornale guardano come vanno le azioni, ma non le loro, perché non ne hanno o ne hanno poche e ormai svalutate, ma passata la crisi…

NELLA PROVINCIA DI LODI

i disoccupati hanno raggiunto la dimensione del dieci per cento
Le ore di Cassa integrazione, in un anno, sono aumentate del 915%
le ore di Cassa integrazione straordinaria, quella che spesso rappresenta l’anticamera del licenziamento, sono aumentate del 3985%. QUASI 40 VOLTE.
NEL RESTO D’ITALIA LE COSE VANNO ANCHE PEGGIO

CI AVEVANO DETTO CHE PER DIFENDERE L’OCCUPAZIONE

o dovevamo garantire la competitività delle imprese
o quindi aumentare la produttività del lavoro, cioè il nostro sfruttamento
o i salari dovevano restare dentro i limiti dell’inflazione programmata, cioè diminuire.
o dovevamo andare in pensione più tardi

ERANO TUTTE BUGIE

o la competitività fra le imprese è stata scaricata sui lavoratori che sono diventati concorrenti fra loro, ovviamente al ribasso. Meno salario, meno diritti, meno tutela sull’ambiente di lavoro, più precarietà, più malattie professionali, più povertà, più disoccupazione, più disperazione, più razzismo.
o Continuiamo a crepare di lavoro e di malattie professionali
o i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri sono di più e più poveri
o L’occupazione è diminuita assieme ai salari e ai servizi sociali.
o Il valore reale delle pensioni è diminuito alla pari di quello dei salari.

SE NON VOGLIAMO PAGARE ANCORA NOI DOBBIAMO RIVENDICARE PIU’ LAVORO, PIU’ SALARIO E PIU’ SERVIZI, COSTRUIRE UNA PIATTAFORMA TERRITORIALE E SOSTENERLA CON LA LOTTA, UNIRCI A TUTTI GLI ALTRI LAVORATORI PER COSTRUIRE UNA PIATTAFORMA NAZIONALE PERCHE’

-PER USCIRE DALLA CRISI BISOGNA COMINCIARE A METTERE IN CRISI QUESTO SISTEMA !

-PERCHE’ NON LA PAGHINO I PIU’ DEBOLI BISOGNA COMINCIARE A FAR PAGARE LA CRISI A CHI L’HA PROVOCATA!

TUTTI AL PRESIDIO ORGANIZZATO A LODI
DOMENICA 12 DICEMBRE DALLE 9.00 ALLE 18.00
IN PIAZZA BARZAGHI

aderiscono fra gli altri all’iniziativa:
SLAI COBAS provinciale LODI, RDB-CUB provinciale LODI
Rappresentanza Sindacale Unitaria INPS Lodi
Fabrizio Gerlanzani RSU ABB Adda

Coordinamento per la lotta contro il precariato e la disoccupazione Lodi

Fonte

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