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Un bel di' vedremo

Un bel di' vedremo

(16 Dicembre 2010) Enzo Apicella
In tutta l'Europa cresce la protesta contro il capitalismo della crisi

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Proseguire ed estendere la mobilitazione di massa!

Il diritto di sciopero si difende scioperando!
Via il governo Meloni!

(19 Novembre 2023)

Firenze in lotta

La giornata di mobilitazione del 17 novembre, che ha visto l’obiettiva convergenza di diverse iniziative di sciopero proclamate dai sindacati (Cgil, Uil, Usb, Si Cobas...), ha registrato nelle fabbriche, nei magazzini, nei porti, nei trasporti, negli ospedali, negli uffici, elevati livelli di astensione dal lavoro, e una buona partecipazione alle manifestazioni (50 mila a Firenze, almeno 60 mila a Roma, piazze piene a Perugia, Padova, Ancona, etc.).

Nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle piazze si è sviluppata la protesta contro le gravi misure antipopolari, tra cui veri e propri furti di salari e pensioni, contenute nella manovra finanziaria del governo Meloni, contro l’attacco al diritto di sciopero, contro la politica di guerra, per la solidarietà con il popolo palestinese che si è espressa con iniziative risonanti.

Il governo di estrema destra, espressione del grande capitale, si è caratterizzato fin dal suo insediamento da una sfrenata demagogia puntualmente smentita dalle sue azioni. Se da un lato è il governo delle spese militari e degli invii di armi nei teatri di guerra imperialista, degli interventi neocolonialisti (piano Mattei), dall’altro è sfacciatamente antipopolare, nemico giurato dei lavoratori, di giovani e donne, della povera gente.

Lo dimostra il varo di una finanziaria che non tocca minimamente profitti, redditi, patrimoni, mentre taglia i fondi alla sanità e alla scuola pubblica, colpisce le pensioni e riduce ulteriormente il potere d’acquisto dei salari.

Non deve meravigliare che il governo Meloni diventi sempre più reazionario e autoritario, precettando i lavoratori in sciopero, incrementando la repressione, rafforzando l’apparato poliziesco, rendendo più dura la politica aggressiva verso i migranti.

Ciò accade perché l’intero sistema è in una crisi sempre più grave, perchè il declino dell’imperialismo italiano è inarrestabile, perché i monopoli tricolori hanno meno mezzi per competere con i loro rivali e devono lottare per mantenere i mercati e le sfere di influenza, per continuare a saccheggiare i paesi dipendenti.

Le contese e le guerre fra briganti si manifestano nelle retrovie con le misure volte a far ricadere sulle spalle dei lavoratori il peso della crisi e del debito, a restringere il diritto di sciopero e di manifestazione, con i metodi fascisti usati contro operai, lavoratori e studenti che resistono agli attacchi realizzando scioperi, picchetti, blocchi e occupazioni.

Meloni è una marionetta dei padroni e delle banche. Le politiche del suo governo non sono “sbagliate”, ma in linea con le voraci esigenze del capitale finanziario; non vanno “modificate” con la commedia del dibattito parlamentare, ma rigettate da cima a fondo.

I vertici sindacali confederali invece di attaccarle con forza, proclamano scioperi spezzettati, riducono le ore di sciopero, continuano a difendere le gabbie introdotte per minare la capacità di lotta dei lavoratori, non si oppongono a nuove leggi antisciopero, ma cercano di ripristinare la concertazione. In tal modo favoriscono la linea aggressiva del governo.

Nonostante ciò, la lotta di classe è in ripresa anche nel nostro paese. L’aumento del costo della vita, degli alloggi, del riscaldamento, dei trasporti, dei beni di consumo di base, la caduta dei salari reali, i licenziamenti di massa e il precariato, il taglio dei servizi pubblici, dei sussidi ai disoccupati, l’enorme costo della guerra in Ucraina, i crimini dell’imperialismo e del sionismo, scuotono le coscienze e risvegliano il movimento operaio e sindacale.

Milioni di lavoratori sfruttati escono dalla passività e sono sempre più propensi a imporre le proprie rivendicazioni ai padroni e ai governi attraverso manifestazioni e scioperi nei quali riprendono fiducia della loro grande forza.

Le attuali condizioni costringono la classe operaia a collegare sempre più strettamente la lotta economica alla lotta politica contro il sistema capitalistico nel suo complesso. Si tratta di una tendenza con livelli e ritmi diversi, ma che si sviluppa in molti paesi, fra cui il nostro.

La lotta si svilupperà e si intensificherà ulteriormente nel prossimo periodo a causa dei crescenti attacchi del capitale e dell’incapacità della borghesia di soddisfare le esigenze e le aspirazioni degli operai e delle masse popolari.

Per battere il governo Meloni occorre andare oltre le mobilitazioni parziali, divise per categorie e territori. È necessario dare impulso e continuità alla protesta sociale, svuotare le fabbriche e riempire le strade, dare vita a un grande e combattivo sciopero generale che blocchi la produzione, i trasporti, i servizi.

Lo sciopero, fondamentale arma di lotta dei lavoratori e delle lavoratrici, va difeso non con una linea di arretramento, ma intensificando il suo utilizzo su una linea di difesa intransigente degli interessi e dei diritti di classe.

Diamo vita all’unità di azione dal basso e creiamo organismi (comitati di lotta, di sciopero, etc.) per superare gli steccati di sigla e i limiti imposti dalle burocrazie sindacali, riunire vaste masse proletarie ed avanzare nella mobilitazione. Uniamo i diversi fronti di resistenza!

Questi sviluppi e queste azioni esigono il superamento della dispersione, della confusione e della debolezza del movimento comunista e operaio, l’elevamento del livello della lotta politica e ideologica contro tutte le posizioni opportuniste e revisioniste che distolgono la lotta del proletariato contro il suo nemico di classe, la borghesia, e la deviano su binari riformisti.

Essere parte attiva delle lotte odierne richiede dunque che le forze comuniste e operaie di avanguardia si uniscano in una sola organizzazione basata sui principi del marxismo-leninismo per sviluppare la coscienza di classe degli operai, per mobilitare le masse lavoratrici, unirle e orientarle nella prospettiva della rottura rivoluzionaria del sistema capitalista-imperialista.

Alla lotta e all’unità contro l’offensiva del capitale, la reazione borghese e la guerra imperialista!

All’organizzazione comunista, per il Partito!

18 novembre 2023

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

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