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Bilancio del campo antimperialista-antifascista a Malga Zonta 15-17 agosto 2003

(22 Settembre 2003)

Il Campo antimperialista-antifascista a Malga Zonta è arrivato alla sua seconda edizione, grazie al lavoro collettivo di diversi compagni durante l’anno appena trascorso.

Innanzitutto possiamo affermare che il nostro comitato è uscito rafforzato da quest’esperienza e che il dibattito scaturito tra i compagni sembra andare nella direzione di trovare nuove basi per un lavoro costante nel futuro.
Il motivo principale della costituzione del Comitato era verificare la possibilità di lavorare collettivamente fra soggetti (che venivano da esperienze diverse) su terreni comuni di lotta sul fronte dell’antimperialismo e dell’antifascismo.

Il 1° Campo ha verificato parzialmente questo agire, ma ha posto le basi per promuovere iniziative durante l’anno.
Il fatto di non essere una struttura politica omogenea ha permesso a tutti i compagni di rapportarsi all’interno di varie aree, di avere percorsi propri ma di ritrovare un filo comune rispetto al Comitato.
Questa diversità in alcuni momenti è stata ricchezza, in altri ci ha visti divisi e non ci ha permesso di intraprendere oltre al piano culturale quello dell’iniziativa.

La proposta dei Comitati è nata a livello nazionale; essa non ha avuto lo sviluppo auspicato ed è stata oggetto di critiche costruttive al Campo di quest’anno.
Ciononostante noi abbiamo deciso di continuare questo percorso anche se solo territorialmente; la proposta resta per noi un buon punto di partenza per ricostruire l’iniziativa nei nostri territori.

Il Campo di quest’anno e la sua costruzione hanno avuto un percorso diverso, che come obiettivo aveva la verifica di un lavoro in comune con altri compagni, anche se appartenevano ad altri percorsi.
È stato un cammino non facile e certamente attraversato da contraddizioni. È un percorso che a tutt’oggi, però, riteniamo giusto aver fatto.

Con questo spirito abbiamo deciso di andare fino in fondo con l’organizzazione del campeggio anche assieme a situazioni come Rifondazione che all’interno del Movimento sono oggetto di critiche politiche, che in parte anche noi condividiamo e che abbiamo anche espresso in un confronto avuto dopo la manifestazione del 06/07 scorso.

Abbiamo ragionato, però, territorialmente (forse per alcuni è un limite, per noi era un percorso che dovevamo fare) e il fatto di continuare quanto intrapreso, derivava da un rapporto instaurato non tanto con i vertici del partito, ma con la base, che effettivamente ha collaborato nella pratica con noi.

Nella 1° giornata la collaborazione con altri compagni e il numero cospicuo di relazioni hanno permesso una grossa partecipazione all’iniziativa, dando un input diverso alla commemorazione del 15 agosto. La 2° giornata nonostante il dibattito affrontasse un problema (il tema del lavoro) non di facile approccio, le relazioni e gli interventi dei compagni hanno sicuramente dato degli stimoli positivi.

Le giornate hanno certamente messo in luce i limiti che il nostro Comitato ha, essendo quest’esperienza giovane ed in un certo senso nuova.
Infatti, il rapporto dialettico fra compagni tra loro politicamente diversi non è facile.

Questo limite è stato riscontrato soprattutto nell’ultima giornata, nel dibattito su Guerra e Movimenti, giornata che tra le altre cose è stata per noi contraddittoria.
Nella 3° giornata è stato difficile gestire questo dibattito dal momento che è mancata da parte nostra un’internità reale alla costruzione d’iniziative contro la guerra e che ci siamo limitati a portare un contributo che è la difesa della nostra storia di classe, la Resistenza, dagli attacchi di chi vuole cancellarla e al suo posto lasciare un popolo senza cultura o peggio ancora americanizzarlo.

Riteniamo quindi alcune critiche emerse giuste, ma per nulla costruttive.
Le critiche sono state a nostro avviso sterili, si è persa ancora una volta la possibilità di confrontarsi, di capire limiti e passi in avanti nel percorso antimperialista.
Non è emerso alcuno spunto di discussione e di riflessione sulle grandi mobilitazioni rientrate (come sempre) finita la guerra “ufficiale”, sul ruolo del pacifismo, sulle difficoltà che crediamo tutti stiano attraversando.

Abbiamo premesso nell’assemblea i nostri limiti chiedendo ai compagni di aprire una discussione all’interno della quale non volevamo di certo sottrarci alle critiche, a patto che esse fossero sostenute da un preciso dibattito politico.
Così non è stato e noi ne abbiamo preso atto.

Nonostante ciò diamo un bilancio positivo sul lavoro intrapreso, sulle iniziative svolte prima e durante il campeggio, sulla presenza di giovani compagni all’interno della gestione, sul rapporto di correttezza che c’è stato su chi ha collaborato effettivamente alla gestione del campeggio.

È da queste basi che ripartiamo, con il nostro percorso che si pone degli obiettivi di più ampio respiro della sola costruzione del Campo, e che tenda a superare i limiti volta per volta con una reale crescita del Comitato e per un suo ampliamento.

Abbiamo cercato di sintetizzare i punti emersi dalla nostra discussione. Chi volesse dare un proprio punto di vista potrà spedircelo via e-mail.

Comitato Antimperialista Malga Zonta

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