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Crisi con gelata

Crisi con gelata

(18 Novembre 2010) Enzo Apicella
Dopo le dimissioni dei ministri di Futuro e libertà, è stata fissata per il 14 dicembre la verifica del governo in Parlamento

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    I berluscones

    (15 Settembre 2010)

    anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.operaicontro.it

    Sono i più convinti sostenitori di Berlusconi nel partito dell’amore. Gasparri, La Russa, Alemanno, Matteoli e in ultimo Storace. Si tratta di nomi passati nella storia come “picchiatori fascisti” e convinti sostenitori di ordine, sicurezza e legalità. Negli anni 70 guidavano i giovani fascisti contro i rivoltosi del 68. Puntavano a ripristinare la legalità e l’ordine violato dalla contestazione studentesca. Sostenevano le forze dell’ordine contro le “forze del disordine”. Per anni hanno gridato e militato nelle file dei sostenitori di Mani pulite. Quell’intelligentone di Gasparri nel 1992 definiva Di Pietro come un mito fino ad incoronarlo una figura storica “migliore di Mussolini”. La Russa si faceva fotografare con la maglietta “Forza Di Pietro”.
    Sostenitori convinti della legalità e dell’ordine. Nemici giurati dei truffaldini democristiani della cosiddetta Prima Repubblica. E ora? Dove è finito il zelo giustizialista? Dove è finito l’amore per l’ordine e la legalità? E la fedeltà al capo?
    Fini, capo storico dei colonnelli di destra, li ha spiazzati: si è smarcato da Berlusconi fino a costituire un nuovo partito. I Berluscones, assoldati dal nuovo padrone, si sono ben guardati di seguire il loro ex capo. E oggi sono i più critici verso i loro ex compagni di partito. Sembra che Berlusconi li abbia stregati. Il potere dei soldi ha affievolito tutto le loro convinzioni. Ora fanno a gara a firmare disegni di legge e a votare leggi che bloccano i processi del loro nuovo capo.
    L’attuale accozzaglia di governo attraversata da scandali, corruttele e imbrogli tenuta in vita dal più imbroglione dei politici attuali non li turba.
    Se fossero tutti in fila, Alemanno, Storace, La russa e Gasparri davanti al memorabile Totò verrebbero senza dubbio apostrofati in questo modo: “Ma mi facciano il piacere”.

    www.operaicontro.it

    Fonte

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