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Esplosione in azienda. Gravi sette operai. L’inferno Thyssen non ha insegnato nulla

(5 Novembre 2010)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.dirittidistorti.it

Tra un mese saranno trascorsi tre anni dall’inferno della ThyssenKrupp, nel quale persero le vita sette operai, sette vite spezzate dal fuoco, e oggi contiamo altre sette vittime sul lavoro: sette operai rimasti ustionati nell’esplosione di un capannone di una azienda, l’Eureco di Paderno Dugnano, vicino Milano, specializzata nel trattamento e nello stoccaggio di rifiuti. Cinque gravi, due sono gravissimi, rischiano la vita. Anche in questo caso, come quasi sempre nei casi di incedenti sul lavoro, un infortunio che poteva essere evitato, se solo si rispettassero tutte le regole, soprattutto in un’azienda nella quale si eseguono lavorazioni pericolose con materiali infiammabili. Secondo le prime ricostruzioni dei vigili del fuoco l'esplosione è nata in seguito a un incendio all'interno di un container usato dagli operai per ammassare gli scarti di lavorazione. Le fiamme poi avrebbero raggiunto una zona vicina in cui erano presenti alcune bombole ad alto rischio di esplosione. A luglio un’altra esplosione si era verificata nello stabilimento, senza provocare vittime, ma evidentemente senza nemmeno attivare tutte le procedure e le precauzioni affinché episodi simili non si verificassero di nuovo. La Cgil ha chiesto che «si faccia chiarezza in tempi rapidi sulle cause del grave infortunio in un'azienda nella quale si erano già verificati episodi simili, sulle condizioni di lavoro in Eureco e sulle responsabilità di questo ennesimo grave incidente».
Se qualcuno aveva pensato che la strage alla ThyssenKrupp o quella della Umbria Olii potessero essere di insegnamento affinché tragedie del genere non accadessero più, si era sbagliato di grosso. In Lombardia ogni anno ci sono tanti infortuni sul lavoro quanti in tutta la Germania. In Italia le morti e gli incidenti sul lavoro possono far parte dei costi messi in conto da aziende grandi e piccole, e chissà se poi chiudendo i bilanci non sia più economico qualche lavoratore morto piuttosto che rispettare le regole e investire sulla sicurezza nei luoghi di lavoro! Ma forse essere un Paese civile è un lusso che non ci possiamo permettere.

5-11-10

Alessandra Valentini - DirittiDistorti

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