">
il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

3 al giorno

3 al giorno

(10 Ottobre 2011) Enzo Apicella

Tutte le vignette di Enzo Apicella

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

APPUNTAMENTI
(Capitale e lavoro)

SITI WEB
(Di lavoro si muore)

Sulla strage di operai nella centrale Enel di Suviana

(10 Aprile 2024)

centrale suviana

3 operai morti, 4 dispersi e 5 feriti gravissimi: questo il bilancio provvisorio del disastro avvenuto ieri nella centrale idroelettrica Enel di Suviana, che si sviluppa per 70 metri sott’acqua. Le vittime sono state trovate a 40 metri.
I corpi fin ora ritrovati sono quelli di Pavel Petronel, rumeno, di 38 anni; di Vincenzo Franchina, 35 anni, messinese; di Mario Pisani, tarantino di 73 anni. Pisani, il più anziano, era un ex operaio Enel che lavorava come “consulente” in una ditta sub-appaltatrice, gli altri due dipendenti anch’essi di ditte in subappalto. Sono lo specchio del lavoro operaio in Italia: stranieri e italiani, giovani e anziani, vittime della catena di subappalti mandate allo sbaraglio pur di risparmiare sulla sicurezza.
E lo diciamo senza chiaramente anche se “l’inchiesta è in corso”. Inchiesta che finirà per accertare che le misure di sicurezza non venivano adottate, che i lavori erano in ritardo (la centrale era in manutenzione da 1 anno), che gli operai non erano formati per effettuare il lavoro che stavano eseguendo, che c’erano già state denunce – inascoltate - sulla mancanza di manutenzione della diga di Suviana (lo dice Pierpaolo Bombardieri della UIL).

Sono i “morti di progresso”, quel “progresso” che è precarietà, sub-appalti al massimo ribasso per ottenere il massimo profitto, condizioni di lavoro ottocentesche. Come a Brandizzo sui binari di RFI, Rete Ferroviaria Italiana (5 morti – una ditta appaltatrice dove ci si affidava al grido “treno fuori” del caposquadra per evitare i convogli che passavano), a Firenze nel cantiere Esselunga (5 morti e 3 feriti – 30 aziende in subappalto) dove crolla un solaio senza chele travi sottostanti siano state completate (quelli che lavoravano sopra non sapevano cosa succedeva sotto). Colossi industriali, non piccole aziende, dove comunque i macchinari crollano, ingoiano gli operai, li fulminano....
Quel “progresso” che da più di trent’anni - complici leggi che governo dopo governo, di ogni colore , hanno portato alla precarietà più selvaggia in nome del profitto e alla totale impunità dei padroni - fa ogni anno più di 1.500 morti di lavoro, che fanno notizia solo quando muoiono in gruppo (la settimana scorsa ci sono state altre 2 vittime,e siamo a più di 500 da inizio anno).

Per qualche giorno sentiremo nuovamente l’ormai insopportabile piagnisteo di istituzioni, politici e giornalisti, i sindacati confederali faranno uno sciopericchio e ... tutto continuerà fino alla prossima strage.
Zitti invece i mandanti, i padroni a cui è assicurata l’impunità, perché le leggi si fermano alle porte dei luoghi di lavoro.

Il capitalismo è sfruttamento, miseria e morte di tanti per il profitto di pochissimi; è un tritacarne che ingoia i proletari e che continuerà a farlo finchè non lo rovesceremo. Il primo passo è organizzarsi, lottare per difendere la nostra vita e A CONDIZIONI DI MORTE NON LAVORARE.

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Sesto S.Giovanni

2280