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Contratto capestro nel settore terziario (commercio e affini)

(12 Marzo 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.cobas.it

Il 26/2 Cisl,Uil e Confcommercio hanno sottoscritto l’accordo contrattuale per il settore Terziario (Commercio e affini) che riguarda 3 milioni di lavoratori.

L’accordo recepisce in pieno la “ controriforma del modello contrattuale” (durata 3 anni -1.1.2011/31.12.2013- e deroghe al CCNL) dove quasi tutto è delegato alla “ contrattazione integrativa”(organizzazione e orario di lavoro/lavoro domenicale, classificazione,ristrutturazioni e crisi aziendali); incamera le norme previste dal “ collegato lavoro” , con specifico riferimento alla conciliazione, all’arbitrato, alla clausola compromissoria e alla certificazione dei contratti ; fa decollare il “ sistema della bilateralità” – Enti Bilaterali , finanziati anche dai lavoratori con prelievo coatto sulla busta paga - ovvero della cogestione Sindacati-Confcommercio per risolvere pendenze quali “ristrutturazioni,trasferimenti, chiusure, licenziamenti “.

L’aumento salariale in linea con il “ parametro IPCA” non compensa minimamente l’aumento del costo della vita : a regime , ottobre 2013 , l’aumento lordo sul 4° livello dove sono stazionati la maggioranza dei lavoratori , sarà di miseri 86 euro !
A cui va aggiunta la voce “ elemento economico di garanzia “ ( 125 E lorde per aziende con oltre 10 dipendenti, 100E lorde per quelle fino a 10 dipendenti) , in pratica si introduce a livello sperimentale “ un elemento distinto dalla retribuzione” , assorbile e che non fa liquidazione/persione.

Per le assunzioni e gestioni contrattuali si incentivano part time e contratti atipici. ; così pure
Previdenza Complementare e Assistenza Sanitaria Integrativa.

Ma il danno più rilevante è sul “ trattamento di malattia”.
Sotto il titolo “ al fine di prevenire situazioni di abuso, con decorrenza dal 1.1.2011 , nel corso di ciascuno anno di calendario( 1gennaio-31dicembre)……………l’integrazione di malattia viene corrisposta al 100% per i primi 2 eventi (assenze per malattia), al 50% per il 3° e 4° ( successive assenze), mentre cesserà di essere corrisposta a partire dal 5° evento” , viene di fatto leso il diritto di ammalarsi stante la ritorsione economica che grava su chi si ammala !
Ovviamente dal computo padronale sono esclusi “ ricoveri ospedalieri, emodialisi, sclerosi multipla e altre patologie gravi, certificati medici con prognosi iniziale non inferiore a 12 giorni”.
Bontà loro , non vogliono infierire !! Alla faccia dell’art. 32 della Costituzione e della L.883/1978 “ Servizio Sanitario Nazionale” che tutela il diritto alla salute e alla prevenzione della malattia .
Praticamente in un anno, dopo due certificati di malattia , al 3° e 4° già il padrone ritorce il 50% dell’integrazione salariale , per tagliarla del tutto dal 5° certificato in poi !
Ovvero, divieto di ammalarsi per contratto e secondo le modalità volute dal padrone e accordate dai sindacati venduti Cisl-Uil ; la Cgil non ha firmato l’accordo , chiama alle assemblee aziendali e convoca per marzo lo sciopero di 4 ore.

DICIAMO NO AL CONTRATTO CAPESTRO !
NO ALL’OBOLO ECONOMICO CHE CI UMILIA
NO AL TAGLIO DELLA MALATTIA CHE CI DANNEGGIA

RESPINGIAMO NELLE ASSEMBLEE QUESTA PORCHERIA :
UN ALTRO CONTRATTO E’ POSSIBILE !


Roma 7 marzo 2011
CONTRATTO CAPESTRO NEL SETTORE TERZIARIO.doc 23,00 k

Cobas Lavoro Privato

Fonte

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