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Su una foglia portata dai venti

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(29 Giugno 2010) Enzo Apicella
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Statistiche dell'Intifada: dal 28 settembre 2000 al 17 marzo 2003

a cura di Palestine Monitor

(25 Giugno 2003)

PALESTINESI UCCISI(1)
2.344 morti dei quali 201 in uccisioni extragiudiziali (violazioni gravi della IV Convenzione di Ginevra e come tali considerati crimini di guerra).
435, il 19%, minorenni. Almeno l´85% del totale sono vittime civili.
471 uccisi da armi pesanti. 1.410 uccisi da munizioni letali. Non e´ stata condotta alcuna inchiesta; ai soldati e´ stata di fatto garantita l´immunita´ e il tacito permesso di continuare ad agire al di fuori della legge (2).

PALESTINESI FERITI
Piu´ di 41.000 (3)
Cisgiordania (4): 35,7% minorenni, 32,4% colpiti da munizioni letali, 64,9% feriti nelle parti superiori del corpo, 39% moderatamente gravi (16.673 casi, 28/2/2002).

Striscia di Gaza (5): 20% minorenni, 37% feriti da munizioni letali, 60% colpiti nelle parti superiori del corpo (ca. 6.000 casi 6/3/2002), si calcolano piu´ di 7.000 minorenni feriti (6).

DISABILI PERMANENTI
Si calcolano circa 2.500 casi (7). Circa 500 palestinesi minorenni resi disabili (8).

ATTACCHI A VEICOLI SANITARI E PERSONALE MEDICO(9)
15 (tra i quali un tedesco) (10) medici/infermieri/piloti d´ambulanza uccisi durante il servizio (fuoco contro le ambulanze / colpi d´artiglieria in aree residenziali).
180 tecnici d´emergenza medica della Palestinian red crescent society (Prcs) feriti.
95 operatori di pronto soccorso della Union of palestinian medical relief committees (Upmrc), compresi due medici.
25 ambulanze della Prcs distrutte; 197 attacchi con munizioni letali, proiettili di gomma e/o pietre lanciate dai coloni israeliani contro le ambulanze della Prcs.
Riportati 432 casi in cui alle ambulanze della Prcs non e´ stato consentito il transito oltre i blocchi stradali.
70 arresti fra il personale d´emergenza e i volontari del soccorso medico a partire dall´invasione del 29 marzo (11). Durante le grande invasione di marzo-aprile 2002 i membri dello staff della Upmrc sono stati fermati, trattenuti e si sono visti negare l´accesso alle zone d´intervento fino a tre volte al giorno; a partire da aprile 2002 il lavoro delle cliniche mobili e´ stato tenacemente ostacolato.
70 decessi dovuti al mancato permesso di accedere alle strutture d´emergenza o a quelle per il trattamento delle malattie croniche.

ATTACCHI CONTRO GLI OSPEDALI (pazienti feriti, taglio della corrente elettrica).

Fuoco d´artiglieria contro il French Hospital (danni stimati attorno ai 25.000 (12) dollari) e l´ospedale Al Hussein a Betlemme (13).
Munizioni letali contro l´ospedale A-Dibs di Beit Jala, il French Hospital (14) e l´Al Yamama di Betlemme, contro il Prcs Maternity Hospital di Ramallah e, in tre occasioni (15), contro l´Al Alia Hospital di Hebron.
Artiglieria contro il General Hospital di Ramallah (16); accesso negato per alcuni giorni al Khalid di Ramallah (17).
Alcuni coloni hanno attaccato l´Augusta Victoria Hospital di Gerusalemme e sparato ad un agente della sicurezza (18). Durante l´invasione di marzo-aprile 2002 un gran numero di ospedali e di cliniche mediche e´ stato attaccato in tutta la Cisgiordania.

GIORNALISTI
7 reporter palestinesi uccisi, 1 giornalista italiano ucciso, 75 giornalisti feriti, almeno 167 attaccati dai soldati israeliani (malmenati, trattenuti, l´equipaggiamento confiscato o distrutto), 5 giornalisti palestinesi arrestati e attualmente in detenzione amministrativa.
Almeno 20 uffici stampa colpiti dall´artiglieria, vandalizzati o danneggiati (19).
31 marzo 2002: Ramallah e El-Bireh dichiarati aree militari chiuse, ingresso vietato ai giornalisti e richiesta formale a quelli presenti all´interno di lasciare immediatamente l´area.
Aprile 2002: l´ International association press dichiara la Cisgiordania il secondo posto al mondo piu´ pericoloso per i giornalisti dopo l´Afghanistan.

TIPOLOGIE DI ARMAMENTI(20)
Proiettili: 5,56 mm (calibro223), 7,02 mm, 9 mm, calibro 50, 500 mm, proiettili di gomma con anima in acciaio, plastico. Missili. Equipaggiamento balistico da carro. Caccia F16.

RIOCCUPAZIONI ED INCURSIONI
Rioccupazione di aree "A" (prima delle principali operazioni militari di marzo-aprile e giugno 2002). Casi piu´ gravi: Betlemme, 10 giorni; Jenin, 40 giorni; Ramallah - El Bireh, 20 giorni; Tulkarem, Qalqilya.
Invasioni in aree "A": Beit Rima, Deir Ghassana, Beit Lahia.
Febbraio-marzo 2002: Sharon lancia una campagna di attacchi contro i campi profughi della Cisgiordania. Balata Camp, a Nablus, viene attaccato in modo particolarmente violento. 180 palestinesi, in gran parte profughi, muoiono nel giro di due settimane (28 febbraio-12 marzo). Enormi i danni e la distruzione di proprieta´ privata. 29 marzo-1 maggio: i carri armati
israeliani invadono tutte i principali centri della Cisgiordania tranne Hebron e Gerico. Alle citta´ vengono imposti coprifuoco di 24 ore su 24, le ambulanze e il personale medico vengono attaccati sistematicamente, infrastrutture civili distrutte o vandalizzate, quasi 260 palestinesi uccisi.
Proteste da parteinternazionale, l´Inviato Speciale dell´Onu definisce quanto accaduto a Jenin "orribile oltre ogni immaginazione" e "moralmente ripugnante"(21).
19 giugno 2002: il governo israeliano lancia una seconda invasione su larga scala di tutte le citta´ e i villaggi della Cisgiordania (eccettuata Gerico).
Rioccupazione completa della Cisgiordania. Per gli ultimi 4 mesi a 2.000.000 di palestinesi sono stati imposti coprifuoco di 24 ore su 24.

CHIUSURE E COPRIFUOCO
Punizione collettiva: riguardano tre milioni di palestinesi in Cisgiordania e nella striscia di Gaza. Si tratta della serie piu´ grave e prolungata di limitazioni alla liberta´ di movimento imposte dall´inizio dell´occupazione nel 1967 (22).

Assedi e chiusure interne: 120 check point israeliani in Cisgiordania e nella striscia di Gaza. Insieme ai blocchi stradali dividono
la striscia di Gaza in tre pezzi e la Cisgiordania in 300 mini-raggruppamenti separati gli uni dagli altri.

Chiusure interne prolungate: Cisgiordania, 66 giorni su 100.

Chiusure interne parziali: Cisgiordania, 34 giorni su 100; striscia di Gaza 94 giorni su 100 (23). Le chiusure causano emergenze quali scarsita´ d´acqua e di gas (p. e. Beit Furik e Beit Dajan).
Agli abitanti di Al Mawasi (costa della striscia di Gaza) e´ consentito un minimo di liberta´ di movimento fuori e dentro l´area a prezzo di una vera e propria "etichettatura" con numeri di identita´. Israele ha costruito ingressi elettrificati all´entrata di Al Sifa (nord della striscia di Gaza): ai residenti e´ permesso muoversi dentro e fuori dall´area dale 7/9 della mattina fino alle 3/5 del pomeriggio.

Maggio 2002: il governo israeliano ha introdotto un nuovo regime di permessi personali, rendendo impossibile gli spostamenti tra le citta´ palestinesi in Cisgiordania. La "bantustanizzazione" dei Territori Ocuupati e´ stata completata. La costruzione del muro di separazione tra Cisgiordania e Israele e´ cominciata.

Chiusure verso l´esterno: Cisgiordania e Striscia di Gaza isolate dal resto del mondo. L´aeroporto di Gaza e´ inagibile da febbraio 2001; il "passaggio sicuro" tra Gaza e Cisgiordania e´ chiuso da ottobre 2000 (mentre gli accordi di Oslo proibiscono la sua chiusura). Frequenti le chiusure prolungate del ponte verso la Giordania, del confine con l´Egitto (passaggio di Rafah), dei punti di accesso a Israele (Al Mintar e Beit Hanoun).
Dall´inizio di marzo 2002 l´esercito israeliano ha ripetutamente invaso le aree sotto controllo palestinese e imposto coprifuoco prolungati su citta´ e villaggi. (vedi RIOCCUPAZIONI E INCURSIONI)

PALESTINESI ARRESTATI E DETENUTI DALLE AUTORITA' ISRAELIANE
Si e´ calcolato che dal 29 marzo 2002 15.000 palestinesi sono stati arrestati, 6.000 dei quali ancora in prigione. Tra questi 1.700 palestinesi sono sotto detenzione amministartiva (24), vale a dire che non hanno avuto un processo e sono stati imprigionati senza che venissero portate prove contro di loro. 350 bambini palestinesi attualmente detenuti in prigioni
israeliane e centri di detenzione in Israele e Cisgiordania. 30 di questi sono sotto detenzione amministartiva (25). Molti dei prigionieri hanno subito torture e non ricevono cure mediche adeguate.

DANNI ALLA PROPRIETA'
Incursioni in aree residenziali (punizione collettiva)
Nel corso dei primi 15 mesi di Intifada i danni materiali sono ammontati a 305 milioni di dollari. Durante l´invasione di marzo-aprile l´esercito israeliano ha distrutto e saccheggiato proprieta´ per 361 milioni di dollari (27).
Dall´inizio dell´ Intifada fino a febbraio 2002: colpi d´artiglieria e demolizioni hanno causato il crollo di 720 case e il danneggiamento di altre 11.553, per un totale di 73.600 persone coinvolte (28). 30 moschee, 12 chiese (29), 134 pozzi d´acqua (30), un numero imprecisato di cimiteri hanno subito danneggiamenti. 34.606 olivi ed alberi da frutto sradicati (31), piu'
di 116 ettari di terra confiscati (32), 1.433,9 ettari di terra spianati o bruciati (33).
Invasione di marzo-aprile: 881 case distrutte, 2.883 case nei campi profughi danneggiate, 22.500 persone coinvolte (34).
Striscia di Gaza: piu´ di 600 case demolite, ca. 1.600 ettari di terra, per la maggior parte terreno agricolo, spianati dall´esercito israeliano (35).

ISTRUZIONE (punizione collettiva)
Il Ministero dell´istruzione riporta la chiusura temporanea di 850 scuole, 8 trasformate in caserme militari. 185 scuole fatte oggetto di spari e colpi d´artiglieria da parte dell´esercito israeliano; 11 scuole completamente distrutte , 9 vandalizzate. 15 scuole adibite a centri di detenzione e caserme militari.
132 studenti palestinesi uccisi e 2.500 feriti mentre andavano o tornavano da scuola.
Persi 1.135 giorni di scuola a causa degli attacchi israeliani (36). Durante la grande invasione di marzo-aprile 2002, 54.730 lezioni al giorno sono andate perse per la completa cessazione delle attivita´ scolastiche.

CONDIZIONI ECONOMICHE (punizione collettiva)
Totale delle mancate entrate stimato tra i 3.2 e i 10 miliardi di dollari (non vengono conteggiate le perdite dovute alla distruzione della proprieta´ pubblica e privata).
Perdite giornaliere su scala nazionale: tra i 6 e gli 8.6 milioni di dollari per giorno lavorativo.
Mancate entrate salariali: 59.4 milioni di dollari.
Disoccupazione: 67% a Gaza, 48% in Cisgiordania Il 75% della popolazione palestinese vive al di sotto della soglia di
poverta´ (meno di due dollari al giorno): 84,6% a Gaza e 57,8% in Cisgiordania (37).
I danni economici hanno costretto il 69% delle societa´ palestinesi a chiudere o a ridurre la produzione (38).
PIL diminuito del 51% (39). Israele impedisce a 125.000 palestinesi di andare al lavoro (40). La Banca Mondiale sostiene che con la soluzione del conflitto e la fine delle chiusure ci vorranno almeno due anni perche´ l´economia palestinese ritorni al livello di entrate pro capite precedente l´inizio dell´Intifada (41).

RISOLUZIONI E RAPPORTI DELLE NAZIONI UNITE
Israele condannato per un uso sproporzionato ed eccsivo della violenza contro i civili palestinesi e per il mancato adempimento delle leggi internazionali (per maggiori informazioni vedere www.un.org).
7 maggio 2002:
Assemblea Generale dell´ONU, ripresa la decima Sessione Speciale d´Emergenza. Risoluzione ES-10/10: condanna gli attacchi compiuti dagli israeliani contro il popolo palestinese particolarmente nel campo profughi di Jenin; condanna inoltre il rifiuto da parte di Israele di cooperare con la commissione d´inchiesta del Segretario Generale su quanto avvenuto a Jenin. Chiede che Israele metta fine ai ritardi e agli ostacoli imposti al lavoro delle organizzazioni umanitarie e alle agenzie Onu nei Territori
Occupati.
19 aprile 2002: risoluzione 1405 del Consiglio di Sicurezza. Invita Israele a cessare le restrizioni imposte alle operazioni delle organizzazioni umanitarie e accoglie l´iniziativa del Segretario Generale d´inviare una commissione d´inchiesta che indaghi su quanto avvenuto nel campo profughi di Jenin (Israele rifiuta di collaborare con la commissione d´inchiesta).
15 aprile 2002: la Commissione Onu per i Diritti Umani condanna Israele per le uccisioni di massa di palestinesi, biasima Israele per le "gravi violazioni" del diritto umanitario e dichiara legittimo il diritto del popolo palestinese a resistere all´occupazione israelaina.
30 marzo 2002: risoluzione 1402 del Consiglio di Sicurezza. Invita Israele a ritirare le sue truppe dale citta´ palestinesi.
20 dicembre 2001: l´Assemblea Generale chiede che vengano fermate le violenze, l´attuazione del Rapporto Mitchell, il rispetto della IV Convenzione di Ginevra.
6 dicembre 2001: dichiarazione congiunta di 114 Firmatari della IV Convenzione di Ginevra. Condanna Israele per l´uso indiscriminato e sproporzionato della violenza, invita il governo israeliano al rispetto del diritto umanitario.
3 dicembre 2001: l´Assemblea Generale mette ai voti 6 risoluzioni contro Israele riguardanti lo status di Gerusalemme, gli illegali insediamenti israeliani, il diritto inalienabile del popolo palestineseall´autodeterminazione.
23 novembre 2001: Commissione Onu contro la Tortura, condanna alle pratiche di Israele.
7-13 novembre 2000: Mary Robinson, Commissario Onu per i Diritti Umani, visita i Territori Occupati. Al termine della missione raccomanda l´attivazione di una presenza internazionale per il monitoraggio dei Territori Occupati.
20 ottobre 2000: Assemblea Generale dell´Onu, decima Sessione Speciale d´Emergenza.
19 ottobre 2000: Commissione Onu per i Diritti Umani, quinta Sessione Speciale.
11-15 ottobre 2000: il Relatore Speciale alla Commissione per i Diritti Umani visita i Territori Occupati.
7 ottobre 2000: Risoluzione 1322 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Deplora la provocazione avvenuta il 28 settembre 2000 alla Spianata delle Moschee di Gerusalemme., invita Israele al rispetto dei suoi obblighi legali e alle sue responsabilita´ secondo quanto prescritto dalla IV Convenzione di Ginevra.

CRITICHE A ISRAELE DA PARTE DI GOVERNI STRANIERI
10 aprile 2002: USA, UE, Russia e Nazioni Unite invitano unanimemente Israele ad un ritiraro immediato dai Territori palestinesi. 16 aprile 2002: il commissario dell´Unione Europea per lo Sviluppoe e l´Assistenza Umanitaria afferma che Israele ostacola il lavoro delle forze di protezione e si fa beffe del diritto umanitario.

ALTRE CRITICHE DA PARTE INTERNAZIONALE
Condanne a Israele espresse da agenzie internazionali,, appelli per la cessazione delle violenze
* Phisicians for Human Rights (USA e Israele)
* Euro-Mediterranean Human Rights Network (Emhrn), Danimarca
* International Federation of Human Rights (Fidh), Parigi
* Human Rights Watch, New York
* Amnesty International
* International Committee of Red Cross
Per maggiori informazioni consultare i siti web, o visitare
www.palestinemonitor.org/comments/comment_archives.htm

LEGGI INTERNAZIONALI O RISOLUZIONI VIOLATE
Risoluzioni delle Nazioni Unite 242 e 338, IV Convenzione di Ginevra, Norme di Hague, Codice di Condotta ad uso dei funzionari Onu per l´applicazione della legge, Accordo Internazionale per i diritti economici, sociali e culturali, Convenzione per l´eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, Convenzione sui diritti dell´infanzia, ed altre.
Quelle riportate sono cifre caute, dal momento che non tutti i casi sono stati registrati. Alcune cifre sono basate su rapporti non aggiornati (vedere i riferimenti cronologici delle fonti).


Note:

1 Health, Development, Information and Policy Institute (Hdip), www.hdip.org; statistiche basate su informazioni disponibili al momento del computo.
2 Rapporto di B'Tselem, "Illusions of restraint: Human Rights Violations Durimg the Events in the Occupied Territories 29 September 2 December 2000", www.btselem.org.
3 Le statistiche valgono soltanto per le persone che hanno usufruito dei servizi sanitari.
4 Ministero della Sanita', www.pna.org/moh
5 Palestinian Center for Human Rights, www.pchrgaza.org
6 Relatore Speciale della Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, rapporto di marzo 2002, riportato nella conferenza stampa DCI-PAL, 19 marzo 2002
7General Union of Disabled Palestinians
8 Relatore Speciale della Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, rapporto di marzo 2002, riportato nella conferenza stampa DCI-PAL, 19 marzo 2002
9 Palestinian Red Crescent Society, 27 ottobre 2001, www.palestinercs.org e Union of Palestinian Medical Relief Committees,
www.upmrc.org
10 Palestinian Center for Human Rights: www.pchrgaza.com, 28 giugno 2002
11 Palestinian Red Crescent Society, 10 luglio 2002, www.palestinercs.org
12 Direttore dell' Holy Family Hospital, Betlemme
13 Durante l'occupazione di Betlemme, 19-29 ottobre 2001
14 Law, 4 e 8 novembre 2000, www.lawsociety.org
15 Al-Ayam, (quotidiano), 19 ottobre 2000
16 Durante l'invasione e l'occupazione di Ramallah tra il 13 e il 15 marzo 2002
17 Durante l'occupazione di Ramallah, ottobre 2001
18 Law, 29 ottobre 2000, www.lawsociety.org
19 Informazione ottenuta dal Sindacato dei Giornalisti Palestinesi
20 Al-Haq, www.alhaq.org
21 Terje Rod Larsen, in un'intervista alla BBC, 19 aprile 2002
22 Rapporto dall'ufficio di Gaza dell'inviato Onu in Medio Oriente, Terje Rod Larsen, febbraio 2001
23 UNSCO: "The impact on the Palestinian economy of confrontation, border closures and mobility restrictions" (ottobre 2000 30 settembre 2001)
24 Law, conferenza stampa del 17 luglio 2002
25 Informazione del Dci (Defence Children International)risalente ad agosto 2002
26 UNSCO: www.arts.mcgill.ca/mepp/unsco/pr_may2002.pdf
27 Non comprende le mancate entrate e i costi sociali e umanitari. Valutazione dei donatori internazionali
28 Palestinian Humanitarian Disaster, US Agency for International Development, 10 luglio 2002
29 Consiglio palestinese per la pace e la giustizia
30 Al-Mezan 2001, www.mezan.org
31, 32, 33 Law society, 29 novembre 2001 (cifre relative all'inizio del 2000) 34 Pchr, 3 giugno 2002
35 Ibid.
36 Ministero dell'Istruzione, 17 gennaio 2002, dato riferibile esclusivamente alle scuole del Ministero dell'Istruzione (a partire dal 28 settembre 2000).
37 Pcbs, aprile 2002
38 Statistiche tratte prevalentemente da: UNSCO, "The impact on the Palestinian economy of confrontation, border closures and mobility restrictions" (ottobre 2000 30 settembre 2001)
39 Rapporto stilato dal Ministero della Pianificazione e della Cooperazione Internazionale
40 Associated Press, 29 ottobre 2000
41 Rapporto della Banca Mondiale.

Per aggiornamenti: www.palestinemonitor.org

Traduzione a cura del Go'el - Ass. Papa Giovanni XXIII

Fonte

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