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Tripoli. La borsa esulta

Tripoli. La borsa esulta

(23 Agosto 2011) Enzo Apicella
Le quotazioni in borsa delle multinazionali imperialiste crescono alla notizia dell'occupazione NATO di Tripoli

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Guerra alla guerra

Volantino dei socialisti italiani di quasi 100 anni fa... Sequestrato dalla Prefettura e trasmesso al Ministero dell’Interno dal Prefetto di Firenze, il 12 gennaio 1912

(18 Giugno 2011)

Lavoratori!
In questo momento il governo italiano stà preparando una spedizione militare in Tripolitania [la Libia di allora n.d.r.], con il pretesto di portare in quella regione la civiltà.
Nessuna ragione può scusare tale atto di brigantaggio determinato soltanto da loschi interessi capitalistici della classe dominante. Invano si cerca mascherare questo furto con il manto della civiltà, di quella civiltà che cerchereste invano in questa Italia monarchica, piena di miseria e di vergogna.
Per effettuare questa spedizione saranno a voi chiesti immensi sacrifici, giovani energie verranno strappate alle vostre famiglie per essere inviate ad uccidere e farsi uccidere, in nome della prepotenza, nell’interesse della borghesia sfruttatrice.

Lavoratori!
Il governo conta sul vostro assenteismo per cimentarsi nelle sue pazze imprese coloniali, delle quali voi subirete, senza alcun beneficio, ogni dannosa conseguenza.
Dimostrate a questo governo ladro ed infame e a questa borghesia avida di danaro e di sangue, che siete stanchi di prestarvi ai loro desideri, ai loro scellerati propositi. Sappiate opporvi con ogni mezzo alle loro pretese e non indietreggiate mai, anche se dovreste ricorrere alla violenza. Dite chiaramente al succhionismo nazionalista guerrafondaio che se osasse spingervi ad una guerra, voi combattereste non per conquistare nuovi possessi alla monarchia, ma per conquistarvi un avvenire migliore di libertà e di giustizia.

(La Gioventù Socialista)

[Il volantino era trasmesso al Ministero dell’Interno accompagnato dal seguente rapporto: «Il negoziante fornaio Benassai Emilio, con panificio in Via Guiccirrdini N°. 14, avendo notato che nel fondo di buste per pane e paste commesse a certo Spaziani Giuseppe da Firenze, erano stati collocati vari manifestini incitanti il popolo ad opporsi anche con la violenza alla guerra di Tripoli, ne dava il 26 volgente avviso al Commissariato di Santo Spirito, che subito provvide al seguestro di tali manifestini, in numero di 637. Essi sono stampati alla macchia intitolati: “guerra alla guerra”. Incominciano con le parole “lavoratori! In questo momento il governo italiano sta preparando una spedizione militare in Tripoli” …. E termina con le altre: “ma per conquistarvi un avvenire migliore di libertà; La Gioventù Socialista“. E poiché i manifestini stessi erano posti in modo che non solo potevano essere letti, ma tolti e distribuiti e probabilmente vi erano stati collocati a scopo di propaganda, furono denunziati all’Autorità Giudiziaria per istigazione a delinquere contro le istituzioni, lo Spaziani, nonché Parrini Oreste fu Giovanni, da Firenze, che aveva dato i manifestini allo Spaziani, ed il custode della locale Camera del Lavoro Lorenzini Alessandro, da cui il Parrini, a sua volta, ebbe a riceverli. Allego un Esemplare dei manifestini. Il Prefetto»].

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