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Il capitalismo spiegato ai bambini

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(17 Novembre 2011) Enzo Apicella

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Il fondo di previdenza complementare SIRIO

La previdenza complementare e la Pubblica Amministrazione.

(26 Settembre 2011)

anteprima dell'articolo originale pubblicato in www.cobas.it

Il 14 settembre presso l'Aran è stato costituito il fondo SIRIO ovvero il fondo di previdenza complementare dei dipendenti della Pubblica Amministrazione che interessa i lavoratori dei Ministeri, del Parastato, della Presidenza del Consiglio, del Cnel, dell’Enac ed al quale potranno aderire università e ricerca, le agenzie fiscali, il coni e le federazioni sportive, lavoratori che sino ad oggi non erano stati proiettati nel "pianeta" dei Fondi pensione.

La consorteria di Cgil, Cisl e Uil e i sindacati autonomi si sono macchiati di quest'ennesimo misfatto, sulla strada della privatizzazione e dello smantellamento delle pensioni pubbliche. Ora si sperticheranno in tutti i posti di lavoro per spingere i lavoratori ad aderire al Fondo e a rinunciare alla loro liquidazione, esaltando tutti i vantaggi e i profitti benefici che si potranno avere "investendo" nella previdenza complementare e attraversando il mercato azionario, che ahimè va sempre più a picco.

Il Fondo Sirio segue a ruota il fondo Espero dei lavoratori della scuola che ha avuto scarsissime adesioni ed il fondo Perseo, per i dipendenti delle regioni ed autonomie locali e sanità, che di fatto ancora non è partito. Stessa sorte hanno avuto i fondi previdenza integrativa nel settore privato (fondo Cometa dei metalmeccanici, fondo Fonchim dei chimici ecc.).

La stessa Banca d'Italia ha dovuto ammettere che l'80% dei lavoratori e delle lavoratrici non ha scelto la previdenza integrativa, la cui convenienza è solo presunta, anzi viene smentita da pochi fatti quali:

- i vantaggi fiscali per chi sceglie la previdenza integrativa sono praticamente nulli;

- il lavoratore rimasto col TFR dopo 20 anni si è dimostrato che ha un capitale e un rendimento nettamente superiore, malgrado il contributo datoriale a favore della previdenza integrativa;

- la previdenza integrativa serve per occultare le continue riforme previdenziali, con l'assenso dato da gran parte dei sindacati all'innalzamento dell'età lavorativa e alla perdita di potere di acquisto delle pensioni.

Ora, non contenti, ci riprovano nelle altre amministrazioni pubbliche ma i lavoratori che hanno assistito negli ultimi anni, sino alle ultime manovre estive, ad un pullulare di riforme delle pensioni, tutte al ribasso e tutte peggiorative non si faranno certo abbindolare. E fra l'altro, dopo la manovra settembrina, si riparla di nuovo di abolizione delle pensioni di anzianità. Che credibilità possono dunque avere i fondi pensione e il fondo Sirio?

Chi oggi dice di non volere subire la crisi economica e finanziaria deve dimostrarlo con i fatti. Sposare, come fa la Cgil, la previdenza integrativa (che nei paesi anglosassoni e negli Stati Uniti è autrice di speculazioni finanziarie) inganna i lavoratori perché i fondi previdenziali servono solo alla speculazione mentre noi abbiamo bisogno di rafforzare il potere di acquisto dei salari e delle pensioni.

Chi siede nei consigli di amministrazione della previdenza integrativa (con Confindustria) non può ergersi a difensore degli interessi dei lavoratori... cercando maldestramente di convincerli sulla bontà della previdenza complementare privata.

Dopo lo sciopero del 6 settembre, che doveva essere l’inizio di un nuovo autunno caldo, la Cgil ha ritrovato un'improvvisa unità sindacale con Cisl e Uil e si sono affannati, tutti insieme, il 21 settembre, a ratificare il micidiale accordo del 28 giugno che determina ampie deroghe ai contratti nazionali e condanna il sindacato alla subalternità rispetto ai Governi e al padronato.

Dopo due manovre finanziarie, se ne annuncia una terza per fine anno, manovre tutte contro i lavoratori, i pensionati e le giovani generazioni.

Basta manovre finanziarie contro i lavoratori, basta attacchi ai salari per difendere il mercato delle borse europeo, basta sottomettersi ai diktat dei banchieri e della BCE.

Difendiamo i diritti, i salari, i posti di lavoro, i servizi pubblici e lottiamo per il rinnovo dei contratti pubblici, che saranno fermi almeno sino al 2014.

Rimandiamo a casa i novelli promoter finanziari Cgil, Cisl e Uil, i loro fondi di pensione privati non ci interessano!

NO al fondo Sirio, organizziamoci contro la rapina delle pensioni e delle liquidazioni!

COBAS Pubblico Impiego

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